<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096</id><updated>2011-07-30T12:01:55.831-07:00</updated><category term='Riflessioni sul risultato elettorale di Romano Prodi'/><category term='Riformisti: il coraggio di parlare controcorrente (di Romano Prodi)'/><category term='tendenze dell&apos;inflazione a Bologna'/><category term='Appello al voto di Romano Prodi'/><category term='Asppi: Piano nazionale per l&apos;affitto'/><category term='Economia sanitaria'/><category term='Europa sparita'/><category term='Ecco perchè sto con Bersani'/><category term='Analisi sul voto Comunale dell&apos;Istituto Cattaneo'/><category term='La cultura a Bologna'/><category term='Il mercato del lavoro a Bologna'/><category term='Buone idee per Bologna'/><category term='L&apos;Italia di Berlusconi non è quella che ci stanno raccontando'/><category term='Aree demaniali'/><category term='Sport a Bologna'/><category term='Riflessioni sulla comunicazione in Italia'/><category term='Bersani a uno mattina: &quot;Un senso a questa storia&quot;'/><category term='I graffiti a Bologna'/><category term='democrazia in pericolo'/><category term='La nuova Giunta del Comune di Bologna'/><category term='fax simile schede elettorali'/><title type='text'>PATRIZIA BECCARI</title><subtitle type='html'>Sono nata a Bologna, il 3 giugno avrò 57 anni. Laureata in Matematica, specializzata in statistica sanitaria. Ho insegnato a lungo. Ora ho una società di economia sanitaria. I miei interlocutori sono le strutture pubbliche chiamate a verificare le innovazioni sanitarie prima della commercializzazione. E’ la mia prima volta in politica. La mia storia è simile a tanti della mia generazione. Il liceo Righi, il ’68… Sono sposata con Marco Marozzi, giornalista. Due figlie di 22 e 24 anni, studentesse</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>33</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-2344430777968668548</id><published>2009-09-07T09:20:00.001-07:00</published><updated>2009-09-07T09:20:17.975-07:00</updated><title type='text'>Bersani presenta la sua mozione al Palalido: Rosy Bindi</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/vUDZ63VRpkU' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/vUDZ63VRpkU'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-2344430777968668548?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/2344430777968668548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/09/bersani-presenta-la-sua-mozione-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2344430777968668548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2344430777968668548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/09/bersani-presenta-la-sua-mozione-al.html' title='Bersani presenta la sua mozione al Palalido: Rosy Bindi'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-2778047739445571828</id><published>2009-08-23T10:18:00.000-07:00</published><updated>2009-08-23T10:43:41.788-07:00</updated><title type='text'>PER UNA DEMOCRAZIA ESIGENTE</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Laicità, Uguaglianza, Civismo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(di Gianni Cuperlo )Bozza in progress&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sosteniamo Pier Luigi Bersani nella sua candidatura a Segretario del PD. Lo facciamo sulla base di una lettura di questi anni, di alcune convinzioni profonde e di quei traguardi che riteniamo essenziali per ridare senso e slancio al progetto di un nuovo partito. A Bersani diciamo che saremo leali verso di lui e coerenti con i contenuti di questo documento. Nella certezza che il Partito Democratico, una volta concluso il suo congresso, dovrà vi&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SpF-xT82IlI/AAAAAAAAAZ0/3xmLZ5aTtgs/s1600-h/delegatipd2175_img.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5373215216063881810" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 231px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SpF-xT82IlI/AAAAAAAAAZ0/3xmLZ5aTtgs/s320/delegatipd2175_img.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vere come una comunità di donne e uomini, ricca delle sue differenze, ma unita e solidale. Perché anche così torneremo ad avere nel paese quel prestigio senza il quale ogni politica e ogni programma sono scritti sulla sabbia&lt;br /&gt;Aderisci all'appello lasciando la tua firma nei commenti alla fine del documento che troverai sul sito &lt;a href="http://www.bersanisegretario.it/"&gt;http://www.bersanisegretario.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;L’Italia che sarà&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un partito è molte cose, la sua cultura, il suo programma, la leadership. Maprima di tutto è una comunità di donne e uomini che si riconosce in un’idea del futuro. E’ sempre stato così. I partiti capaci di durare nel tempo hanno convinto popoli e nazioni della possibilità di allargare le libertà e i diritti superando i limiti posti sino lì dalla storia. Le ideologie del Novecento hanno interpretato questa ambizione in modi diversi. Nel solidarismo. Nell’orizzonte dell’uguaglianza o nel finalismo di una società diversa. Anche l’Italia, dopo la Liberazione, ha riscoperto una pluralità di tradizioni e partiti. Ne è nato l’incontro di un popolo con la democrazia e sono seguiti decenni di crescita, lotte, movimenti che hanno cambiato volto al paese. Oggi serve riscoprire quel senso profondo della politica. Lo sipuò fare se un partito storicamente diverso torna a essere la leva per un balzo in avanti nelle libertà, nei principi di uguaglianza e convivenza per milioni di persone. La difficoltà è riuscirci in un mondo che è nuovo a sua volta. Dove le vecchie soluzioni non bastano più. Dove guerre e diritti umani violati, disuguaglianze insopportabili, oltre un miliardo di esseri umani senza accesso al cibo, un ambiente sfigurato esigono dalla politica parole e contenuti radicali. Un mondo dove, oggi più che mai, la sfida progressista si misura con la prospettiva di un governo globaledi democrazia ed economia. Dentro questa ambizione si rinnova anche il valore dell’Europa unita.La scelta del Partito Democratico si colloca qui. Come un investimento sul mondo attuale. La prima conseguenza è che il banco di prova per noi tutti non èl’Italia che c’è. Ma l’Italia che sarà. Cosalasceremo dopo? Questa, al fondo, è la domanda decisiva per un partito e per i suoi gruppi dirigenti. Quella che ne stabilisce la natura e la forza. Noi suggeriamo una risposta: vogliamo lasciare un’Italia additata come esempio, innanzitutto per il suo livello di civiltà. Un paese considerato. Per il rispetto verso chi qui nasce, per chi qui giunge e vive, e per il suo ambiente e la sua cultura. Un rispetto da conquistare attraverso l’uguaglianza nei diritti e nei doveri, senza distinzioni di genere, lingua, credo. E senza discriminazioni legate all’età, all’orientamento sessuale, a diverse abilità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una riscossa civile e morale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nostra ambizione – l’ambizione del Partito Democratico – è nella rivincita di questa idea dell’Italia. E’ nel condividere con una maggioranza dei cittadini le mete di una democrazia che la destra sta deformando. Noi vogliamo lavorare per una riscossa civile e morale del Paese, contro le ragioni di quella destra. Per riuscirci dobbiamo rompere un linguaggio e una continuità con la storia di questi anni.Abbiamo conosciuto Blair e l’impatto della modernità nel welfare. Zapatero e la fermezza sui diritti civili. Oggi, insieme al primato dei diritti umani e al dialogo tra le nazioni, vediamo in Obama il ritorno dell’uguaglianza nell’accesso alle opportunità e alle risorse economiche e ambientali. Leadership diverse, ma tutte autorevoli perché autorevoli erano e sono i traguardi che hanno saputo indicare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A noi spetta dire l’Italia che vogliamo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un paese dove nessuno, nel corso della vita, sia abbandonato o veda limitata la sua libertà, in una tensione costante verso il bene comune e virtù civili condivise.Dove il rispetto e il sostegno della dignità e dell'autonomia di ogni donna, condizione della dignità e autonomia di tutti, sia il limite invalicabile della democrazia e della civiltà. Dove si realizzi la più clamorosa riconversione dell’economia. Mettendo al centro la dignità e l'onestà della persona nel lavoro e nella corrispondenza, anche morale, tra contenuto del lavoro, corredo di diritti sociali e qualità del reddito. Il valore del lavoro si misura a partire da lì, dal riconoscimento dell'eguale pregio sociale tra lavoro manuale e artigianale, intellettuale e creativo, dell'impresa, dell’educazione e della cura. Tra i prezzi maggiori pagati al liberismo senza principi vi è stato, in particolare, l’offuscarsi di questo valore. Donne e uomini sono tornati a rappresentare merce per i profitti, e ciò è andato di pari passo col consumo dissennato delle risorse. Un atteggiamento esaltato da una globalizzazione senza regole, dalle delocalizzazioni, dalla via bassa alla competitività e dalla discontinuità di impieghi nel corso della vita.Il lavoro per ritrovare lo spazio che in questi anni gli è stato negato deve uscire dall’imbuto in cui è stato sacrificato e sposarsi aun approccio culturale moderno che metta al centro della crescita la Persona. Anche per questo la risposta alla crisi dev’essere economica e democratica al tempo stesso. Deve misurarsi coi guasti maturati nell’ultimo ventennio e coi ritardi culturali della sinistra e dei democratici europei.Forse oggi, per la prima volta, si può cogliere tutta la miopia di quanti ci hannospiegato che il tasso di riformismo si sarebbe misurato anche sulla flessibilità come valore in sé, sulla distanza dal sindacato e sull'esaltazione di un mercato senza lacci. Semmai una forza democratica deve spingere per una estensione della rappresentanza dei lavori e delle persone, e per un sindacato moderno, rinnovato nella sua cultura e impostazione.In questo autunno così difficile dovremo essere fermi nel prolungamento e nella estensione della cassa integrazione, nella difesa dei posti di lavoro esistenti, nell’introduzione di sostegni attivi al reddito di chi perde l’impiego. Combattendo la precarietà e l’ideologia fondata su “vite di scarto”, perché nessuno ha diritto di “scartare” nessuno. Dovremo spiegare le ragioni di un uso del fisco a favore dell'occupazione e delle piccole imprese. Restituire discredito all’evasione fiscale e cancellare una volta per tutte la cultura dei condoni, destinando le maggiori risorse al sostegno di pensioni e stipendi in un paese dove troppe famiglie scivolano in silenzio verso la povertà. Il traguardo è ricostruire le regole e un principio di legalità per un’economia che arricchisce il territorio e la comunità. Significa collocare gli italiani al vertice dell’Europa per la valorizzazionedelle risorse e dei giacimenti culturali. Traguardo che passa anche dalla forza della scuola pubblica, dall’autonomia della ricerca, da una riforma dell'informazione e dei media con una “riparazione” delle distorsioni di questi anni.Eancora, vogliamo collocare l’Italia tra i primi nell’uso sapiente del sole, del vento, del mare, e nel corretto uso dell’aria, dell’acqua, della terra.Per la prima volta i mutamenti climatici, le emergenze alimentari, assieme auna coscienza ambientale sempre più diffusa stanno mutando comportamenti e stili di vita. Anche nel nostro paese queste tendenze possono ispirare un nuovo civismo e aiutare occasioni di uno sviluppo economico di qualità.Un’idea forte dell’Italia passa da un’idea alta della sicurezza. Nel rispetto rigoroso dei diritti umani, ovunque nel mondo e tanto più in casa nostra, come non è avvenuto ancora di recente col respingimento collettivo di centinaia di disperati – tra loro donne e bambini – nel canale di Sicilia. Sicurezza contro l’odio razziale, la violenza sulle donne, l’omofobia, la prepotenza sull’infanzia e su chi è disabile. Sicurezza come diritto di cittadinanza. Sicurezza delle persone e dei territori. Combinando il massimo contrasto del crimine, la certezza e l’umanità della pena, la regolazione adeguata dei flussi di migranti, con un programma di prevenzione, di aiuto alla vittima, con un'educazione alla cittadinanza fin dai banchi della scuola. Tutto questo non lo possono fare un partito o un governo da soli. Per un partito moderno è decisivo aprirsi alla collaborazione permanente con associazioni, col mondo cooperativo e con le reti di solidarietà che agiscono sul territorio, in una spinta comune verso il riscatto della nazione.In questa prova chi è in prima fila nei governi locali avrà un ruolo importante. Perché meglio di chiunque sa collegare l’agire quotidiano a un progetto. L'Italia questo lo sa, conosce il patrimonio rappresentato dalle sue città. Questo vale per un Nord da rimotivare e riconoscere nella sua funzione nazionale, e per il Sud dove combattono risorse splendide e non rassegnate. Molta parte delle classi dirigenti più dinamiche si forma oggi nei territori, e questa è una risorsa. Ma se nei territori rimane rinchiusa, rischia di ripiegare e di rendere asfittico il paese. Noi vogliamo essere l’ossatura di classi dirigenti territoriali, ma responsabili verso il paese e capaci di tenere unita una nazione oggi spaccato. Anche per questo ci battiamo per una stagione di nuovo autonomismo consapevole e solidale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una democrazia esigente e che decide.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se vogliamo davvero uscire dalla crisi con un’Italia diversaè necessario, dunque, che l’economia proceda insieme a una democrazia esigente e capace di decidere: perché dove crescono diritti e doveri, responsabilità, chance, cresce anche una società più ricca e inclusiva. Non per caso, a segnalare questo legame, si comincia a parlare sempre più spesso di “un’economia civile”.Agendo così cresce soprattutto un Paese più orgoglioso di sé. Dove la figlia o il figlio di un immigrato possanodiventare, un giorno non troppo lontano, capo del governo, sindaco di Roma o Milano, o presidente della Repubblica. Dove l’avanzamento dei meriti si fondi con la promozione degli ultimi, offrendo a tutti la possibilità di un’esistenza degna, dal primo all’ultimo giorno. Traguardo che passa, per ciascuno di noi, da un reddito o una pensione sicuri lungo ogni stagione e dalla possibilità di scegliere sulle decisioni fondamentali della vita. Dalla necessità di sbloccare un Paese corporativo e drammaticamente fermo. Dalla gioia di una maternità spesso negata a causa della precarietà e da un tasso di occupazione femminile che ci colloca in fondo all’Europa, da servizi mancanti e da uno stato sociale rigido. E da una busta paga che per le donne, nonostante la Costituzione, è tuttora più leggera rispetto a quella dei loro colleghi maschi.I frutti avvelenati del berlusconismo hanno avuto l'acme nell’offesa della dignità pubblica femminile. E’ questo forse il tratto più grave della regressione culturale inflitta dalla destra. Con un’ atteggiamento verso le donne che ha resuscitato toni e modi di un’italietta misera.Non è solo una devianza di stile o un colpo alla credibilità del Paese. E’ un problema più serio, di fatto il tentativo di una rivincita contro la storia della libertà femminile e l’orgoglio di tante ragazze che vogliono essere considerate per qualità e senso di sé. Questo è tanto più pericoloso in un Paese dove familismo e conservazione, segnano elités e società. E dove, non a caso, è enorme il divario tra le capacità, la voglia di farcela delle donne e di moltissimi giovani e la risposta che a questa pressione offrono le istituzioni e la comunità. Su questo piano, anche nel nuovo partito, non abbiamo mosso passi sufficienti.Ci sono stati errori di una classe dirigente ancora troppo maschile nei contenuti, negli stili, nella gestione del potere. E tra le stesse democratiche è aperta una riflessione sulle discontinuità necessarie e sulla costruzione di un pensiero in grado di segnare una stagione di nuova autonomia e benessere per le donne e per il Paese.Altri “dove….” andranno scritti. Ma avendo sempre una bussola da consultare, perché senza bussola non c’è rotta e non c’è meta.Una bussola per fare ciò che in Italia non è mai stato fatto: promuovere l’uguaglianza come spinta alla crescita e al nuovo civismo evocato da Bersani. A quella “religione civile” che in fondo è la vera, grande carenza del nostro passato e del nostro presente. E allora ci sono due modi di intendere l'Italia che sarà. Quello più consumato, di un riformismo conosciuto e che si accontenta. Oppure quello che si propone uno strappo culturale e, di fronte alla crisi, ripensa a un’idea di progresso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La laicità.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se di questo si tratta, mai come oggi la laicità è tra i principi ispiratori di questo cammino. Laicità come guida in un mondo attraversato da fondamentalismi antichi e nuovi che impongono il loro dominio sul corpo e sulla dignità, ancora una volta, in primo luogo delle donne e dei bambini. Laicità, dunque, come premessa della libertà individuale. Come metodo per cercare soluzioni sagge, capaci di trasmettere fiducia e speranza alle persone, e mai punitive verso le loro convinzioni o la loro condizione. Laicità come riferimento per un diritto miteche restituisca ai cittadini una possibilità di scelta sui progetti di vita che li riguardano. Elaicità, naturalmente, come faro per classi dirigenti autonome, con la schiena diritta, tese alla costruzione di quelle virtù della Repubblica in cui potersi ritrovare, sentendosi davvero in casa propria. Che si tratti di garantire un testamento biologico effettivo, della revisione della legge 40, dei diritti e dei doveri delle coppie di fatto o dell’introduzione del divorzio breve. Questa visione della laicità riconosce la ricchezza e il ruolo della vasta comunità cristiana e in generale delle religioni nella sfera pubblica ed è condizione anche per quel dialogo inter-religioso vitale per coltivare la convivenza e la pace. Sapendo, tuttavia, che il primato è sempre di quell'etica della responsabilità che Stato e istituzioni devono stimolare e valorizzare, con buone leggi e il buon esempio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Una identità. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo parlato di principi e traguardi. Ciò che vogliamo dire è che per fare un partito non bastano uno statuto alla moda o un buon programma di governo. Diventeremo un vero, grande, partito democratico se poggeremo le nostre ragioni sul mito di un paese possibile. Perché su quel mito potremo aggregare un “popolo”. Il nostro.Per fare tutto questo serve una identità. Chiara.Riconoscibile. Questo è un punto di discontinuità con l’impostazione prevalente nel primo anno e mezzo di vita del PD. Perché proprio questa convinzione è stata negata, anche sul piano teorico, da chi ha guidato il partito finora. Motivando la vocazione maggioritaria come rappresentanza passiva di qualunque domanda e bisogno e non come la capacità di organizzare gli interessi parziali intorno a un’idea forte del Paese. Un’idea fondata sulle priorità, sulle coerenze, sulle scelte di una battaglia culturale e politica alla destra.Purtroppo quel vuoto ha pesato. Ha ridotto l’entusiasmo verso il progetto. Abbiamo condotto un’opposizione talvolta efficace, ma sono venuti meno autorevolezza, radicamento e milioni di voti.E’ mancata una discussione ordinata, in cui far sentire la voce dei Circoli e di un circuito più largo di sostenitori. Alcuni di noi avrebbero preferito tenere il congresso subito dopo il voto politico, per poter reinvestire al meglio quel 33 per cento raccolto. Invece abbiamo finito coll’archiviare le dimissioni del Segretario eleggendone un altro in una manciata di ore, senza un confronto vero e ridando così fiato a correntismo e “caminetti”.Ma se le cose stanno così, il punto non è impedire un ritorno all’indietro. Nessuno vuole tornare a prima. Questa è una caricatura. Il punto è come scegliamo di andare avanti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un partito vero.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alle spalle abbiamo anni segnati dallo spregio verso la politica e i partiti. Quel giudizio si è fondato su un’immagine a volte devastata della qualità e moralità dell’impegno pubblico e nelle istituzioni.Mail PD è nato esattamente per contrastare quel sentimento e invertire quella deriva. Anche per questo vogliamo “un partito”. Non una sua imitazione. Tanto meno un partito ridotto a comitato elettorale di qualcuno, o parentesi tra un evento televisivo e l'altro.Un partito solido, trasparente, dove sia facile entrare e contare. Dove si studi, si lavori e si possa gioire insieme. Dove tutte le regole venganoapplicate e non solo proclamate. Pensiamo debba valere l’incompatibilità tra incarichi politici e incarichi pubblici. Chi fa il sindaco o il presidente di provincia o di regione non può allo stesso tempo dirigere il partito. Chiediamo che i gruppi del PD nelle istituzioni prevedano degli albi per la selezione delle candidature alle nomine pubbliche di competenza della politica. Noi siamo per le primarie nella selezione dei sindaci, dei presidenti di provincia e di regione. Vogliamo le primarie per la selezione dei candidati al Parlamento. Vogliamo anche introdurre la possibilità di consultazioni referendarie degli iscritti su alcune scelte di linea e di contenuto, perché anche così il partito impara a essere “democratico”, nel modo con cui si assumono e si rispettano le decisioni della maggioranza. Per la guida del partito, a tutti i livelli, vogliamo una discussione e una scelta seria nel congresso per consentire al partito e ai suoi iscritti di decidere come governare quella procedura, quando realizzarla perché sia davvero la porta girevole di una partecipazione larga e appassionata. Quello che non può più proseguire oltre è un meccanismo che, a tutti i livelli, appalta funzioni e ruoli secondo appartenenze a gruppi e componenti sacrificando ogni principio di capacità e merito. La costruzione di un partito è come la crescita di un figlio. Può far sorridere, ma è così. Chiede dedizione, affetto, regole, severità. E anche il coraggio di correggere le cose che non hanno funzionato. Ma è solo se questo impegno viene affrontato senza scorciatoie o improvvisazioni che quel partito crescerà sano e libero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un nuovo centrosinistra.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infine, parlando del partito che dobbiamo costruire, pensiamo che il nostro sguardo sarà più lungo se terrà conto della storia del paese, delle radici che hanno reso possibile arrivare sino qui, con il coraggio di chi sa che è giusto cambiare ancora. Questo vorrà dire guardare verso altre e altri, recuperando lo spirito della “costituente” archiviato troppo in fretta. Insomma, pensiamo a un partito curioso, aperto. Un partito attento anche alla sinistra che si interroga fuori da noi, alle forze dell'opposizione più moderate, perché una nuova alleanza, un nuovo centrosinistra, si possa iniziare a costruire da subito, e in coerenza con quel bipolarismo necessario al Paese e al quale non intendiamo rinunciare.Pensiamo a una democrazia rappresentativa di tipo parlamentare. Con un ruolo rigenerato dei partiti e la massima pubblicità nei loro finanziamenti. L’attuale legge elettorale per il Parlamento nazionale è un insulto. Oggi una decina di persone stabilisce la composizione di Camera e Senato. Per cambiare questa assurdità serve una maggioranza di deputati e senatori. La nostra scelta è per il ripristino del collegio uninominale maggioritario, preferibilmente a doppio turno. Nel caso questa soluzione non fosse raggiungibile si deve valutare un sistema proporzionale con soglia di accesso. Ma con una chiarezza sulle alleanze successive. Perché i partiti hanno il dovere di dire agli elettori – prima delle elezioni – con chi intendono allearsi. E’ una decisione imposta loro da quella coscienza bipolare del Paese che è tra i veri fatti nuovi e positividell’ultimo ventennio. Noi non vogliamo tornare alle pratiche dei governi figli di estenuanti trattative. Ma questo traguardo, largamente condiviso nell’opinione pubblica, a questo punto non passa solo dalle regole elettorali. Passa dall’autonomia e dalla credibilitàdella politica. Le forze sinceramente bipolariste saranno premiate. Chi lavorerà contro il bipolarismo verrà punito. Ciò che non funziona più (visti i risultati conseguiti finora) è l’idea che le tecniche elettorali cambinoda sole le culture politiche. Questo schema voleva sperimentare in Italia l’elezione diretta del governo da parte dei cittadini. Il risultato è che ai cittadini è stato sottratto anche il diritto di eleggere il Parlamento. Adesso è venuto il momento di restituire agli elettori lo scettro della decisione. Ma per davvero.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La nostra vocazione maggioritaria.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vivrà qui, infine, la vera vocazione maggioritaria del PD. Nella nostra capacità di rendere popolari valori e traguardi che consideriamo irrinunciabili, e che oggi non sono ancora vincenti.Per tutte queste ragioni è giusto scegliere bene il progetto e la leadership migliori per battere una destra illiberale, che mostra alcune crepe, ma ancora forte nel consenso che raccoglie. A Pier Luigi Bersani chiediamo di interpretare questa leadership e di essere il segretario di tutti. Noi lo appoggeremo con lealtà, battendoci per le idee nelle quali crediamo di più e che abbiamo richiamato in questo documento.Lo facciamo convinti che viviamo un destino comune e che il giorno dopo il Congresso dovremo poter dire, con più sicurezza, di avere una passione condivisa, una comunità vitale, pensieri forti e un popolo da rappresentare. A Bersani chiediamo un atto di rigore: la scelta di avviare una stagione per le Democratiche e per i Democratici segnata da una sobrietà dei toni pari alla determinazione delle battaglie che saremo chiamati a condurre. Infine gli diciamo che il miglior leader sa di non bastare a se stesso perché l’orchestra senza direttore non produce armonia, ma il direttoresenza orchestra non emette suono. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Perché solo insieme ce la potremo fare.Non sarà facile. Ma da qui dobbiamo ripartire e, insieme, ce la possiamo fare.Su questo e altro vogliamo contribuire al confronto congressuale anche con incontri nelle nostre città. Il primo appuntamento che ci diamo è a Milano a inizio settembre.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gianni Cuperlo, Barbara Pollastrini, Claudio Martini, Mercedes Bresso, Flavio Delbono, Nicola Zingaretti, Antonio Panzeri, Fabrizio Onida, Leonardo Domenici, Marilisa D’Amico, Andrea Cozzolino, Sergio Staino, Daria Colombo, Enzo Amendola, Alessandra Kustermann, Susanna Cenni, Andrea Orlando, Stefano Esposito, Donata Lenzi, Roberto Vecchioni, Giuliana Manica, Andrea Benedino, Graziella Pagano, Rossella Lama, Giuseppina Muzzarelli, Stefano Draghi, Stefano Fassina, Teresa Bellanova, Lucia Codurelli, Giovanna Martano, Angelo Zucchi, Salvatore Veca, Ornella Piloni, Lisa Noja, Doris Lo Moro, Loris Maconi, Ignazio Ravasi, Michele Bordo, Romana Bianchi, Piera Capitelli, Cinzia Fontana, Paolo Corsini, Gabriella Ercolini, Catiuscia Marini, Luigi Duse, Giorgio Cazzola, Vitantonio Ripoli, Edoardo Borruso, Antonio Duva, Gianni Farina, Marilena Samperi, Ferruccio Capelli, Laura Froner, Ivana Bartoletti, Giorgio Roilo, Ardemia Oriani, Silvana Giuffrè, Luciano Pizzetti, Silvia Velo, Marialuisa Gnecchi, Sesa Amici, Dario Ginefra, Fabio Porta, Lodovico Vico, Paolo Fontanelli, Sergio Lo Giudice, Marcella Marcelli, Valeria Valente, Elena Buscemi, Francesco Demuro, Nico Stumpo, Stefano Sedazzari, Marta Battioni, Brunella Celli, Anna Puccio, Monica Zaccarini, Annamaria Antoniolli, Giuseppe Jennarelli, Daniela Turci, Alfredo Bologna, Michele De Pascale, Ivana Gonizzi, Alessandro Oderda, Annamaria Abbate, Stefano Dal Pra Caputo, Adele Vignola, Rosita Fabbri, Rita Zampolini, Roberta Di Pasquale, Marta Romanelli, Alessandro Perini, Fulvio Santagostini, Mauro Macis, Alfio Tondelli, Sandro Guercio, Mauro Vicini, Tina Mazzoleni, Umberto Mascanzoni, Osvaldo Miraglia, Vanes Tamburini, Matteo Mangili, Antonio Tarantino, Gianfranco Massetti, Elisabetta Barrella, Sabrina Greco, Carla Fabrizi, Anna Maria Perinelli, Gianpiero Pinna, Donatella Passerini, Fernando Gaballo, Rudy Lazzarini, Salvatore Bruscia, Luca Poli, Pasquale Fiorillo, Pier Natale Mengozzi, Giovanni Barberini, Maurizio Canevari, Martina Draghi, Tamara Ferretti, Marina Badino&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-2778047739445571828?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/2778047739445571828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/08/per-una-democrazia-esigente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2778047739445571828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2778047739445571828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/08/per-una-democrazia-esigente.html' title='PER UNA DEMOCRAZIA ESIGENTE'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SpF-xT82IlI/AAAAAAAAAZ0/3xmLZ5aTtgs/s72-c/delegatipd2175_img.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-4864192886166502755</id><published>2009-08-15T05:20:00.000-07:00</published><updated>2009-08-15T05:38:23.062-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riformisti: il coraggio di parlare controcorrente (di Romano Prodi)'/><title type='text'>RIFORMISTI, IL CORAGGIO DI PARLARE CONTROCORRENTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Soarj2zPrUI/AAAAAAAAAZs/C18xCeAuvoc/s1600-h/romano_prodi.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 229px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5370168238180117826" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Soarj2zPrUI/AAAAAAAAAZs/C18xCeAuvoc/s320/romano_prodi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Di Romano Prodi pubblicato sul Messaggero del 15 agosto 2009&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dibattito sulla crisi del riformismo in Europa ha tenuto banco per qualche settimana dopo le elezioni europee. Poi è sparito nel nulla&gt;senza aver prodotto alcun apparente risultato. Lontano dalle polemiche elettorali e favoriti dalla quiete estiva conviene ritornare sull'argomento. Che i partiti riformisti siano in profonda crisi non è contestabile: il centro-sinistra è stato sconfitto nella maggioranza dei paesi europei proprio durante una crisi economica che ha rivalutato molte delle proposte che erano tipiche di questi partiti. Per spiegare questo paradosso conviene fare qualche passo indietro e ritornare al momento in cui, dopo un lungo periodo in cui la politica mondiale era stata dominata dal binomio Reagan- Thatcher, la situazione si rovesciò con la vittoria di Blair che sembrava in grado di cambiare i destini europei con il new labour, la terza via che avrebbe dovuto rinnovare il riformismo europeo e lo schema politico mondiale collegandosi con le novità che Clinton proponeva negli Stati Uniti. Con un pizzico di esagerazione, ma anche per esaltare il ruolo italiano in questo processo, si era arrivati perfino a parlare di "ulivo mondiale". La causa della sconfitta di questa grande stagione è da individuare nel fatto che, mentre in teoria il nuovo labour e l'ulivo mondiale erano una fucina di novità, nella prassi di governo di Tony Blair e i governi che ad esso si erano ispirati si limitavano ad imitare le precedenti politiche dei conservatori inseguendone i contenuti e accontentandosi di un nuovo linguaggio. Sul dominio assoluto dei mercati, sul peggioramento nella distribuzione dei redditi, sulle politiche europee, sul grande problema della pace e della guerra, sui diritti dei cittadini e sulle politiche fiscali le&gt;decisioni non si discostavano spesso da quelle precedenti. Il messaggio lanciato all'elettore era il più delle volte dedicato a dimostrare che il modo di governare sarebbe stato migliore. Nel frattempo il cambiamento della società continuava secondo le linee precedenti: una crescente disparità nelle distribuzione dei redditi, un dominio assoluto e incontrastato del mercato, un diffuso disprezzo del ruolo dello Stato e dell'uso delle politiche fiscali, una presenza sempre più limitata degli interventi pubblici di carattere sociale. Vent'anni fa una mia semplice osservazione che la differenza di remunerazione da uno a quaranta tra il direttore e gli operai di una stessa azienda era eccessiva, aveva causato scandali e discussioni a non finire. Oggi nessuno si stupisce del fatto che questa differenza sia in molti casi da uno a quattrocento. Durante il momento più acuto della presente crisi abbiamo assistito a una breve fase di sdegno nei confronti della remunerazione di alcuni dirigenti, ma poi tutto è stato dimenticato. Come se vivessimo in una società immutabile, come se la realtà esistente e le convinzioni dell'opinione pubblica fossero così forti da non essere&gt;riformabili. Il riformismo ha cioè perso la fiducia in se stesso e preferisce inseguire le piattaforme e i programmi degli altri, pensando che, per rovesciare le fortune elettorali, sia sufficiente criticare gli errori e i comportamenti dei governanti. A cambiare gli equilibri politici tutto ciò non basta, anche perché la rapidità con cui gli "estremisti" del mercato si sono impadroniti del linguaggio dei riformisti è davvero degna di un premio Nobel. Per vincere i riformisti debbono elaborare nuove idee e nuovi progetti su tutti i temi elencati in precedenza. Ribadendo con forza il ruolo dello Stato come regolatore di un mercato finalmente pulito. Approfondendo i modi e gli strumenti attraverso i quali i cittadini abbiano uguali prospettive di fronte alla vita. Rinnovando il funzionamento del sistema scolastico, della ricerca scientifica e del sistema sanitario. Ripensando al grande processo di superamento del nuovo nazionalismo politico ed economico con una forte adesione agli obiettivi di coesione europea e di solidarietà internazionale. Non avendo paura di denunciare i tanti aspetti riguardo ai quali il capitalismo deve profondamente riformarsi. Non accontentandosi di&gt;mostrare un giorno la faccia feroce e il giorno dopo un viso sorridente verso gli immigrati, ma preparando una organica politica di legalità ed accoglienza. Mi rendo conto che tutto ciò significa avere il coraggio di scontentare molti e aver la forza di scomporre e ricomporre il proprio elettorato. Mi rendo conto che nessun politico affronta a cuor leggero questa azione di scomposizione e ricomposizione, ma mi rendo anche conto che la crisi economica sta cambiando percezioni e mentalità. Essa rende più accettabili le proposte innovative e coraggiose che il centro-sinistra deve elaborare per essere ritenuto in grado di governare la nostra società. Un compito difficile, tutto in salita e, in una prima fase, addirittura contro corrente. Tuttavia chi non è capace di nuotare contro corrente non sarà mai in grado di risalire un fiume. Romano Prodi &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-4864192886166502755?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/4864192886166502755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/08/riformisti-il-coraggio-di-parlare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/4864192886166502755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/4864192886166502755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/08/riformisti-il-coraggio-di-parlare.html' title='RIFORMISTI, IL CORAGGIO DI PARLARE CONTROCORRENTE'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Soarj2zPrUI/AAAAAAAAAZs/C18xCeAuvoc/s72-c/romano_prodi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-1654644353387509062</id><published>2009-08-15T04:30:00.000-07:00</published><updated>2009-08-15T04:30:04.057-07:00</updated><title type='text'>Aggiungi la tua firma</title><content type='html'>&lt;a href="http://firmiamo.it/sign/add"&gt;Aggiungi la tua firma&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-1654644353387509062?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://firmiamo.it/sign/add' title='Aggiungi la tua firma'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/1654644353387509062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/08/aggiungi-la-tua-firma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1654644353387509062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1654644353387509062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/08/aggiungi-la-tua-firma.html' title='Aggiungi la tua firma'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-5732263749054418249</id><published>2009-07-24T11:33:00.000-07:00</published><updated>2009-07-24T13:22:18.163-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bersani a uno mattina: &quot;Un senso a questa storia&quot;'/><title type='text'>BERSANI: "UN SENSO A QUESTA STORIA"</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;BERSANI INTERVISTATO AD UNO MATTINA &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-73881355c198c88" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v5.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D073881355c198c88%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330093713%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6DA15EB247DB8FE06D0BF2CF5C067C6E4DEB9F46.5E7276EBB0F30AD07F8EF9495A93E8E1F9202107%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D73881355c198c88%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dy9LIbwrTeksSSDbTmkd1ASSUDiQ&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v5.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D073881355c198c88%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330093713%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6DA15EB247DB8FE06D0BF2CF5C067C6E4DEB9F46.5E7276EBB0F30AD07F8EF9495A93E8E1F9202107%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D73881355c198c88%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dy9LIbwrTeksSSDbTmkd1ASSUDiQ&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il Candidato alla segreteria presenta slogan e mozione. Replica con decisione a Veltroni e ribadisce la stima per Marino. "Dopo il congresso dobbiamo essere più uniti di prima"&lt;br /&gt;Bersani: "Io non mi tiro fuori dal passatoma adesso il partito deve cambiare"&lt;br /&gt;Una proposta per "riaprire il cantiere dell'Ulivo": "&lt;strong&gt;Vocazione maggioritaria non vuol dire aspettare il 51% ma sentire la responsabilità di costruire alleanze"&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;"Vocazione maggioritaria non vuol dire aspettare di avere il 51% per essere un'alternativa al centrodestra, ma avere un progetto per tutto il centrosinistra e sentire la responsabilità di costruire delle alleanze". Pierluigi Bersani, presentando la sua mozione congressuale e lo slogan della sua campagna per la segreteria del Pd ("&lt;strong&gt;Un senso a questa storia&lt;/strong&gt;"), lo dice chiaramente: "Io non ragiono col trattino", bisogna "riaprire il cantiere dell'Ulivo e riorganizzare il centrosinistra". Un progetto alternativo a quello di Walter Veltroni (e del suo successore Dario Franceschini), a cui l'ex ministro replica così: "Sento dire: ma tu dov'eri? Io c'ero, nessuno si è calato da fuori, e uso sempre il noi. Ora dopo venti mesi ci sono cose che dobbiamo correggere". E la correzione deve avvenire soprattutto sul piano delle alleanze. "&lt;strong&gt;La parola centrosinistra - spiega infatti Bersani - è un luogo, non è il tratto di identità del partito. È dove abiti, non chi sei&lt;/strong&gt;. Perciò io propongo di lavorare per dire chi siamo: siamo un partito popolare, laico, del lavoro della riscossa civica. Definiamo assieme queste cose". "Il primo punto" che, a suo giudizio, è legato al tema delle alleanze future è quello "del profilo della democrazia e delle istituzioni: legge elettorale, conflitto di interessi, informazione", di queste cose "dobbiamo ragionare con tutti quelli che sono preoccupati dalla deriva populistica della destra". Poi puntualizza di essere "per il bipolarismo ma non per il bipartitismo": da qui la necessità di "una legge elettorale coerente che riconosca soggettività ai partiti politici". "No ai presidenzialismi mascherati", aggiunge. Bersani precisa inoltre che la sua "non è una candidatura contro qualcuno, anzi dal congresso possiamo uscire più uniti se discutiamo di politica e se diamo fondamenta più solide al progetto, perchè questo è il tema. &lt;strong&gt;Al congresso non dobbiamo presentare un programma, ma un grande asse di proposte programmatiche&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Questo congresso bisogna condurlo con grande civiltà e dobbiamo uscire più uniti di prima.&lt;/strong&gt; Non voglio fare polemiche, mi piace però che il mio pensiero non venga distorto". E non mancano le stoccate interne. Rivolte, indirettamente, al suo avversario Dario Franceschini, che ha candidato i neo-eurodeputati Sergio Cofferati e Debora Serracchiani a due delle segreterie regionali del Pd. "Si sono chiamati europarlamentari a dirigere il partito a due mesi dalle europee - attacca - ci sono fiori di europarlamentari che mi sostengono ma io non li utilizzerò nelle corse alle segreterie regionali". "Radicare un partito non è cosa da week end", prosegue Bersani. Che ribadisce la sua stima per il terzo incomodo nella corsa alla segreteria, Ignazio Marino, oggi attaccato pesantemente dal Foglio di Giuliano Ferrara a proposito del suo allontanamento dall'istituto di trapianti Ismett. (Da Repubblica web del 24/07/09)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-5732263749054418249?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/5732263749054418249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/bersani-un-senso-questa-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5732263749054418249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5732263749054418249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/bersani-un-senso-questa-storia.html' title='BERSANI: &quot;UN SENSO A QUESTA STORIA&quot;'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-8679432362193451159</id><published>2009-07-24T07:48:00.000-07:00</published><updated>2009-07-24T07:51:40.644-07:00</updated><title type='text'>ISCRIVETEVI ALLA NEWSLETTER PER BERSANI SEGRETARIO DEL PD</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SmnKajVCvAI/AAAAAAAAAZk/SEr0jgqQusE/s1600-h/bersani11.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362039388870196226" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 192px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SmnKajVCvAI/AAAAAAAAAZk/SEr0jgqQusE/s320/bersani11.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;COLLEGATEVI AL SITO &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.bersanisegretario.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;www.bersanisegretario.it&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt; ed iscrivetevi. Riceverete per mail il suo programma&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-8679432362193451159?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/8679432362193451159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/iscrivetevi-alla-newsletter-per-bersani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8679432362193451159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8679432362193451159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/iscrivetevi-alla-newsletter-per-bersani.html' title='ISCRIVETEVI ALLA NEWSLETTER PER BERSANI SEGRETARIO DEL PD'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SmnKajVCvAI/AAAAAAAAAZk/SEr0jgqQusE/s72-c/bersani11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-1411453435782307260</id><published>2009-07-17T08:48:00.001-07:00</published><updated>2009-07-17T08:48:05.907-07:00</updated><title type='text'>Bersani - Intervento al Lingotto 27/06/09</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/x8c73H1aAUQ' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/x8c73H1aAUQ'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Intervento di Bersani prima della sua candidatura ufficiale&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-1411453435782307260?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/1411453435782307260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/bersani-intervento-al-lingotto-270609.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1411453435782307260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1411453435782307260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/bersani-intervento-al-lingotto-270609.html' title='Bersani - Intervento al Lingotto 27/06/09'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-5384140662698962537</id><published>2009-07-17T05:16:00.000-07:00</published><updated>2009-07-17T06:17:16.196-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecco perchè sto con Bersani'/><title type='text'>ECCO PERCHE' STO CON BERSANI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SmB5hFQjnjI/AAAAAAAAAZc/-3Oora3epRI/s1600-h/Bersani.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359417165825154610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SmB5hFQjnjI/AAAAAAAAAZc/-3Oora3epRI/s320/Bersani.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; 1 luglio 2009&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Idee per l'Italia e per il PD. Bersani incontra i giovani&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Testo integrale dell'intervento all'Ambra Jovinelli, in occasione della presentazione della candidatura a Segretario del PD&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cari amici e compagni, la prima parola la voglio dire per testimoniare il cordoglio nostro per le vittime dell’assurda strage di Viareggio e per dare solidarietà alle famiglie dei morti e dei feriti. Vorrei che ci raccogliessimo in un minuto di silenzio.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Subito qualche scusa e ringraziamento. Mi scuso, intanto, con le centinaia di persone che sono fuori da qui e mando loro un saluto. Mi dispiace, non pensavamo ad un’affluenza di questo genere. Un ringraziamento fatemelo fare – anche se non tutti ce ne siamo accorti in questo momento particolare – allo staff di Vasco Rossi che ha voluto regalarci un minuto di una rielaborazione di una bellissima sua canzone. Questo mi ha fatto molto piacere. E ringrazio voi, naturalmente, tutti voi, per aver raccolto il mio invito che, come sapete, è rivolto in particolare alla nuova generazione che è già in campo. Così farò in altri appuntamenti, in altre iniziative al nord ed al sud del Paese.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non c’è bisogno di inventarsi una nuova generazione, neanche c’è bisogno di raffigurarla per simboli! Bisogna aprirle la strada.&lt;/strong&gt; In primo luogo, aprirle la strada facendo in modo – e cominciamo qui – che possa direttamente prendere in mano, in ogni luogo del Paese, la discussione politica che avremo. E, in secondo luogo, &lt;strong&gt;facendo in modo che questa generazione possa misurarsi ad ogni livello nelle funzioni esecutive del partito.&lt;/strong&gt; È quello che mi impegno a fare, a cominciare dal livello nazionale. È giusto che chi si predispone a sostenermi sappia bene come la penso a questo proposito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Io ho in mente un partito nel quale c’è rispetto, rispetto per la generazione precedente; e un partito nel quale la generazione che viene prima, considera suo compito aprire subito la strada alla nuova generazione, sostenendola ed accompagnandola. Ho detto che avremo una discussione politica, finalmente una discussione politica! Una discussione sull’Italia e su noi, per renderci più utili alla riscossa del nostro Paese e agli interessi e ai valori che vogliamo rappresentare.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In questi mesi ci si deve accorgere che vogliamo avvicinare il Partito Democratico all’Italia.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; Dobbiamo guardare in faccia la realtà. In questi venti mesi abbiamo suscitato molte speranze, e una parte di queste speranze è rimasta delusa.Molti elettori si sono allontanati da noi. Abbiamo vissuto in molti luoghi del Paese il venir meno della solidarietà fra di noi. Fenomeni di ripiegamento, di divisione, perfino di anarchismo. &lt;strong&gt;Le elezioni hanno segnalato, in particolare, un indebolimento del nostro legame con ceti popolari e ceti produttivi, confermandoci che la destra, quando vince, vince nel popolo.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;E, tuttavia, di fronte a tutto questo non è mancato nelle nostre file la capacità di mobilitazione, di reazione. Nel pieno di una battaglia difficile abbiamo mostrato punti significativi di tenuta. Il nostro progetto non è stato mai messo in discussione. Franceschini lo ha detto e sono d’accordo con lui. &lt;strong&gt;Abbiamo le condizioni politiche per riaffermare il progetto e per rimetterlo in cammino.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Ma ecco il punto di partenza, che mi indusse mesi fa ad annunciare la mia candidatura. Secondo me, ci sono forti correzioni da fare. Chiariamo subito un punto: non si dica che i nostri problemi sono venuti dal presunto tradimento di un’ispirazione originaria. &lt;strong&gt;I nostri problemi sono venuti dal non aver messo ancora il nostro progetto su basi culturali, politiche ed organizzative abbastanza solide. Questo è il nostro problema e questo è il problema che il Congresso deve risolvere. Un congresso, quindi, fondativo del nostro partito.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Lo dico con franchezza: se non prenderemo in mano noi stessi, autonomamente e responsabilmente il nostro destino, se ci faremo prendere la mano da una discussione confusa e tutta mediatica, se ci attarderemo a discutere su categorie inafferrabili, su chi è democratico doc e chi no, sul nuovo e sul vecchio, sul vecchio e sul giovane, su chi deve star dentro e chi deve andare fuori, su chi ha la cravatta e chi no, io credo che gli italiani, giustamente, rivolgeranno lo sguardo altrove.E noi ci ritroveremo senza solidarietà, senza contenuti e, temo, anche senza partito. Io cercherò un’altra strada. &lt;strong&gt;Io farò un congresso contro nessuno, discutendo di politica e cercando, per quello che mi sarà possibile, di essere chiaro e concreto, di evitare la retorica. Forse ne abbiamo usata troppa in questi venti mesi e alla fine non ha scaldato il cuore. Gli italiani non l’amano.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In una discussione vera, per me, non c’è bisogno di supporters. C’è bisogno della testa e della testa di tutti. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Io ci metterò la mia testa, come ho sempre fatto. &lt;strong&gt;Io sono il candidato di nessuno, e sono il candidato che pensa che ci sia bisogno di tutti. Di tutti. &lt;/strong&gt;Dirò l’essenziale di quel che penso sull’Italia, sui nostri compiti politici, sul partito, sapendo bene che, come capita in questi casi, non potrò essere breve. Dovrete avere un pò di pazienza. Neanche riuscirò ad essere esaustivo, e me ne scuso!&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voglio partire con una premessa per me non di poco conto. Prima di parlare d’Italia e di parlare agli italiani, dovremmo avere un’idea un pò più chiara sulla nostra carta d’identità, sul nostro biglietto da visita. Noi abbiamo affermato e ancora sento affermare l’esigenza di un partito post-identitario. Io non ci credo, non ho mai capito cosa significasse.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L’idea secondo la quale affidandoci a labili e forse ovvii riferimenti valoriali e ad un pò di eclettismo nella cultura politica, ce ne venissero larghezza di orizzonti, forza attrattiva, credo sia un’idea infondata, perché senza un’identità riconoscibile ogni gesto, anche il più provvisorio, il più tattico, mette un interrogativo su chi sei davvero&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Senza un’identità riconoscibile ti privi di un messaggio di senso verso le generazioni nuove.&lt;/strong&gt; Senza un’identità riconoscibile ti disarmi verso una destra che sparge ideologia, cioè un senso comune, un sistema di concetti che vengono prima della proposta politica o dell’azione di governo. Il “berlusconismo”, il “leghismo” li definiremmo forse post-identitari, post-ideologici? Eppure è con questi che noi abbiamo a che fare e, quindi, &lt;strong&gt;alla fine di questo congresso dovremmo aver detto qualcosa di più chiaro su di noi. Io parlo di un Partito Democratico che vuole interpretare ed estendere l’area del centrosinistra con il profilo di un partito popolare, un partito di una sinistra democratica e liberale che abita dove abitano le forze progressiste, socialiste, liberaldemocratiche del mondo, che partecipa all’alleanza tra socialisti e democratici in Europa. Parlo di un partito popolare, quindi non classista, non elitario, non populista, radicato in ogni luogo e capace di esperienze e di linguaggi che siano legati alla vita reale.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un partito che si rivolge ad un arco ampio di ceti, di categorie sociali, ma che non può vivere scollegato dai ceti popolari, dai ceti produttivi e dalle nuove generazioni. &lt;strong&gt;Un partito, dicevo, che interpreti l’area del centrosinistra col profilo di una sinistra democratica e liberale, cioè di un partito che si ispira ad un’idea di uguaglianza e la rende concreta sia attraverso un mercato aperto e regolato, che distribuisca equamente occasioni, sia attraverso politiche pubbliche, sociali e universalistiche di ridistribuzione, di welfare, di promozione dei beni collettivi&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per me, il Partito Democratico è un partito del lavoro&lt;/strong&gt;, nella molteplicità dei suoi aspetti e dei suoi protagonisti, che rivendica la dignità e il ruolo sia del lavoro subordinato, sia di quello autonomo e imprenditoriale. &lt;strong&gt;Nel concreto, ne sostiene la prevalenza rispetto alle rendite e ad ogni privilegio. Il Partito Democratico, per me, è un partito laico, che non per questo banalizza o relativizza convinzioni o valori, crede anzi nella forza positiva delle convinzioni filosofiche e religiose. E, tuttavia, le distingue dalla responsabilità autonoma della politica, che ha il compito di promuovere decisioni pubbliche, tenendo conto della coscienza di tutti. Così come è stato insegnato dalle radici profonde della cultura cattolico-democratica.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Democratico riconosce nella sfera dei diritti civili un fattore fondamentale di avanzamento umano, attraverso l’affidamento progressivo alla libertà e alla responsabilità dell’individuo di questioni che prima erano ricondotte ad una dimensione di etica pubblica. Ho fatto altrove questo esempio: fino a pochi anni fa lo stupro era un reato contro la morale; chi lo definirebbe così adesso? Adesso è un reato contro il diritto all’intangibilità della persona!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; Il PD riconosce l’esigenza di regolare i possibili usi distorsivi della tecnica, il rischio della sovranità della tecnica, in particolare per quel che riguarda la possibile manipolazione dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quando la politica è chiamata ad avvicinarsi ai temi cruciali della persona e della condizione umana il Partito Democratico fa riferimento ad un umanesimo forte, di natura cristiana e laica, che vive nelle radici profonde della nostra cultura politica e che non consente che, come debba, morire io lo decida il senatore Gasparri o il senatore Quagliariello che non consente che lo Stato invada i mondi vitali della persona e della famiglia. Il Partito Democratico è il partito del nuovo civismo, non perché pretenda di essere un’autorità morale, ma perché vuole promuovere una società organizzata su diritti e su doveri e su quella regolazione implicita della società, che prenda forza da comportamenti ispirati al civismo. E questo a partire dalla sobrietà della politica, come primo punto di questa riscossa civica.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Infine, il Partito Democratico è il partito del nuovo secolo, un partito contemporaneo, fortemente orientato alla modernità. Vuole misurarsi sui nuovi problemi, promuovere in ogni campo le prospettive delle nuove generazioni. Ma tutto questo, secondo me, diventa più agevole traendo forte senso da antiche radici che, oltrepassano largamente le vicende degli ultimi decenni, i DS, la Margherita, il PC, la DC, il “compromesso storico”. Mettiamo tutto questo in un percorso più ampio, più lungo. La nostra narrazione deve prendere a riferimento questioni più essenziali, radici più essenziali. Radici di emancipazione, di riscatto, di auto-organizzazione, di solidarietà, di autonomia, che furono la premessa vivente delle grandi formazioni politiche e popolari all’affacciarsi del secolo scorso. Allora si formò l’idea che, prendendo le parti ed il punto di vista di chi lavora e produce, di chi è più debole e subordinato, si potesse costruire una società migliore per tutti. E davanti alle condizioni nuove del nuovo secolo, questa resta la nostra profonda ispirazione, la nostra carta d’identità e, al tempo stesso, questo resta il nostro fondamentale problema nei tempi nuovi, nei tempi che si affacciano: darci un nuovo radicamento nei grandi ceti popolari.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;All’uscita dal Congresso dovremo avere le idee più chiare su tutto questo, per poterci rivolgere con un profilo netto all’Italia. Se vogliamo parlare dell’Italia noi dobbiamo farlo nel cuore di questa crisi; non ne usciremo come ci siamo entrati, né per l’economia, né per la politica.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La gestione della destra è fatta di minimizzazione, di cabotaggio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ci prepara stagnazione economica, ci prepara crisi della finanza pubblica. Ci prepara una stagione ulteriore di condoni e quindi la previsione di ulteriori aumenti della pressione fiscale. Ci prepara l’abbandono sostanziale delle situazioni sociali più deboli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Noi chiediamo anche da qui e con forza al Governo di assumere una maggiore responsabilità, di non edulcorare i dati della crisi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo al Governo di smetterla con le piccole pillole comunicative, chiediamo una gestione più aggressiva, una vera manovra anti-crisi che metta soldi veri e nuovi dove vanni messi: nei redditi di chi, a qualsiasi titolo, perde il posto di lavoro; nella liquidità delle piccole imprese ed in investimenti immediati che solo gli Enti Locali sono in condizione di fare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stimoli all’economia reale, preservazione delle nostre capacità produttive, impresa, lavoro; misure temporanee, ma effettive, consistenti! La crisi non è psicologica e non è alle nostre spalle. Purtroppo, gli effetti economici e sociali della crisi ce li abbiamo ancora davanti. E, soprattutto – ecco il punto di cui il Governo non vuole occuparsi – abbiamo davanti il rischio di una caduta di rango del nostro Paese, il rischio che vengono azzoppati, bloccati, contraddetti i processi di innovazione e di investimento e che ci troviamo all’uscita dalla crisi in una condizione più debole della nostra economia nel quadro internazionale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, noi dobbiamo affiancare i protagonisti della crisi. Nel viaggio che farò, in occasione del Congresso, ovunque sarà possibile, cercherò di avere un incontro con i lavoratori, con gli imprenditori che sono sottoposti ai processi di crisi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E invito tutti a fare altrettanto. Bisogna che il nostro partito ci sia. Poi si vede come fare ma, intanto, bisogna esserci, nei luoghi di questa crisi. Questa crisi scatenata dalla finanza ha origini in realtà, lo sappiamo, in politiche economiche squilibrate, fondamentalmente poggiate sull’idea che la ricchezza smisurata di pochi possa fare da locomotiva per tutti. E adesso, dagli Stati Uniti alla Cina, tutti sono costretti a cercare un nuovo equilibrio tra economia e società, mediato dalla politica; a cercare uno sviluppo più equilibrato dei loro mercati interni, a sviluppare un’attenzione più marcata di beni collettivi, a quelli ambientali, per esempio. E a tornare ai fatti fondamentali della produzione e del lavoro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E allora, se è così, i principi di equilibrio sociale e di eguaglianza possono pretendere, oggi, più di ieri, di essere portatori di una razionalità economica. Si può affermare l’idea che nessun cittadino, nessun ceto sociale, nessun paese può star bene da solo se anche gli altri non trovano la strada per stare un pò meglio.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;E, mi rendo conto, una prospettiva controversa, aperta ovunque – anche da noi – ad altri sbocchi di tipo protezionistico, difensivo, regressivo, ma pur tuttavia è un terreno nuovo, un banco di prova. Anche qui in Italia. Come in una crisi, che non sarà breve, suscitare un progetto, uno sbocco possibile, un orizzonte di cambiamento che impedisca una regressione strutturale del nostro sistema, sul piano socio-economico e anche sul piano culturale, ideale? Questo è un rischio che c’è, e che può portare a sbocchi politici che oggi non possiamo prevedere. &lt;strong&gt;Noi dobbiamo dunque uscire da questo congresso con un’idea positiva del nostro paese, un’idea che abbia concretezza. Non tocca ad un congresso fare un programma di governo, ma l’ispirazione essenziale di un programma sì, questo dobbiamo definirlo, in questo congresso.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Io comincio da qui. Tutto quello che si può fare per l’Italia viene disperso se non si aggrediscono le due questioni che ci caratterizzano tra i paesi maturi e che imprigionano le nostre energie. Le due questioni sono: primo, la più cattiva distribuzione della ricchezza; secondo, la minore mobilità sociale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;La ricchezza mal distribuita fra ceti e mal distribuita fra territori si accompagna da tempo ad un netto impoverimento, che dura da anni, dei ceti medi, dei ceti medio-bassi e bassi. Ad una riduzione sul pil dei redditi da lavoro, redditi spesso sempre più occasionali e precari. Fenomeni che sono ovunque nei paesi maturi, ma qui più accentuati. E su questi ceti indeboliti, su queste famiglie indebolite, si scaricano tutte le novità: la precarietà, il disordine di un’immigrazione che preme sul più basso decile di reddito, affolla quel decile di reddito, la non autosufficienza, che è in grado di mettere in ginocchio anche una famiglia a reddito medio, e tante altre cose ancora. Se non si coglie tutto questo, credo non si colga la sostanza, di cio che sta avvenendo nel paese e non si capisce neanche che cosa sia e cosa debba fare un partito popolare. Allo stesso tempo, i riflessi difensivi che scattano nelle fasi critiche aggravano i tradizionali assetti corporativi, relazionali, clientelari ai quali siamo da tanto tempo abituati nel nostro sistema. Blocchi che imprigionano enormi energie economiche e che imprigionano le prospettive delle nuove generazioni; sono blocchi che nella crisi si stringono ancora di più.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Su questi due punti fondamentali ci vogliono riforme, riforme vere che noi dobbiamo avanzare con una proposta che si faccia capire. A proposito dei redditi: se noi, nel futuro, vogliamo aprire – come vogliamo, per i principi che ci caratterizzano – una nuova fase universalistica dei sistemi di welfare, dove in via di principio non c’è povero nè ricco, allora innanzitutto dobbiamo qualificare, rendere sostenibile l’universalismo che c’è già.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio qualificare e rendere sostenibile il sistema sanitario, imponendo le migliori pratica. Solo noi abbiamo la cultura di governo per fare davvero questa operazione, gli altri non ce l’hanno. E intanto che difendiamo l’universalismo che c’è, e che la qualifichiamo, dobbiamo introdurre nuovi universalismi, portare l’universalismo dove non c’è ancora. Il primo punto riguarda il dualismo del mercato del lavoro, che va assolutamente superato, aprendo, in particolare, dei processi univoci, ben definiti, di inserimento nel lavoro e di stabilità del lavoro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Voglio ricordare a me stesso e a voi che i giovani che, a qualsiasi titolo, fanno la prima esperienza di lavoro – questo ci risulta anche dalle ultime elezioni – sono quelli che più si allontanano da noi. È ora di dire a loro qualcosa che si capisca. Di proposte per il superamento di questo dualismo ce ne sono diverse sul tavolo, bisogna discutere, stringere e promuoverle. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Bisogna occuparsi dei redditi di ultima istanza e bloccare processi di impoverimento estremo delle famiglie. Bisogna occuparsi di salario minimo, anche per vie contrattuali. Bisogna sollecitare davvero una contrattazione che distribuisca un pò meglio i guadagni di produttività. Bisogna favorire l’innalzamento flessibile e volontario dell’età pensionistica, ma al contempo aprire una riflessione più di fondo, perché quando il 54% delle nuove pensioni Inps 2007 è sotto i 750 euro e la tendenza è a peggiorare, vuol dire che nella prospettiva stiamo mandando un sacco di gente sotto la soglia di povertà.Questo non è accettabile e dobbiamo pensarci da subito e chiederci se davvero le “gambe” del sistema previdenziale, che abbiamo fin qui introdotto, non vadano arricchite, rafforzate, ristrutturate, aggiungendo anche uno zoccolo universalistico fondato sulla fiscalità generale a fronte di un calo significativo dei contributi. Così come non possiamo lasciare senza novità temi cruciali, come quelli della non autosufficienza e quelli delle famiglie numerose. Queste riforme possono reggersi, per una parte sostanziale, sul riequilibrio dei rapporti di convenienza interna e sulle risorse pubbliche già impegnate. Ma certamente non può essere rimosso, in un paese come il nostro, il tema della fedeltà fiscale, di una più equa distribuzione del carico fiscale, di una riformulazione della fiscalità d’impresa in modo più favorevole all’occupazione e soprattutto a meccanismi che inducano una fisiologia di emersione, di trasparenza, di tracciabilità nella formazione dei redditi e delle basi imponibili.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E sul tema della mobilità sociale è importante premettere un concetto: la liberalizzazione è il contrario del liberismo. Liberalizzazione è dare regole al mercato, evitando il dominio dell’uno sull’altro; il liberismo è il mercato che si dà le regole da sé e anzi pretende anche di imporle alla società, alla sanità, al sociale e così via. Dobbiamo attaccare con nettezza assetti corporativi e relazionali per l’accesso alle attività economiche, alle professioni e alla ricerca. Dobbiamo farlo senza paura, prendendo il punto di vista della nuova generazione e mettendolo dentro come un motore della nostra politica.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E così dobbiamo cambiare ottica, non possiamo parlare di casa solo a proposito di proprietà della casa, c’è bisogno di parlare anche di affitto, altrimenti nel paese non può esserci mobilità. E dobbiamo occuparci di più della progressione del lavoro delle donne, ampiamente discriminate, qualificare ed accorciare i percorsi di studio e cosi via. Voi lo sapete, propongo sempre di collegare il tema della mobilità sociale al tema della cittadinanza, della riscossa civica, di un nuovo civismo nel nostro paese. Responsabilità, merito, diritti e doveri, rispetto dei cittadini e in particolare del più debole, dell’escluso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Qui ci sono tantissimi temi. Noi non possiamo non occuparci senza incertezze del tema della sicurezza, non nella prospettiva sicuritaria-repressivo-regressiva della destra, ma nella forma rigorosa del diritto del cittadino alla sicurezza, a cominciare dal cittadino più debole, a cominciare dalla liberazione del cittadino e dell’impresa da tutte le mafie.Dobbiamo assumere la questione dei diritti civili, essere in prima linea nella tutela del consumatore e portare questo famoso merito dal cielo alla terra; il che vuol dire accettare meccanismi di valutazione esterna in ogni campo, altrimenti parliamo di merito assolutamente in astratto. E dobbiamo anche essere in prima linea nel pretendere l’efficacia delle sanzioni, a cominciare dalla giustizia civile. Sapete in questa crisi quanti artigiani si sentono dire dal cliente: guarda i soldi ti sono dovuti ma io non te li dò, rivolgiti pure all’avvocato o a chi vuoi, tanto ci vogliono dieci anni? Non è una cosa tollerabile! E cittadinanza vuol dire tante altre cose: promuovere la cittadinanza digitale, per esempio, con i nostri Enti Locali, una battaglia di frontiera bellissima. Vorrei mettere qui, sotto questo grande titolo civico l’esigenza di cui dobbiamo caricarci, di riportare al centro della discussione la dignità e la fatica della condizione femminile, oggi insultata dai devastanti stereotipi e berlusconismi. Dobbiamo pretendere rispetto, rispetto per questa condizione. E dobbiamo mettere sotto il titolo della cittadinanza, temi delicatissimi, come quello dell’immigrazione. Noi siamo perché l’immigrato regolare acquisisca i diritti e i doveri della cittadinanza e accompagniamo quel processo secondo principi di solidarietà, di umanità che deve prevalere comunque sopra ogni altra cosa. Ma non dimentichiamo mai che se c’è disordine e approssimazione nella regolazione dei flussi migratori quel disordine e quella approssimazione si scaricano sulla parte più debole della popolazione. Se ce ne dimentichiamo, non potremo lamentarci del diffondersi di idee regressive in chi può pensare, a ragione o torto, che si possa fare un mondo perfetto a spese sue. C’è un impatto da distribuire meglio, più equamente, tra chi fruisce più direttamente dell’immigrazione e chi può averne, a torto o ragione, paura. A cominciare dalla pressione sui servizi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E, infine e non per ultimo, metto sotto questo tema della riscossa civica – come dicevo - il tema della sobrietà della politica, a cominciare dalle muraglie cinesi fra interesse pubblico e privato. E a cominciare dai costi della politica. Qui non c’è bisogno di qualunquismo, di populismo e anti-politica. C’è bisogno di procedere a parametrarci con i costi medi di ogni funzione della politica dei principali Paesi europei. Una misura molto semplice, non qualunquista, che credo potrebbe avere una buona efficacia.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Cari amici e compagni, dobbiamo essere un partito che dice le stesse cose al nord ed al sud.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; È diventato molto difficile, ma come direbbe Vasco siamo solo noi che possiamo farlo. Siamo solo noi. Il Nord, oltre che un luogo geografico, è una metafora dei ceti produttivi e più esposti alle dinamiche globali. Non c’è possibilità alcuna di rafforzare il nostro radicamento al nord senza correggere verso ceti popolari, ceti produttivi, lavoro, impresa l’asse generale delle nostre politiche. Non c’è alcuna possibilità fuori da questo. E questo, tuttavia, deve svolgersi in una reciprocità con la questione meridionale.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per esperienza posso dire una cosa: se fai delle riforme parli che si rivolgono alle esigenze di modernizzazione del Paese rispondi al nervosismo, all’insofferenza del Nord; ma metti anche in moto le dinamiche nelle aree meno sviluppate del Paese. E questo è ovvio, perchè là sono le energie potenziali. Allora, per esempio, se faccio liberalizzazioni, funzionano più al sud che al nord, se supero intermediazioni, come per esempio nelle incentivazioni della pubblica amministrazione, piaccio al nord, ma faccio un enorme piacere al sud.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Cosi se mi occupo di sicurezza, di funzionamento della giustizia, allora una stagione di riforme di modernizzazione che liberi energie potenziali al sud e parli al nord del Paese è possibile, si può fare. E naturalmente, costruendo questa reciprocità, non può essere oscurata la parola “Mezzogiorno”, che oggi viene devastata, rimossa, male interpretata. Dobbiamo pronunciare questa parola con proposte nuove, che siano impugnate anche da una nuova generazione di protagonisti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Gli investimenti al sud vanno garantiti, non vanno rubati, rapinati e dispersi. Ma si possono fare in altro modo, come avevamo cercato di impostare: meccanismi automatici, non intermediati, per sostenere gli investimenti di impresa. Meccanismi premiali che premiano chi raggiunge certi standard di servizi, sto parlando di rifiuti, sto parlando di acqua, sto parlando di istruzione, sto parlando di anziani. Piani nazionali sui beni collettivi: energia, acqua, ambiente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Questa ricerca di reciprocità, in un partito che vuole essere un partito nazionale ma federale, la si gioca su un buon assetto del federalismo. Non vado al concreto, è un tema complesso di cui non voglio parlare qui. Qui sto alla politica. Dico che, essendo un partito nazionale, noi dobbiamo però operare una forte ripresa sul piano politico e culturale della grande tradizione autonomista che sta nelle nostre radici e di cui troppo spesso ci dimentichiamo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Un autonomismo che è il nostro e non è il loro! E non dobbiamo accettare lezioni da loro. Perché, alla fine, gli asili nido e le aree artigianali li abbiamo inventati noi, bisogna sempre ricordarselo! Non ce ne ricordiamo abbastanza. Non possiamo essere un partito delle autonomie dei territori, come ci diciamo spesso, se ci limitiamo a fare proposte normative. Dobbiamo far proposte normative, ma dobbiamo approfondire e rilanciare la nostra cultura autonomistica nel merito, nei contenuti e dobbiamo darci un’organizzazione di partito coerente con tutto questo. Ci vogliono tutte e tre queste cose.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Credo molto all’energia che può venirci dalla crescita della soggettività politica dei nostri amministratori. Credo alle amministrazioni come leva fondamentale di selezione delle classi dirigenti &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;e perché non manchi un saluto a tutti i nostri amministratori che sono sul fronte, voglio rivolgermi, per tutti loro, ai nostri amministratori aquilani che non lasceremo soli in un impegno terribilmente difficile e con un Governo che ha sbagliato dal primo giorno il rapporto con loro. Altro che il G8!&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Spero di avere possibilità di sviluppare in altre sedi, non posso farlo qui, qualche altro cardine di una politica riformista. &lt;strong&gt;Ci sono un paio di punti che non voglio banalizzare in tre righe, sui quali voglio organizzare due appuntamenti specifici: il primo riguarda il salto di rango di tutta la filiera della conoscenza, come fare del nostro partito la punta avanzata che garantisca un passaggio dell’Italia alla società della conoscenza. E non vado nel dettaglio, su questo faremo un’iniziativa specifica.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il secondo punto, che ugualmente non voglio banalizzare, è il grande tema delle politiche produttive e industriali nel loro collegamento con la conoscenza e nel loro collegamento col grande tema ambientale, che è la nuova grande frontiera di innovazione industriale, di qualificazione dei consumi e di miglioramento della qualità della vita. Quindi rimando i temi ai due appuntamenti che organizzeremo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Sulla piccola impresa però, parlando di innovazione, di politiche industriali, vorrei dire una parola. Noi dobbiamo veramente fare qualcosa di visibile, di concreto su un paio di punti. Uno è alleggerire l’impresa dal peso della rendita finanziaria e immobiliare, l’altro è cercare nuovi sistemi di relazione e una partecipazione più attiva, più vicina, dei lavoratori alla vita dell’impresa.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E bisogna anche che noi superiamo davvero una barriera mentale che c’è tra noi e la piccola impresa. Bisogna che ci diciamo, molto semplicemente, che un imprenditore privato, cooperativo, artigiano, commerciante che sta nelle regole fa pienamente parte del nostro progetto, è un protagonista del nostro progetto!&lt;/strong&gt; Mi ha veramente colpito, ( sono figlio di artigiani anch’io),un mese fa, la vicenda di quell’artigiano di Treviso, Walter Ongaro, che angosciato dalla crisi, probabilmente per la preoccupazione di dover licenziare delle persone con cui aveva lavorato per decenni, si è tolto la vita. Voglio inchinarmi a lui come a tutti i morti sul lavoro. &lt;strong&gt;Vorrei infine che fosse convocata dal nostro partito una grande conferenza sulla riforma della Pubblica Amministrazione, un tema su cui noi dobbiamo superare ritardi nella nostra cultura di governo.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;C’è un punto di cui dobbiamo essere consapevoli: &lt;strong&gt;noi abbiamo bisogno del buon nome della Pubblica Amministrazione per le nostre politiche che richiedono spesso l’intermediazione della Pubblica Amministrazione, l’urbanistica, la sanità universalistica e così via.&lt;/strong&gt; Gli altri, per le loro politiche, hanno invece interesse al cattivo nome della Pubblica Amministrazione, per le loro politiche deregolative. E, quindi, loro non ci risolveranno il problema! Infatti, ogni loro riforma non va oltre ad un richiamo all’ordine e c’è sempre dentro un insulto, un insulto che noi rifiutiamo, rigettiamo.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Riformare non è questo. &lt;strong&gt;Ma dobbiamo saperlo anche noi che cosa vuol dire riformare la Pubblica Amministrazione. Vuol dire fare quello che si fa normalmente dentro le politiche industriali e cioè avere meccanismi permanenti per adeguare la missione in ogni area dell’Amministrazione, avere strumenti che rendano praticabili le conversioni organizzative, per adeguare via via la Pubblica Amministrazione al mondo che cambia.&lt;/strong&gt; E tocca a noi tutto questo, gli altri non lo faranno e scaricheranno sempre politicamente su di noi l’inefficienza o il cattivo nome della Pubblica Amministrazione. Naturalmente, avanzare una piattaforma significa aprire il dialogo con le organizzazioni sociali. Chi mi ha visto all’opera negli anni lo sa; &lt;strong&gt;io credo profondamente ai rapporti con i corpi intermedi e sono quasi un cultore, se così si può dire, della sussidiarietà, e sento di dover dire anche qui, ad esempio, che il mondo del lavoro in un passaggio così difficile ha bisogno che il sindacato ritrovi la strada della convergenza e dell’unità.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ma so anche qual è la responsabilità nostra, di un partito politico; una responsabilità che non abbiamo sempre esercitato in questi venti mesi, diciamocelo. Tocca alla politica pronunciare un’idea di società. Le organizzazioni sociali, i corpi intermedi vogliono fare il loro mestiere e gradiscono che tu faccia il tuo, discutendo con loro, certo, ma sapendo anche dove possono trovarti, in modo che ciascuno possa praticare la propria autonomia. Diamoci dunque il progetto, diamoci un’idea di società. Ci risulterà più facile anche allargare il confronto con tutte le forze sociali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;E proprio qui, parlando di riforme, di contenuti, di innovazione, vorrei mettere – mi costa anche un pò per il carattere che ho – l’unica notazione personale di questo discorso. &lt;strong&gt;Vedo bene che da molte parti si cerca di mettere una patina di grigio sulla mia candidatura. Ora voglio dire semplicemente che, da quando cominciai, (molto giovane, girando a far politica per dei paesini di montagna) sono stato poi in tantissime responsabilità, e mi sono sempre preso la briga di cambiare. Non ho mai lasciato le cose come le ho trovate. Si può controllare.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E non le ho mai lasciate come l’ho trovate per due semplici motivi, di cui uno addirittura banalissimo: ho sempre pensato che la terra gira tutti i giorni e tutti i giorni devi cambiar qualcosa. E il secondo motivo è che questo mondo qua, questa società così com’è non mi piace del tutto. E, quindi, questa famosa innovazione, innovazione, innovazione… vorrei capire: ne parliamo a chiacchiere! Allora io non vorrei partecipare. Se ne parliamo a fatti, al contrario, io credo di aver qualcosa da dire.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Ma veniamo a cose più rilevanti che non i sassolini nelle scarpe: i nostri compiti politici; poi parlerò del partito e avremo concluso questa serata. Sui compiti politici, voglio dire prima di tutto che immagino le prospettive dell’Italia nello sviluppo di una politica estera di pace, di cooperazione, di corresponsabilità multilaterali, di rafforzamento e di riforma delle istituzioni internazionali, di una vera integrazione europea, di una forte soggettività dell’Europa, nella costruzione di istituti e regole della globalizzazione, di un suo protagonismo nella politica internazionale a cominciare dalle aree che sono a noi più vicine – i Balcani, il Medio Oriente, l’Iran insanguinato e preda di un nazionalismo aggressivo che vuole imporsi col pugno di ferro. Una politica estera secondo l’asse fondamentale di quella che è stata la politica estera dei governi di centrosinistra, che è riuscita a ridare ruolo, funzione, dignità alla nostra presenza nel mondo. Funzione e dignità che oggi sono dispersi in una politica estera da rotocalco e su questo; (siccome so che sono in sala dei rappresentanti del PD degli italiani all’estero, mandiamogli un applauso di incoraggiamento!)&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il ciclo politico mondiale è segnato ancora dall’evoluzione della crisi, dalle nuove dinamiche, della globalizzazione. In tutti questi anni la destra si è mostrata spesso capace di cogliere i frutti politici di queste dinamiche; di coglierne i frutti politici, sia dal lato della deregolazione, del liberilismo, sia dal lato delle paure che la de regolazione suscitava. Quindi la destra è riuscita a fare un pò tutte le parti in commedia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Adesso in molte parti del mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, le forze progressiste si mostrano capaci di indicare una prospettiva nuova. &lt;strong&gt;In Europa le forze progressiste di sinistra, nella prevalente tradizione socialdemocratica, appaiono ferme sulle gambe e sono da tempo colpite dalla crisi del compromesso sociale, che è stato il luogo politico per eccellenza della costruzione, formazione e rafforzamento di queste socialdemocrazie. Un compromesso sociale che è risultato affaticato dai suoi limiti interni, affaticato da orizzonti esclusivamente nazionali – questo è stato un limite enorme – ma scosso, però, anche dalla frusta della globalizzazione che ci ha portato in casa degli effetti dumping sui salari, sui diritti, sulla fiscalità.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;E queste forze non sono apparse in grado di indicare una prospettiva per l’Europa, a volte mostrando staticità, ripiegamenti e anche un qualche smarrimento dell’autonomia politica e culturale, come se bastasse a noi forze progressiste applicare più benevolmente le ricette degli altri. D’altra parte, la destra, anche nelle recenti elezioni europee, ha accumulato consenso, ma in modo spesso frammentato e imprigionato in formule difensive, addirittura regressive.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A me pare che da tutto questo, in sostanza, derivi una perdita d’orizzonte delle politiche europee come tratto fondamentale di questa fase, cioè un’assenza di direzione di marcia.&lt;/strong&gt; Come dicevo, c’è un aggiustamento incombente degli equilibri economici e sociali fondamentali nelle diverse aree del mondo. E questo lascia aperta la strada, durante e dopo la crisi, a sbocchi politici di diverso segno. Lo ripeto, non c’è dubbio che l’affacciarsi, a livello mondo, di nuove esigenze di regolazione e di un ruolo della politica nel determinare compatibilità sociali e ambientali della crescita offre il terreno per una fase nuova di elaborazione di iniziative delle forze democratiche e di sinistra europee. Una possibile riscossa alla quale i democratici italiani devono contribuire, a partire dalla nostra situazione nazionale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Nella dimensione italiana, la fase che si è aperta negli anni Ottanta ha determinato una riorganizzazione della politica, prima segnata da condizionamenti ormai estenuati della logica dei blocchi, poi dal vuoto lasciato dalla caduta del muro e dall’impronta di anti-politica con cui quel vuoto si è andato via-via chiudendo.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Noi abbiamo avuto una fase di consolidamento bipolare, che bisogna riaffermare, ma che ritengo stabilizzata nella sua essenzialità e, tuttavia, irrisolta nella sua forma. Noi abbiamo vissuto un periodo nel quale Berlusconi, sostanzialmente, ha riorganizzato e reso utilizzabile per il governo del Paese tutto il campo del Centrodestra. Questa è stata la grande novità. Una fase nella quale il Centrosinistra ha conteso il governo del Paese, non senza risultati rilevanti, a cominciare dal grande appuntamento dell’Eur, ma senza trovare ancora una vera organizzazione del campo, nonostante la grande intuizione dell’Ulivo di Romano Prodi, che voglio salutare da qui.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la grande intuizione dell’Ulivo di Prodi – dicevo - e nonostante la nascita del Partito Democratico. Nessuno, peraltro, è riuscito in questi anni a sfondare davvero elettoralmente nel campo altrui; incursioni sì, sfondamenti no. Nel nostro Paese esistono dunque le potenzialità del ricambio, ma c’è ancora la presa di una leadership conservatrice con dei tratti fortemente ideologici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Questa leadership mostra con evidenza di esser sempre tentata ogni giorno di mettere il consenso davanti alle regole, di utilizzare il Governo per accumulare consenso, piuttosto che utilizzare il consenso per conseguire risultati veri, di governo, misurabili, utili alla riscossa del Paese. E, quindi, si rendono via via più evidenti sia i rischi di deformazione della nostra democrazia in senso populistico, sia le contraddizioni che la leadership conservatrice apre nei suoi rapporti col Paese. Non possiamo sottovalutare che le ultime elezioni hanno comunque segnato una battuta d’arresto della spinta propulsiva di Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Quindi bisogna determinare con maggiore chiarezza di quanto non sia avvenuto fin qui il compito politico del Partito Democratico. Per me, questo compito si presenta con &lt;strong&gt;tre aspetti intimamente connessi: profilare meglio la nostra identità, il nostro progetto; tenere aperto il cantiere del partito; contribuire con efficacia all’organizzazione del campo del Centrosinistra. Sono convinto che un nostro profilo più leggibile, un’idea più chiara di partito potranno aiutarci, nei mesi successivi al Congresso e sulla base di vincoli programmatici, nella possibilità di riaprire un percorso di convergenza con formazioni ambientaliste di sinistra e civiche, che non hanno fino ad oggi partecipato alla costruzione del Partito Democratico.&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L’originaria ispirazione dell’Ulivo non può essere rimossa, nè vivere solo in una chiave evocativa, perchè non è infatti esaurita la questione sostanziale dell’incontro fra tutte le culture, le esperienze politiche e progressiste ancora oggi divise. E, tuttavia, questo non può essere un compito esaustivo; si deve accompagnare all’esigenza di riconoscere l’autonomia e la responsabilità di altre forze del Centrosinistra e dell’opposizione e di tracciare i primi passi politici per una riorganizzazione del campo dell’alternativa. Da soli non si può fare nulla.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La vocazione maggioritaria del PD non può lasciare immaginare un ruolo esclusivo, va interpretata invece come capacità di presentare un progetto aggregante di governo del Paese e come responsabilità primaria nella costruzione di alleanze per una prospettiva politica di alternativa. Credo che il quadro di alleanze non sarà predefinito dal nostro congresso; deriverà da un percorso politico e programmatico e il primo grande ambito nel quale delimitare e proporre il confronto è quello della democrazia: istituzioni, regole, meccanismi elettorali. La curvatura populista, quando non plebiscitaria, con cui Berlusconi sta caratterizzando la Destra italiana, dov’è che prende consistenza? Prende consistenza, oltre che in meccanismi impari di comunicazione, in un’ibridazione di fatto fra modello presidenziale e modello parlamentare, una sorta di continuum fra Governo e Parlamento che la legge elettorale attuale ha reso agevole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Qui c’è una pericolosa deriva, che va interrotta, sia con una moderna legislazione antitrust nel campo della comunicazione, sia con una coerente riforma istituzionale ed elettorale. Ora, per un paese a democrazia matura, la scelta non può che essere fra struttura parlamentare e struttura presidenziale, ciascuna con i suoi contrappesi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tenendo conto delle caratteristiche nostre, del sistema politico italiano, della nostra tradizione, noi scegliamo un modello parlamentare rafforzato e razionalizzato. E questo comporta, secondo proposte già avanzate in sedi culturali, in sedi parlamentari, un irrobustimento dei poteri dell’Esecutivo e del Premier e un irrobustimento delle forme di controllo del Parlamento, anche rivisitando i regolamenti. E la legge elettorale dovrà essere coerente con la forma di governo, dovrà evitare quindi ogni ritorno al proporzionalismo puro e perseguire un buon equilibrio fra rappresentanza, stabilità, governabilità, muovendosi nell’ambito di un bipolarismo nel quale l’elettore pretende di avere visibilità del quadro di alleanze e della loro stabilità. Questo equilibrio si può ottenere attraverso sistemi misti, ma la chiave politica è questa: la misura di questo equilibrio dovrà essere ricercato dialogando con tutte le forze politiche e parlamentari interessate a opporsi ai rischi di deformazione della democrazia, insiti nel modello della destra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Quello che è essenziale è la valorizzazione massima del rapporto fra eletti ed elettori, un rapporto che è devastato dall’attuale legge elettorale e che può essere ristabilito riaffermandolo in particolare attraverso i collegi territoriali. Siamo interessati a ricercare per le vie parlamentari un percorso di riforma delle istituzioni, della legge elettorale, dei regolamenti e contribuiremo a questo percorso promuovendo un confronto con le forze di opposizione dentro e fuori il Parlamento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E a questo grande ambito della democrazia noi dobbiamo affiancare anche la ricerca di una convergenza politica e programmatica sui temi economici e sociali, perché l’esigenza di proporre soluzioni sulle concrete condizioni di vita dei cittadini è percepita ampiamente oggi, quindi il PD promuove la centralità di questi temi, e chiede a tutte le forze d’opposizione un confronto e una iniziativa comuni, a partire dalle questioni cruciali della crisi. E qui c’è un punto importante. Credo che il PD debba esprimere la cifra della sua opposizione alla Destra, saldando la questione democratica, la questione economica e sociale. Perché privilegiando nella battaglia di opposizione un solo aspetto della crisi italiana, si rischia di assumere un ruolo minoritario o di denuncia impotente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L’opposizione che serve è quella che, caratterizzandosi con nettezza e senza ambiguità, lascia intravvedere la costruzione progressiva di una nuova prospettiva di governo, sia dal lato dei contenuti, sia dal lato della costruzione di uno schieramento alternativo e già nelle prossime elezioni regionali si dovranno sperimentare su basi programmatiche larghi schieramenti di centrosinistra, alleanze democratiche di progresso alternative alla destra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Le cose che ho detto fin qui sono una linea, non sono naturalmente la Bibbia. Io intendo mettere le cose che ho detto ed altre in un circuito che consenta di raccogliere lungo tutto il percorso congressuale i contributi, gli affinamenti, gli arricchimenti sia nel percorso interno al partito, sia nei circuiti della rete.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; Perché su un asse coerente questi contenuti, si devono migliorare, (credo che abbiamo il modo, in questa lunga vicenda derivata da uno statuto un pò farraginoso e barocco, di arrivare ad una partecipazione attiva di tantissima gente. Ci organizzeremo per ricevere contributi anche sui contenuti. Così come faremo anche per la parte che riguarda il tema del partito.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La questione che ci si è posta nei mesi scorsi, secondo me, non è se essere un partito vecchio o un partito nuovo, ma se essere o no un partito. Se essere o no un’associazione volontaria, che avendo una ragione sociale, si dà un’organizzazione, un radicamento, dei luoghi di discussione politica effettiva, di partecipazione efficace degli aderenti, nonché una disciplina liberamente accettata e condivisa. Tutto questo non può essere risolto semplicemente ovviandolo con meccanismi di leadership mediatica o comunicativa, nè con meccanismi che garantiscano il semplice assorbimento della società così come essa si presenta.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;(Quasi fossimo un’idrovora e l’idrovora poi gira nei due sensi, secondo come la registri: o assorbi tu la società, o ti assorbe lei. Ma non fa molta differenza.)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il mancato chiarimento di questi punti fondamentali ha fortemente indebolito il nostro progetto, disperdendo energie, incentivando frammentazioni e, diciamolo pure, provocando delusione e ripiegamento sia di chi immaginava delle forme di condivisione, di militanza più tradizionali, sia di chi si attendeva una forte innovazione che, comunque, garantisse una partecipazione politica. Quindi, dico che è urgente correggere la costituzione formale e materiale del Partito Democratico; è urgente innanzitutto prendendo sul serio il nome che ci siamo dati. Propongo concretamente e precisamente queste essenziali direzioni di cambiamento: il Partito Democratico è un partito di iscritti e di elettori. La sovranità appartiene agli iscritti che, sulla base di regole, la delegano in determinate occasioni agli elettori.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Quindi agli iscritti è riconosciuta una serie di diritti fondamentali, anche con strumenti incisivi come il referendum, e il radicamento organizzativo sul territorio, nei luoghi di studio, nei luoghi di lavoro è la condizione effettiva di un’apertura efficace agli elettori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Credo di dover ribadire – mi sono attribuite sciocchezze a questo proposito – il valore democratico delle primarie fra gli elettori, per le scelte dei candidati alle cariche monocratiche: sindaci, presidenti di provincia e regione e presidente del consiglio. E aggiungo che le primarie non possono essere semplicemente una procedura elettorale, ma un’occasione per costruire forme anche parziali di partecipazione, di coinvolgimento, di relazione organizzata fra partito ed elettori. Aggiungo anche che le primarie dovranno svolgersi nell’ambito delle coalizioni di cui il PD fa parte, perchè la scelta delle candidature rappresentative del PD nelle primarie deve essere determinata con metodo democratico dagli iscritti e dagli organismi del PD. Il Partito Democratico è un partito nazionale organizzato su basi federali, ma bisogna capire che cosa vuol dire. Ha radici nel territorio, seleziona lì le sue classi dirigenti, attribuisce e garantisce a scala territoriale le fondamentali risorse. Il finanziamento derivato da rimborsi elettorali per elezioni regionali, del tesseramento, delle feste, contributi dagli amministratori dovranno essere destinate ai circoli e alle organizzazioni provinciali e regionali. E una parte del finanziamento elettorale nazionale europeo dovrà essere destinato ogni anno a progetti di radicamento del partito nella società, laddove siamo più deboli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Aggiungo anche che la rappresentanza politica dovrà tenere conto, secondo me, stabilmente della dimensione territoriale. Quindi, nel rispetto del pluralismo congressuale, ogni organo dirigente dal livello provinciale a quello nazionale per la metà deve essere formato da rappresentanti designati dai livelli sottostanti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E gli organi dirigenti dovranno avere una dimensione numerica tale da consentire un’effettiva discussione politica e delle deliberazioni consapevoli, perché quando si è in troppi nessuno decide nulla e poi si decide in tre. Questo bisogna dirlo, e correggerlo! Inoltre, noi dobbiamo fissare che, qualunque sia il sistema elettorale per il parlamento nazionale, la grande maggioranza delle candidate e dei candidati dovrà essere determinata dai livelli territoriali con metodo democratico. Se facciamo così, allora io credo davvero che lo scorrimento fra esperienze territoriali e nazionali sarà il meccanismo fisiologico con cui procedere alla selezione delle classi dirigenti e al loro rinnovamento anche generazionale. Altrimenti, non ci si riesce, si fa solo cooptazione. Questa è la mia profonda convinzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Democratico, per definizione, è pluralista. Il pluralismo deriva dai confronti congressuali. Il partito persegue la parità di genere. Il pluralismo si esercita in forme tali da garantire l’espressione univoca delle posizioni del partito. E ciò significa, fatta ovviamente salva la più larga libertà di espressione e la piena partecipazione al dibattito interno al partito, ai gruppi consiliari e parlamentari, l’accettazione del principio di maggioranza e del vincolo alla posizione comune nelle sedi istituzionali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Le eccezioni a questo principio, perché sicuramente ci sono delle eccezioni, devono essere espressamente previste da un organismo di garanzia di rango statutario.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Credo che il partito sia anche un’associazione culturale, che promuove cultura politica, che si alimenta nella ricerca e nel dibattito critico e che vive in una osmosi col vasto, articolato mondo dell’intellettualità democratica. Quindi il partito deve produrre una lettura critica della società, produrre formazione, vivere un rapporto attivo con le forze intellettuali. Non possiamo spendere tutti i soldi che abbiamo in comunicazione; bisogna che li spendiamo un pò anche in analisi, in ricerca, in aggiornamento culturale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo risorse enormi, organizzate in associazioni e fondazioni con cui avere un rapporto anche stabile. E dico anche che il partito è anche una comunità di persone, di donne, di uomini e deve produrre una socializzazione a modo nostro. Quindi, per me, le iniziative a dimensione popolare, le feste, sono una parte costitutiva dell’attività di partito. Non vedo per quale deviazione mentale la promozione di nuovi strumenti di comunicazione da incoraggiare senza titubanze dovrebbe contraddire questo assunto. Non vedo perché. Il PD si deve dare forme organizzate, flessibili, temporanee, permanenti, associative per garantire rapporti con le organizzazioni sociali, del lavoro, dell’impresa, dei consumatori, del volontariato e questo deve avvenire ad ogni livello dell’organizzazione. E il partito deve organizzare la rete comunicativa dal basso verso l’alto, ogni sede deve essere un nodo della grande rete on line del partito. Poi la cosa essenziale: il partito deve avere la massima cura, ad ogni livello, della sua autonomia politica. Credo che questo sia un punto dirimente. Ad ogni livello si devono determinare le condizioni di questa autonomia, che a volte sono condizioni di tipo anche materiale-organizzativo. Ad ogni livello il ruolo di direzione del partito e di leadership istituzionali deve esser tenuti distinti. Non deve, in premessa, esistere automatismo fra ruoli di direzione del partito e candidature a compiti istituzionali. Sulla base di queste essenziali indicazioni, credo abbastanza precise, (e altre ne potrei produrre,) io dico che si deve procedere con immediatezza alle modifiche allo statuto, alla revisione degli assetti organizzativi degli organismi di direzione politica, e dell’attribuzione delle risorse finanziarie.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Quando mi capitò, venti mesi fa, di definire partito liquido il rischio che avevamo davanti, mi si volle descrivere come un partitista vecchio stile, pronto a fare la riedizione di una specie di primato del partito. Era esattamente il contrario e forse ora lo si può capire meglio. Un partito non è mai un fine, è un mezzo, è uno strumento per promuovere cambiamenti utili alla vita collettiva; (come avviene per ogni associazione, la nostra ragione sociale è fuori di noi.)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La ragione sociale del partito è il Paese&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; e se vogliamo essere utili al Paese dobbiamo essere un partito che funziona, che crea solidarietà ed appartenenza e che traduce la partecipazione in iniziativa esterna, senza farla girare su se stessa. Questo è molto semplicemente quello che penso e quello su cui voglio confrontarmi.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho finito cari amici e compagni. Ho cercato di metterci poca retorica e un pò di chiarezza. Spero di esserci riuscito. Dicevo all’inizio che in questo momento serve la testa. Concludendo, voglio dirvi però che ci vuole anche il cuore, ma il cuore non deve battere tanto per il leader o per il partito. Mentre guardiamo avanti, ricordiamoci per un attimo, non solo delle responsabilità enormi che abbiamo nel futuro, ma anche di quelle che abbiamo rispetto al passato. Centocinquant’anni nei quali tanta gente, pronunciando le nostre stesse parole, le ha pagate ad un prezzo ben più alto del nostro.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dico che se andassimo nel futuro senza sentire questo legame, saremmo come astronauti persi nello spazio. Il cuore deve battere soprattutto per l’antica e modernissima idea che questo mondo e questo paese possono essere davvero concretamente un pò più umani e un pò più giusti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Io dico che chi ci crede è giovane e che è vecchio chi non ci crede più.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;GRAZIE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-5384140662698962537?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/5384140662698962537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/ecco-perche-sto-con-bersani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5384140662698962537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5384140662698962537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/ecco-perche-sto-con-bersani.html' title='ECCO PERCHE&apos; STO CON BERSANI'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SmB5hFQjnjI/AAAAAAAAAZc/-3Oora3epRI/s72-c/Bersani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-8001000567206169017</id><published>2009-07-08T10:55:00.000-07:00</published><updated>2009-07-08T11:00:12.556-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I graffiti a Bologna'/><title type='text'>PITTORE TI VOGLIO PARLARE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlTd-PCFuMI/AAAAAAAAAZU/ezuQnaRm5eI/s1600-h/graffiti+a+bo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356149918107285698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlTd-PCFuMI/AAAAAAAAAZU/ezuQnaRm5eI/s320/graffiti+a+bo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Bene l’iniziativa di Delbono per ripulire la città dai graffiti. Emergono problemi organizzativi e di gestione (sovrintendenza docet…). Mi chiedo: una volta ripulita, nell’ipotesi di riuscirci veramente, come si fa a mantenerla pulita? Allora direi:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;PITTORE TI VOGLIO PARLARE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La zona universitaria e il centro in genere sono l’immagine di Bologna. La sua difesa sia affidata al controllo notturno di pattuglie di vigili urbani che segnalino e impediscano devastazioni, scritte, porcherie varie. Non fermandosi al centro ma estendendosi a tutta Bologna. In contatto con Ps e Cc.Bisogna coinvolgere i giovani, gli studenti. Cercare di portare i writer, i graffitari della bomboletta a ragionare su cosa farebbero se potessero pensare un pezzo di strada. Cosa programmerebbero, invece di scarabocchiare una scritta e scappare. Tramutare i nuovi barbari in nuovi cittadini. Senza rinnegare la loro cultura. I vandali veri possono essere isolati solo dagli altri giovani, in un confronto continuo, programmato, fin istituzionale. Progetto difficile ma realizzabile.Ci sono giovani disponibili, con grande volontà e senso civico che hanno voglia di partecipare al governo della città. Non disperdiamo questo patrimonio, valorizziamolo il più possibile. Anche così si rinnova la generazioni dei nostri amministratori&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-8001000567206169017?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/8001000567206169017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/pittore-ti-voglio-parlare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8001000567206169017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8001000567206169017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/pittore-ti-voglio-parlare.html' title='PITTORE TI VOGLIO PARLARE'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlTd-PCFuMI/AAAAAAAAAZU/ezuQnaRm5eI/s72-c/graffiti+a+bo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-6715665801076841578</id><published>2009-07-08T09:10:00.000-07:00</published><updated>2009-07-08T11:02:29.706-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Buone idee per Bologna'/><title type='text'>SALVAGUARDIAMO LE COSE BUONE CHE DANNO SENSO ALLA CITTA'</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’articolo che segue pubblicato dalla signora Franzoni, mi fa riflettere su quante opportunità di incontro, di socializzazione, di cultura, offra in realtà la nostra città. Purtroppo, a mio giudizio, queste iniziative non sono abbastanza note ai cittadini che, a volte ne vengono a conoscenza per caso. Mancano cioè di coordinamento e di visibilità. Penso che gli assessorati alla cultura ed al welfare dovrebbero aprire un punto di ascolto per fare una vera e propria mappatura delle iniziative socio-culturali che la città offre nel corso dell’anno. In questo modo l’amministrazione comunale può sia coordinarle, evitando, ad esempio, inutili sovrapposizioni, oppure abbinando iniziative che siano collegabili tra loro, sia darne il giusto rilievo con periodiche comunicazioni (affissioni pubbliche in luoghi strategici con date, orari, luoghi…).In questo modo, l’amministrzione comunale avrebbe un ruolo di regia organizzativa con l’obbiettivo di valorizzare il più possibile tutte le iniziative che la città già offre.Questo mi sembra anche un buonissimo modo per fare “cultura” quotidiana, la più utile per noi cittadini.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlTF92dGOVI/AAAAAAAAAZM/GC4sNicAbmY/s1600-h/Flavia+prodi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356123523230611794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlTF92dGOVI/AAAAAAAAAZM/GC4sNicAbmY/s320/Flavia+prodi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di Flavia Franzoni (Pubblicato sul Blog di Repubblica Bologna: &lt;span style="font-size:100%;"&gt;http://balzanelli.blogautore.repubblica.it)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Tre giorni alla settimana dalle 18 alle 20 al Giardino del Guasto si vedono giocare più di 50 bambini. Un gruppo coinvolto in giochi organizzati, altri che fanno tranquillamente il bagno nelle strane vasche disegnate dall´architetto Rino Filippini. E insieme ci sono mamme (nonne nel mio caso perché accompagnavo due nipotini) e volontari del quartiere che "badano" ai bambini e chiacchierano, vicino ad uno dei luoghi più difficili della città, Piazza Verdi. Un po´ di controllo del territorio, un po´ di cittadinanza attiva. Anche in altri luoghi a Bologna puoi incontrare questi "climi", nelle tante feste scolastiche di fine d´anno in cui si sperimenta il diverso modo di mangiare delle famiglie immigrate. Feste sempre arricchite da recite, cori e poster che raccontano di visite a musei, teatri, o giardini botanici, etc.) testimoni della ricca didattica in cui si sono impegnati tanti maestri ed educatori (e qualcuno pensa di poterne fare a meno!). Insomma nella nostra città, pur con tutti i suoi difetti, ci sono luoghi e momenti in cui si è un po´ più contenti. E osservando queste cose, mi vengono in mente tanti altri episodi, anche molto diversi. Sono capitata ad un concerto di clavicembalo organizzato nell´ambito del Festival di Santo Stefano, organizzato per raccogliere fondi necessari al restauro della basilica. Ad ascoltare un sorprendente e raffinato concerto di Bach tanti appassionati ed esperti, ma anche persone come me che si lasciano semplicemente coinvolgere dalla dolcezza dell´incontro tra la musica e l´ambiente. Sono stata poi presente per caso in Piazza Maggiore dove si proiettava "Tempi difficili", di Luigi Zampa, recentemente restaurato dalla Cineteca di Bologna. Un film bello, che ha catturato la gremitissima piazza per la sua attualità seppure girato nei primi anni del neorealismo (1948). E poi la sala Marco Biagi , piena di studenti delle scuole superiori per l´evento finale dei Laboratori di scrittura e video organizzati dal Teatro del Pratello quest´anno dedicati ai "Dialoghi sul pregiudizio" in cui hanno lavorato insieme i ragazzi ospiti dell´Istituto Penale Minorile e quelli delle scuole bolognesi. Bologna offre tante occasioni culturali in cui «si sta bene» perché le condividi con molti amici. Pensiamo all´Aula magna di Santa Lucia straripante di persone e di tanti ragazzi che ascoltano la lettura dei classici organizzata dal Dipartimento di latino. E tante altre iniziative distribuite nei nostri quartieri.&lt;br /&gt;Ma ci sono altre immagini che danno senso alla città. Nei giorni scorsi per le strade di Bologna si avvistavano tanti gruppi di ragazzini (identificabili dai cappellini di riconoscimento) coinvolti nelle varie iniziative di «Estate ragazzi». Molte Parrocchie e tanti volontari offrono alle famiglie una occasione educativa, ma anche un aiuto per «tenere i bambini» nelle settimane difficili in cui le scuole sono chiuse e le famiglie non sono ancora in vacanza. E questo fa incontrare nelle sale e nei cortili parrocchiali bambini e famiglie diverse per reddito, cultura etnia. Un modo di autorganizzarsi della comunità. Naturalmente tutte queste iniziative affiancano e non sostituiscono il lavoro delle istituzioni pubbliche. E ce ne sono tante ancora (ho richiamato quelle che ho "incontrato" nelle ultime settimane). Non so se, rispetto ad altre città, abbiamo più o meno di queste iniziative. So però che quelle che abbiamo sono spesso di qualità, che i cittadini le sentono loro (e molte durano da anni) e che vanno meglio conosciute e valorizzate. Certo dobbiamo anche cancellare i graffiti, perché sono una distruzione del patrimonio di tutti. Alla mattina non vorremmo più trovare Piazza di Santo Stefano piena di bottiglie rotte e vorremmo che, ad una certa ora, si rispettasse il sonno dei residenti. Ma dobbiamo anche avere cura e tutelare le iniziative belle, ed essere riconoscenti ai tanti che se ne occupano. Questo per salvaguardare una particolarità di Bologna che è quella di saper «comporre» iniziative grandi e piccole. Molte di qualità, ma sicuramente tutte utili per costruire una comunità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(Bologna,08 luglio 2009)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-6715665801076841578?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/6715665801076841578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/salvaguardiamo-le-cose-buone-che-danno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6715665801076841578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6715665801076841578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/salvaguardiamo-le-cose-buone-che-danno.html' title='SALVAGUARDIAMO LE COSE BUONE CHE DANNO SENSO ALLA CITTA&apos;'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlTF92dGOVI/AAAAAAAAAZM/GC4sNicAbmY/s72-c/Flavia+prodi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-176007057672573401</id><published>2009-07-05T14:23:00.000-07:00</published><updated>2009-07-07T10:17:08.831-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Italia di Berlusconi non è quella che ci stanno raccontando'/><title type='text'>TUTTO QUELLO CHE IL GOVERNO NON HA  MAI DETTO.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlEf18DYtoI/AAAAAAAAAZE/jvoEoU1InLA/s1600-h/le+bugie+del+governo.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5355096443434088066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 107px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlEf18DYtoI/AAAAAAAAAZE/jvoEoU1InLA/s320/le+bugie+del+governo.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;L’Italia di Berlusconi non è quella che vi stanno raccontando&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ritratto di un Paese che sta perdendo il suo futuro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il Governo Berlusconi ha compiuto un anno. Un anno che per l’Italia si è fatto sentire. Ma non nel modo in cui vi hanno raccontato, non per i successi che dicono di aver raggiunto. La realtà, quella della vita vera degli italiani, è molto diversa: il nostro è un Paese più povero, più ingiusto, più insicuro, più disinteressato all’ambiente e al futuro. La sua fotografia, che poteva essere anche peggiore senza l’impegno dell’opposizione in Parlamento, la trovate in queste pagine. Accompagnata dalle nostre idee, quelle per l’Italia che vogliamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non dà risposte di fronte alla crisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Di fronte alla crisi tutta l’Europa si è mossa. L’Italia no. Forse non tutti sanno che il governo Berlusconi è l’unico a non aver stanziato risorse vere per contrastarla. Lo dice il Fondo Monetario Internazionale: siamo fermi a&lt;img class="gl_color_fg" alt="Colore testo" src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" border="0" /&gt;llo 0,2% del Pil contro il 2,3% della Spagna e l’1,6% della Germania, solo perfare due esempi. La realtà è che per sostenere salari e stipendi degli italiani, tra i più bassi d’Europa, le misure del governo sono state del tutto insufficienti.&lt;br /&gt;E questo mentre l’UE stima il nostro tasso di disoccupazione, oggi al 6,8%, all’8,8% nel 2009, con previsioni del 9,4% per il prossimo anno. Vorrebbe dire 2 milioni e 300 mila disoccupati, 600 mila più di oggi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Disoccupati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;2.300.000 nel 2010&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pil&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;meno 5,9 %&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese giusto e solidale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Forse non tutti sanno che nel nostro Paese gli ammortizzatori sociali non li hanno la metà dei dipendenti del settore privato, vale a dire 7 milioni e mezzo di lavoratori, e non li hanno 3 milioni di persone che lavorano con un contratto precario. Il governo ha ridotto le politiche sociali e la social card è stata un vero fallimento: doveva andare a 1 milione 300 mila cittadini, ma al 5 aprile scorso solo 517 mila carte erano cariche. Per non parlare dei disagi nel suo utilizzo e del fatto che alle risorse destinate alla carta, 450 milioni di cui solo 200 stanziati dal governo, è corrisposta una equivalente riduzione dei &lt;img class="gl_color_fg" alt="Colore testo" src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" border="0" /&gt;trasferimenti per iservizi offerti dai Comuni. La realtà, così, resta quella descritta dall’Istat: a vivere in povertà oggi sono 2 milioni 653 mila famiglie e 7 milioni 542 mila individui. La realtà è quella di una sanità pubblica pesantemente colpita dai tagli: meno risorse per la manutenzione e la costruzione degli ospedali, meno posti letto, meno cura della salute dei cittadini. In compenso dal 1° maggio sono aumentati, anche del 20%, i pedaggi autostradali. Il governo ha regalato una concessione di trent’anni: le tariffe aumentano in base all’inflazione, non più tenendo conto degli investimenti e delle manutenzioni fatte, e cioè dell’attenzione per la sicurezza. Forse non tutti sanno che dietro tante belle parole sul Mezzogiorno, la realtà è che il governo lo colpisce con sistematici tagli agli investimenti infrastrutturali e con la cancellazione del credito d’imposta automatico per le imprese. Ed è realtà il fatto che il Fondo per le aree sottoutilizzate è stato usato come un “bancomat”, dal quale sono stati prelevati 17 miliardi di euro per fare altro, ad esempio per finanziare il taglio dell’Ici per i più ricchi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Fondo politiche sociali&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;meno 660 milioni di euro&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Mezzogiorno &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;meno 17 miliardi di euro&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Sanità pubblica&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;meno 7 miliardi da qui al 2010&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Pedaggi autostradali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;aumenti fino al 20 %&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese per i lavoratori e le famiglie&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Forse non tutti sanno che in un Paese in cui un lavoratore su otto è precario, il governo introduce il divieto di reintegro in seguito a sentenza del tribunale e blocca la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni avviata a suo tempo dal Governo Prodi. E la realtà, così, è che entro luglio perderanno il posto, dopo aver lavorato per anni, più di 50 mila persone.&lt;br /&gt;E se una donna lavoratrice vuole diventare madre, oggi più di ieri, rischia di essere licenziata: il governo ha deciso la soppressione della legge, introdotta dal centrosinistra, che evitava la piaga delle “dimissioni in bianco”, quelle pretese dal datore di lavoro al momento dell’assunzione. Forse non tutti sanno che questo è il governo che svuota e rinvia l’entrata in vigore delle norme e della legislazione sulla sicurezza del lavoro, vuole limitare i controlli degli ispettori e ridurre le sanzioni previste per i datori che non osservano la legge. L’Italia, così, continuerà ad avere il terribile record delle morti sul lavoro, le “morti bianche”. Forse non tutti sanno che a non beneficiare del bonus famiglia inserito dal governo nel decreto anticrisi sono proprio le famiglie numerose, quelle che hanno più figli e quindi più spese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese che riconosce l’onestà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Forse non tutti sanno che il governo ha smantellato le norme per contrastare l’evasione fiscale e ha dimezzato le sanzioni per chi evade. Le conseguenze reali? Le entrate dello Stato sono crollate, i disonesti continuano a non pagare le tasse e milioni di italiani perbene sono sempre più tartassati, visto che la pressione fiscale è al livello più alto degli ultimi dieci anni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pressione fiscale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;più 0,7 %, pari al 43,5 %&lt;br /&gt;(Previsione 2009 - Fonte Ministero Economia)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Entrate Iva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;meno 10,6 %&lt;br /&gt;(Primi tre mesi 2009 - Fonte Ministero Economia)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Entrate tributarie&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;meno 5,4 %&lt;br /&gt;(Primi tre mesi 2009 - Fonte Banca d’Italia)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese per giovani&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il governo non vede una realtà che ogni paese europeo mette al primo posto: i giovani, con il loro sapere, sono la chiave per entrare nel futuro. In un settore decisivo come quello dell’istruzione taglia con l’accetta e alla cieca. Gli insegnanti e i professori sono un numero da far quadrare. Gli edifici scolastici un problema secondario. Il maestro unico e il voto in condotta uno specchietto per le allodole per nascondere che nella scuola e nel domani non si crede e non si investe. Forse non tutti sanno che le uniche misure riservate all’Università italiana sono stati i tagli per oltre un miliardo e mezzo e il blocco del turn over. La realtà continua ad essere quella di un Paese che è “maglia nera” per numero dei giovani laureati e che investe in ricerca e sviluppo la metà di quanto in media non si faccia nel resto d’Europa. (Tra i 24 e i 34 anni in media, in Europa, il 30% dei giovani è laureato. In Italia solo il 19%. In Europa in ricerca e sviluppo si investe in media il 2% del Pil. In Italia solo l’1,1%)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Istruzione e cultura&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;meno 7 miliardi e 832 milioni&lt;br /&gt;entro il 2012&lt;br /&gt;meno 2 miliardi nel 2009&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Docenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;meno 87 mila posti entro&lt;br /&gt;il 2012&lt;br /&gt;42.100 posti già tagliati&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Personale ausiliario&lt;br /&gt;tecnico amministrativo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;meno 43 mila posti&lt;br /&gt;entro il 2012&lt;br /&gt;15.300 posti già tagliati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese per l’ambiente&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La realtà, nei grandi paesi d’Europa, è che l’ambiente è un bene da tutelare, non da saccheggiare. In Italia, e solo da noi, c’è invece un governo che promuove in materia urbanistica la deregulation, presenta un piano casa nato senza alcuna preoccupazione per la qualità del territorio e la sicurezza degli edifici, cerca di eliminare le agevolazioni per gli interventi sul risparmio energetico delle abitazioni. La realtà è che di fronte alla crisi, l’ambiente è un’opportunità per crescere e creare nuovi posti di lavoro, non un problema. Nel nostro Paese, invece, c’è un governo che non si preoccupa dei cambiamenti climatici, si avventura in un generico ritorno al nucleare, riduce gli incentivi per le fonti rinnovabili, deprime le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione ambientale. (Rinviato l’obbligo per le nuove abitazioni di installare pannelli solari e fotovoltaici)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è autorevole agli occhi del mondo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’Italia ha perso autorevolezza sulla scena internazionale e non rispetta gli impegni presi per gli aiuti allo sviluppo: i fondi ad essi destinati sono anzi stati tagliati del 50%. Freedom House, l’istituto di ricerca che studia il livello di libertà democratica nel mondo, ha collocato l’Italia di Berlusconi tra i paesi par-zialmente liberi. Il motivo? Innanzitutto la libertà di stampa, e cioè “l’uso crescente di tribunali e leggi sulla diffamazione per limitare la libera espressione” e “i timori relativi alla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati nelle mani di un unico leader”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Libertà di stampa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Italia al 73° posto&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese per la cultura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Forse non tutti sanno che in un anno sono stati chiusi più di quattrocento teatri, il cinema è stato lasciato senza ossigeno, sono state commissariate molte fondazioni liriche e sono a rischio di imminente smobilitazione strutture musicali e festival internazionali. Coerente con tutto questo, il taglio di 200 milioni di euro subito dal Fondo unico per lo spettacolo. La realtà è che uno dei nostri beni più preziosi, la cultura, per il governo è una cosa secondaria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Spettacolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;meno 200 milioni di euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese uguale per tutti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Lo si è visto subito: appena insediato, il governo ha varato, in tempo record e mortificando il Parlamento, il Lodo Alfano. Con un grave strappo al dettato costituzionale, è stata garantita l’immunità al Presidente del Consiglio e alle più alte cariche istituzionali. La realtà, per il governo, è racchiusa in un principio: alcuni cittadini, di fronte&lt;br /&gt;alla legge, sono “più uguali” degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non assicura una giustizia efficiente&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In un settore delicatissimo come la giustizia la durata dei processi è sempre più lunga e la certezza della pena è un miraggio. L’unica cosa certa sono i tagli del governo che colpiscono in particolare l’edilizia carceraria e il reclutamento di nuovi agenti di custodia. Forse non tutti sanno che il disegno di legge sulle intercettazioni dice di difendere la “privacy”, mentre in realtà indebolisce la ricerca della prova, strumento in questi anni indispensabile per risolvere casi di criminalità organizzata, terrorismo, estorsioni e pedofilia. Forse non tutti sanno che il governo continua a prorogare, mettendone anche in discussione la retroattività, l’entrata in vigore della legge sulla class action, fondamentale per tutelare migliaia di cittadini consumatori che hanno visto colpiti i loro diritti e chiedono giustizia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Giustizia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;meno 800 milioni di euro&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Lentezza giustizia civile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;2.269 milioni di euro persi&lt;br /&gt;dalle imprese&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Class Action&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Rinviata l’entrata in vigore e cancellata la retroattività&lt;br /&gt;Stop alle liberalizzazioni Assicurazioni, banche,&lt;br /&gt;trasporti: penalizzati sempre i consumatori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non è un Paese che investe sulla sicurezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Parlano tanto di sicurezza, ma l’unica cosa reale sono i tagli alle risorse per le forze dell’ordine. Il resto sono parole, come la propaganda sull’impiego di soldati, peraltro in numero insufficiente e non appositamente addestrati, o peggio ancora misure come le ronde, che vanno contro la dignità e la professionalità delle forze di polizia e alimentano il pericoloso concetto della “giustizia privata”.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Sicurezza e difesa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;meno 3 miliardi di euro&lt;br /&gt;meno 40.000 addetti&lt;br /&gt;Fonte: Sindacati e Cocer, 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non ama il tuo Comune&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il governo è federalista a parole e centralista nei fatti. Forse non tutti sanno che in realtà ha sistematicamente colpito l’autonomia finanziaria dei comuni e delle province con l’abolizione completa dell’Ici sulla prima casa per i più ricchi senza compensare adeguatamente i comuni, con il blocco dell’autonomia impositiva degli enti locali, con il taglio dei trasferimenti e dei fondi per le politiche sociali e con un patto di stabilità molto restrittivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;“ L’ITALIA CHE VOGLIAMO…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;è vicina alle persone e alle imprese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Se alla sua base c’è, a livello mondiale, l’enorme disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, la crisi può essere l’occasione, per l’Italia, di tornare a crescere in modo più giusto. Il Partito Democratico ha per questo proposto misure come il contributo di solidarietà e come l’assegno di disoccupazione per chi perde il lavoro e non può godere di ammortizzatori sociali. E alle imprese, lo Stato deve garantire un sostegno per accedere a tutto il credito di cui hanno bisogno e l’immediato pagamento da parte della Pubblica Amministrazione dei debiti per le forniture di beni e servizi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Piccole e medie imprese: favorire l’accesso al credito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Assegno mensile ai disoccupati&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;il 60 % dell’ultimo stipendio&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Contributo di solidarietà a favore dei poveri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;2 % su redditi superiori a 120 mila euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;è un Paese civile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Noi rifiutiamo l’equazione “immigrazione uguale insicurezza”. Le ronde, i medici e i presidi “spia” degli immigrati clandestini, proposte assurde come quella dei posti sulla metropolitana riservati ai residenti, conducono su una strada pericolosa, fatta di esclusione e di odio. L’Italia che vogliamo crede all’integrazione e su di essa punta per costruire la società del futuro. È il riconoscimento dei diritti, che porta al rispetto dei doveri e alla crescita della sicurezza e della convivenza civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;è un Paese unito&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È grazie all’opposizione del Partito Democratico che l’originario disegno di legge “Calderoli” sul federalismo fiscale non esiste più e che le sue disposizioni iniziali, infarcite di egoismo territoriale, sono state sostituite da un testo più conforme al dettato costituzionale, più solidale e responsabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;è un Paese che non ha paura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per noi la sicurezza non è solo contrasto all’“emergenza”. È affermazione quotidiana della legalità, è impegno per liberare intere aree del Paese dalla morsa della criminalità organizzata e per difendere i cittadini dai reati che rientrano nella cosiddetta “microcriminalità” ma che in realtà possono sconvolgere una vita. È così per la violenza alle donne, contro la quale abbiamo fatto approvare una legge, quella sullo stalking, sulle molestie, nata sulla base del lavoro del centrosinistra nella passata legislatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;ha una giustizia che funziona&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per riformare la giustizia italiana servono non i soliti annunci, ma fatti concreti. Quelli contenuti nelle proposte che il Partito Democratico non si è mai stancato di avanzare, tra le quali l’introduzione dell’ufficio del processo, la costituzione definitiva della Scuola della magistratura e il Centro unico nazionale di ascolto per le intercettazioni,&lt;br /&gt;già previsto dall’ultimo governo di centrosinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;non spreca i soldi degli italiani&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La proposta del PD di votare nello stesso giorno per europee, referendum e amministrative avrebbe permesso di risparmiare 460 milioni&lt;br /&gt;di euro. Nonostante la crisi il Governo ha detto no&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;è un Paese che guarda ai giovani e al futuro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;I giovani, la loro formazione, la loro professionalità, sono la vera risorsa di ogni Paese. L’Università e la ricerca hanno bisogno di più autonomia, più valutazione e riconoscimento del merito, più investimenti pubblici e privati, più concorsi aperti e trasparenti, senza nepotismi, localismi e lobbismi&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Mezzogiorno &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;100 mila stage retribuiti per diplomati e laureati al Sud&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Enti locali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;allentamento del patto di stabilità per gli investimenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;... &lt;span style="font-size:180%;"&gt;è un Paese che valorizza l’ambiente&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’ambiente, la green economy, per un Paese come il nostro sono la chiave per uscire dalla crisi e delineare un nuovo modello di sviluppo. L’Italia deve imboccare con decisione la strada dell’innovazione, della ricerca, della diffusione delle fonti rinnovabili. E quindi più veicoli elettrici e ibridi, più sistemi di mobilità alternativa, più norme e incentivi nel segno del risparmio e dell’efficienza energetica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;“ ... è di nuovo un bel Paese&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Per 21 volte l’opposizione ha battuto l’ampia maggioranza alla Camera nelle votazioni su provvedimenti in materia economica, di sicurezza pubblica, lavoro e libertà personale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Percentuale di partecipazione alle votazioni in Aula alla Camera&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Partito Democratico 80,03 %&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lega Nord 79,60 %&lt;br /&gt;Popolo della Libertà 74,03 %&lt;br /&gt;Unione di Centro 73,48 %&lt;br /&gt;Italia dei Valori 69,78 %&lt;br /&gt;Misto 65,91 %&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Un Parlamento mortificato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Governo legifera con decreto, l’uso continuo del voto di fiducia (ben 18 volte) costringe il Parlamento a ratificare senza discutere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;75 Totale leggi approvate di cui&lt;br /&gt;33 Decreti legge&lt;br /&gt;35 Ratifiche trattati e ddl del governo&lt;br /&gt;7 Leggi di iniziativa parlamentare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;PER SAPERNE DI PIU’:&lt;br /&gt;www.deputatipd.it PER SAPERNE DI PIÙ&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-176007057672573401?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/176007057672573401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/tutto-quello-che-il-governo-non-ha-mai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/176007057672573401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/176007057672573401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/tutto-quello-che-il-governo-non-ha-mai.html' title='TUTTO QUELLO CHE IL GOVERNO NON HA  MAI DETTO.'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SlEf18DYtoI/AAAAAAAAAZE/jvoEoU1InLA/s72-c/le+bugie+del+governo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-2169512570650478036</id><published>2009-07-02T11:34:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T11:40:38.694-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La nuova Giunta del Comune di Bologna'/><title type='text'>La nuova Giunta comunale di Bologna</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Skz-ICocjvI/AAAAAAAAAY0/bfBKY80osQM/s1600-h/bologna.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353933471135600370" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 201px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Skz-ICocjvI/AAAAAAAAAY0/bfBKY80osQM/s320/bologna.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La squadra che governerà Bologna da oggi al 2014. Flavio Delbono manterrà le deleghe alla “città metropolitana”, alla sicurezza, ai rapporti con l'Università, ai rapporti Demanio-Stato, alla cooperazione internazionale e all'integrazione socio-sanitaria.&lt;br /&gt;Il nuovo vicesindaco è &lt;strong&gt;Claudio Merighi&lt;/strong&gt;: a lui il compito di gestire il coordinamento della Giunta, i lavori pubblici e la comunicazione. Assessorato alla Scuola, infanzia e pari opportunità affidato a &lt;strong&gt;Simona Lembi&lt;/strong&gt;, mentre i rapporti con il mondo associativo, volontariato e anziani saranno competenza di &lt;strong&gt;Luisa Lazzaroni&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Milena Naldi&lt;/strong&gt; si occuperà di Quartieri e casa; &lt;strong&gt;Simonetta Saliera&lt;/strong&gt; è il nuovo assessore al Traffico. Affidata a &lt;strong&gt;Nicoletta Mantovani&lt;/strong&gt; la delega per la promozione culturale e le politiche giovanili. &lt;strong&gt;Maurizio Degli Esposti&lt;/strong&gt; è il nuovo assessore all’Urbanistica e si occuperà anche di sport e ambiente, a &lt;strong&gt;Plinio Lenzi&lt;/strong&gt;, invece, vengono assegnate le competenze relative a commercio, lavoro e protezione civile. Assessore al Bilancio, società partecipate e patrimonio è &lt;strong&gt;William Rossi&lt;/strong&gt;, mentre le Attività produttive vanno a &lt;strong&gt;Luciano Sita&lt;/strong&gt; che avrà anche la delega a turismo, “citta' storica”, patrimonio artistico e culturale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-2169512570650478036?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/2169512570650478036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/la-nuova-giunta-comunale-di-bologna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2169512570650478036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2169512570650478036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/07/la-nuova-giunta-comunale-di-bologna.html' title='La nuova Giunta comunale di Bologna'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Skz-ICocjvI/AAAAAAAAAY0/bfBKY80osQM/s72-c/bologna.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-1996106283340304384</id><published>2009-06-16T04:39:00.000-07:00</published><updated>2009-06-16T04:46:12.727-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Analisi sul voto Comunale dell&apos;Istituto Cattaneo'/><title type='text'>ANALISI DELL'ISTITUTO CATTANEO - ELEZIONI COMUNALI 2009 (La minore personalizzazione del voto in Emilia-Romagna)</title><content type='html'>&lt;p&gt;L’Istituto Cattaneo di Bologna ha effettuato alcune elaborazioni sul voto che si è appena concluso per vagliare le tendenze legate al voto personale per i candidati sindaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elezioni comunali 2009:&lt;br /&gt;I candidati a sindaco non trascinano le liste collegate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il voto personale per i candidati sindaci è stato inferiore rispetto a quello del 2004 nei capoluoghi dell’Emilia-Romagna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che tale quota di voto personale scaturisce dal comportamento di elettori che hanno indicato il candidato sindaco senza scegliere uno dei partiti che lo appoggiano, oppure (fatto questo più raro) da elettori che scelgono un determinato candidato e nello stesso tempo una lista che appoggia un candidato diverso.&lt;br /&gt;Si è riportata, nei cinque comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna in cui si è svolta la tornata amministrativa lo scorso 6-7 giugno, la differenza fra voti presi nel complesso dai candidati sindaci e voti presi dalle liste collegate, e si è calcolato il conseguente tasso di personalizzazione del voto (ossia l’incidenza, su 100 voti per il candidato sindaco, dei voti che gli sono arrivati senza “passare"dai partiti); si è poi confrontato questo tasso con quello osservato nella precedente elezione comunale.&lt;br /&gt;Notiamo innanzitutto (si veda la tabella allegata) come questa differenza sia sempre positiva, il che sta a significare che i candidati sono sempre riusciti ad acquisire voti in più rispetto a quelli che arrivano loro in connessione al voto alle liste (si tratta di un fatto che in genere si verifica ma che non è scontato, in quanto a seguito del “voto disgiunto” è anche possibile che i candidati prendano meno voti delle liste collegate). Tale differenza, tuttavia, varia nel tempo (fra il 2004 e il 2009) e fra i candidati.&lt;br /&gt;Varia nel tempo, in quanto il voto personale nel 2009 ha contato decisamente meno rispetto alle comunali del 2004. In 4 capoluoghi su 5 i candidati sindaci hanno nel complesso conquistato una percentuale minore di consensi personali. In particolare, a Bologna si è passati dai circa 35 mila voti personali ai candidati sindaci nel 2004 a meno della metà nel 2009 (14 mila). Lo stesso vale, più o meno nelle stesse proporzioni, per Ferrara, Forlì e Modena; fa eccezione solo Reggio, dove il voto personale ai candidati è invece salito fra il 2004 e il 2009 da 5 mila a circa 7 mila voti (per effetto del solo voto al candidato della Lega Angelo Alessandri, cha ha saputo catturare un consenso personale ben maggiore rispetto a quello del suo partito).&lt;br /&gt;Il voto personale varia anche fra i candidati: i candidati del centro-destra ottengono quasi&lt;br /&gt;sempre più consensi personali dei candidati del centro-sinistra (nel 2004 come nel 2009).&lt;br /&gt;Come interpretare queste variazioni?&lt;br /&gt;Ad esempio, a Bologna la perdita di importanza del voto personale è stata particolarmente&lt;br /&gt;accentuata sia per il centro-sinistra (Flavio Delbono) che per il centro-destra (Alfredo Cazzola). Il primo ha preso circa 12 mila voti personali in meno rispetto a quelli conseguiti da Cofferati nel 2004; il secondo ne ha ottenuti 14 mila in meno rispetto ai voti personali di Guazzaloca sempre nel 2004. Per Delbono questo confronto negativo potrebbe derivare dall’elevata presenza nei media di un personaggio politico di caratura nazionale come Cofferati, che nel 2004 agì da traino rispetto al voto di lista. Per Cazzola si potrebbe sostenere che Guazzaloca, 5 anni prima, poteva vantare il fatto di essere il sindaco uscente, fatto questo che in genere rafforza la posizione personale del candidato.&lt;br /&gt;Tuttavia dai dati qui presentati si inferisce che la diminuzione della personalizzazione del voto non può essere imputata (solo) alle caratteristiche personali di qualche specifico candidato (diciamo al suo scarso appeal), essendo generalizzata a tutti i comuni considerati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per spiegare la minore personalizzazione del voto avanziamo due interpretazioni:&lt;br /&gt;1) Il richiamo dei partiti potrebbe essere cresciuto rispetto a 5 anni fa; dopo la prima fase a seguito dell’introduzione dell’elezione diretta del sindaco, nella quale l’elettore guardava alla personalità dei candidati, potrebbe essere in fase di ritorno il modello tradizionale del voto orientato in primo luogo dalle preferenze di partito. Si tratta di una tendenza antica e radicata nell’elettorato di centro-sinistra; quanto al centro-destra potrebbe essersi rafforzata a seguito del consolidamento dei partiti di questa area.&lt;br /&gt;2) La seconda plausibile interpretazione fa riferimento alla partecipazione elettorale, che essendo diminuita tra il 2004 e il 2009, potrebbe segnalare che si siano astenuti principalmente gli elettori meno identificati con i partiti e che orientano di conseguenza il proprio voto prevalentemente sulla base dei candidati. In altre parole, si sarebbe rafforzata, in termini relativi, la componente di elettorato politicamente più motivata e più identificata con i partiti (insomma un calo degli elettori di “opinione” a vantaggio degli elettori di “appartenenza”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto poi che i candidati a sindaco di centro-destra ottengano più voti personali dei candidati di centro-sinistra può essere ricondotto alla prima delle due precedenti spiegazioni, al fatto cioè che – almeno in Emilia-Romagna – le liste di centro-sinistra sono più espressione di partiti con strutture organizzative consolidate rispetto alle liste di centro-destra, il che agevola una maggiore identificazione dell’elettore con i partiti che sostengono il candidato.&lt;br /&gt;A questo proposito possiamo notare come – sempre a Bologna – nel 2004 il tasso di voto personale a Guazzaloca sia stato nettamente superiore a quello del pur notissimo Cofferati (18,2% contro 11,3%). Anche nelle ultime elezioni, Guazzaloca ha dimostrato – col 9,6% di voti personali –il suo richiamo elettorale individuale, superando sia Cazzola (7,3%) che Delbono (3,9%).&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SjeFxvm7QAI/AAAAAAAAAYs/5QdvW-t-AB4/s1600-h/008-Cattaneo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347890172165570562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SjeFxvm7QAI/AAAAAAAAAYs/5QdvW-t-AB4/s320/008-Cattaneo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Analisi a cura di Gianluca Passarelli e Dario Tuorto&lt;br /&gt;Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo&lt;br /&gt;Tel. 051235599 / 051239766&lt;br /&gt;Sito web: www.cattaneo.org&lt;br /&gt;Per eventuali approfondimenti:&lt;br /&gt;Gianluca Passarelli: 333-9775111&lt;br /&gt;Dario Tuorto: 340-3867528&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-1996106283340304384?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/1996106283340304384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/analisi-dellistituto-cattaneo-elezioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1996106283340304384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1996106283340304384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/analisi-dellistituto-cattaneo-elezioni.html' title='ANALISI DELL&apos;ISTITUTO CATTANEO - ELEZIONI COMUNALI 2009 (La minore personalizzazione del voto in Emilia-Romagna)'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SjeFxvm7QAI/AAAAAAAAAYs/5QdvW-t-AB4/s72-c/008-Cattaneo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-877000547066397577</id><published>2009-06-12T01:37:00.000-07:00</published><updated>2009-06-12T01:44:25.767-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni sul risultato elettorale di Romano Prodi'/><title type='text'>Caro PD, ora hai l’ultima chance per rinnovarti davvero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Articolo di Romano Prodi su &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=18709&amp;amp;sez=ELEZIONI2009" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Il Messaggero&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; del 9 giugno 2009&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;ROMA (9 giugno) -Due sono le lezioni che arrivano ai partiti di centrosinistra dalle recenti elezioni: una lezione per l’Europa ed una per l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/European_Parliament_election,_2009" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Riguardo all’Europa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; la batosta complessiva dei socialisti è stata troppo ampia e diffusa per non obbligare a ripensare al se&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SjIUbzbx9qI/AAAAAAAAAYE/flyOiaSKdPc/s1600-h/PD_MANIF.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346358175537952418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 167px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SjIUbzbx9qI/AAAAAAAAAYE/flyOiaSKdPc/s320/PD_MANIF.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mplice interrogativo se essi siano in grado di fare avanzare da soli il complesso compito del riformismo europeo.&lt;br /&gt;I dubbi nascono anche dal fatto che questa diffusa disfatta avviene in un momento di grave crisi economica con profondi disagi concentrati soprattutto nelle categorie tradizionalmente rappresentate dagli stessi partiti socialisti, a partire dai lavoratori di più basso livello e dai precari.&lt;br /&gt;Qualche anno fa l’idea di pensare ad una nuova alleanza fra i progressisti (chiamata forse troppo pomposamente ulivo mondiale) era stata scartata come una proposta fuori dalla storia. Ho paura che quest’idea nella storia ci debba ritornare, almeno per aiutare a rielaborare le proposte che i diversi partiti socialisti hanno presentato ai loro elettori. E ci debba ritornare con una forte e coraggiosa politica europea. Abbiamo infatti assistito ad elezioni europee nelle quali le tesi degli euroscettici erano chiarissime, mentre le voci dei filo-europei erano flebili e non si concretizzavano in proposte precise.&lt;br /&gt;La lezione &lt;a href="http://elezioni2009.interno.it/europee/ET0.htm" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;per il centrosinistra italiano&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è altrettanto chiara, anche se maggiormente scontata in quanto i danni della frammentazione si erano già resi evidenti nelle precedenti contese elettorali.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/speciali/elezioni09/risultati/europee/europee_naz.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Per il Partito Democratico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; in particolare il risultato, soprattutto mettendolo a confronto con le cattive previsioni e con il relativo &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=81130" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;flop del Pdl&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, è stato abbastanza buono da garantire la durata del partito stesso. Ma è stato abbastanza cattivo per obbligare a quel grande dibattito ideologico e programmatico di cui un nuovo partito ha assolutamente bisogno. E che è finora mancato. Insomma la lezione europea e la lezione italiana si intrecciano fra di loro e rendono necessario un rinnovamento radicale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-877000547066397577?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/877000547066397577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/caro-pd-ora-hai-lultima-chance-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/877000547066397577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/877000547066397577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/caro-pd-ora-hai-lultima-chance-per.html' title='Caro PD, ora hai l’ultima chance per rinnovarti davvero'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SjIUbzbx9qI/AAAAAAAAAYE/flyOiaSKdPc/s72-c/PD_MANIF.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-6367879754729152080</id><published>2009-06-05T09:30:00.000-07:00</published><updated>2009-06-05T09:56:21.450-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fax simile schede elettorali'/><title type='text'>VOTA  VOTA  VOTA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;NON LASCIARE CHE QUALCUN ALTRO DECIDA PER TE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;si possono dare fino a TRE preferenze&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SilJtotFaKI/AAAAAAAAAXc/vDenXaxXG_k/s1600-h/facsimile_elezioni+Europee.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343883481221261474" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 172px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SilJtotFaKI/AAAAAAAAAXc/vDenXaxXG_k/s320/facsimile_elezioni+Europee.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;ELEZIONI COMUNALI, SINDACO E CONSIGLIO COMUNALE: si può dare solo UNA preferenza&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SilJ89N4_QI/AAAAAAAAAXk/vFvkpXRH8rc/s1600-h/Senza+titolo1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343883744425606402" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 169px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SilJ89N4_QI/AAAAAAAAAXk/vFvkpXRH8rc/s320/Senza+titolo1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ELEZIONI PROVINCIALI, &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRESIDENDE E CONSIGLIO PROVINCIALE: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;il nome del candidato &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;è già scritto sulla scheda elettorale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SilKgNRBb4I/AAAAAAAAAXs/VedPoPjK0jw/s1600-h/Senza+titolo2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343884350029131650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SilKgNRBb4I/AAAAAAAAAXs/VedPoPjK0jw/s320/Senza+titolo2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ELEZIONI DEL PRESIDENTE E DEL CONSIGLIO DI QUARTIERE:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;i nomi cambiano a seconda del quartiere di appartenenza&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-6367879754729152080?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/6367879754729152080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/vota-vota-vota.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6367879754729152080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6367879754729152080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/vota-vota-vota.html' title='VOTA  VOTA  VOTA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SilJtotFaKI/AAAAAAAAAXc/vDenXaxXG_k/s72-c/facsimile_elezioni+Europee.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-3420167264146350693</id><published>2009-06-03T06:28:00.000-07:00</published><updated>2009-06-03T06:36:04.504-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appello al voto di Romano Prodi'/><title type='text'>VOTIAMO PARTITO DEMOCRATICO: E' IL MOMENTO DI DIMOSTRARE CHE L'ITALIA PUO' ESSERE DIVERSA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SiZ7IS7HTTI/AAAAAAAAAT0/UZY7k6zNvXw/s1600-h/partitodemoctratico-195x159.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343093390370622770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 195px; CURSOR: hand; HEIGHT: 159px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SiZ7IS7HTTI/AAAAAAAAAT0/UZY7k6zNvXw/s320/partitodemoctratico-195x159.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;APPELLO DI ROMANO PRODI AD ANDARE A VOTARE il 6-7 Giugno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Care amiche e cari amici,nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere aldi fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, comesemplice cittadino, di sottolineare l'importanza del voto a cui noiitaliani siamo chiamati.Anzitutto un voto per l'Europa . In questa linea richiamo la necessitàdi rafforzare il Partito democratico ricordando come esso abbia semprecon convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l'euro el'allargamento che , come si è dimostrato in questa fase di durissimacrisi , sono la principale difesa per l'Europa e l'Italia.La seconda ragione nasce dall'intensifica&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SiZ7PpZBgGI/AAAAAAAAAT8/TIMECKzerPs/s1600-h/romanoprodi-300x225.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343093516660736098" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SiZ7PpZBgGI/AAAAAAAAAT8/TIMECKzerPs/s320/romanoprodi-300x225.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rsi di numerosi segnali diallarme e di interrogativi da parte di tanti amici ed osservatoristranieri per la caduta di dignità e per la qualità democratica delnostro paese, segnali che ho colto con sofferenza nella mia attivitàinternazionale.Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facilecammino, è l'unica concreta risposta.Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni.È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa , che haprofonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire allacrescita democratica di una nuova Europa.Con amicizia-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Romano Prodi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-3420167264146350693?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/3420167264146350693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/votiamo-partito-democratico-e-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/3420167264146350693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/3420167264146350693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/06/votiamo-partito-democratico-e-il.html' title='VOTIAMO PARTITO DEMOCRATICO: E&apos; IL MOMENTO DI DIMOSTRARE CHE L&apos;ITALIA PUO&apos; ESSERE DIVERSA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SiZ7IS7HTTI/AAAAAAAAAT0/UZY7k6zNvXw/s72-c/partitodemoctratico-195x159.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-511786786652226958</id><published>2009-05-29T05:06:00.001-07:00</published><updated>2009-05-29T05:06:41.917-07:00</updated><title type='text'>Dario Franceschini - Appello al voto 6 e 7 giugno 2009</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/wqWYqAt4-qE' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/wqWYqAt4-qE'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-511786786652226958?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/511786786652226958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/dario-franceschini-appello-al-voto-6-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/511786786652226958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/511786786652226958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/dario-franceschini-appello-al-voto-6-e.html' title='Dario Franceschini - Appello al voto 6 e 7 giugno 2009'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-4380615505931234280</id><published>2009-05-22T04:33:00.000-07:00</published><updated>2009-05-22T04:54:38.937-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tendenze dell&apos;inflazione a Bologna'/><title type='text'>LE TENDENZE DELL’INFLAZIONE A BOLOGNA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;PREMESSA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ad aprile 2009 a Bologna il tasso medio di inflazione (che misura l’inflazione di carattere strutturale con riferimento ad un periodo di 24 mesi) è risultato pari al +2,4% in calo rispetto a +2,6% registrato a marzo; lo stesso indicatore registra, a livello nazionale, un valore più alto (+2,8%).&lt;br /&gt;Il tasso di inflazione tendenziale (che misura invece la variazione dei prezzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) a Bologna sale al +1,1%.&lt;br /&gt;In Italia, ad aprile, il tasso tendenziale di inflazione (+1,2%) è leggermente più elevato rispetto alla nostra città, che si posiziona al sesto posto della graduatoria decrescente dei capoluoghi di regione a pari merito con Firenze e preceduta da Napoli (+2%), Trieste (+1,8%), Genova (+1,4%), Reggio Calabria (+1,3%) e Roma (+1,2%).&lt;br /&gt;A livello europeo l'inflazione rimane stabile +0,6%.&lt;br /&gt;L’attuale nota si propone di fornire alcuni elementi di conoscenza sul fenomeno delle variazioni più elevate registrate sia in senso positivo che negativo, analizzando i dati dell’Osservatorio prezzi Bologna riferiti al mese di aprile 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;OSSERVATORIO PREZZI BOLOGNA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(dati relativi al mese di aprile 2009)&lt;br /&gt;L'Osservatorio contiene informazioni relative ai prezzi minimi, medi e massimi, nonché le variazioni mensili ed annue per circa 220 prodotti e servizi (78 prodotti alimentari, circa 50 prodotti ortofrutticoli, 23 prodotti per la cura della persona, 40 servizi, 20 beni di varia natura e 7 prodotti energetici). Il paniere, per l'anno 2009, è stato ampliato con alcuni prodotti, soprattutto nel comparto dei servizi, per fornire al consumatore un quadro informativo più ampio. Sulla base di questi dati è così possibile seguire mensilmente l'evoluzione dei livelli assoluti di prezzo di singoli prodotti e servizi (es.: pane, latte, carne, benzina, ecc.).&lt;br /&gt;L'esame dei dati dell'Osservatorio Prezzi riferiti al mese di aprile 2009 evidenzia, rispetto a marzo, un aumento dei prezzi relativi a benzina e gasolio, mentre in consistente calo risulta la tariffa del gas ad uso domestico. Nel settore alimentare non si registrano particolari tensioni, anche se è da evidenziare che tra i primi 20 prodotti che registrano le variazioni maggiori rispetto ad aprile dello scorso anno ben 13 appartengono a questo comparto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1. Gli andamenti dei prodotti alimentari&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ad aprile la variazione mensile del capitolo dell'alimentazione risulta pari al +0,2%; il tasso tendenziale è sceso ulteriormente portandosi al +2% rispetto al picco raggiunto nel mese di luglio del 2008 (+6%). Alcuni prodotti evidenziano ancora una certa tensione inflazionistica, come si evince dalla graduatoria delle prime 20 variazioni annue dei prezzi dei prodotti alimentari inseriti&lt;br /&gt;nell'Osservatorio. Le tensioni manifestatesi sui prezzi della farina e dei suoi derivati risultano totalmente rientrate e molti prodotti registrano questo mese variazioni mensili di segno negativo.&lt;br /&gt;Nel m&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaRABxyBOI/AAAAAAAAANk/BAiHj63zo4g/s1600-h/passata+di+pomodoro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338613837957563618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 82px; CURSOR: hand; HEIGHT: 124px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaRABxyBOI/AAAAAAAAANk/BAiHj63zo4g/s320/passata+di+pomodoro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ese di aprile il primo posto nella graduatoria è occupato dalla passata di pomodoro (+20,7%), seguita dai pomodori pelati (+18,1%), dalla maionese (+11,7%)&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaRRCaIeSI/AAAAAAAAANs/B2Br-NpjeLs/s1600-h/pasta+all%27uovo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338614130184583458" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 128px; CURSOR: hand; HEIGHT: 96px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaRRCaIeSI/AAAAAAAAANs/B2Br-NpjeLs/s320/pasta+all%27uovo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, dall'olio di semi di girasole (+11,6%), dal riso (+10,5%) e dal tonno in olio d'oliva (+10,1%). Tutti gli altri prodotti registrano variazioni inferiori al 10%.&lt;br /&gt;In particolare al decimo posto troviamo la pasta all'uovo (+8,1%), mentre tutti gli altri derivati della farina sono ormai usciti dall'elenco delle variazioni più elevate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2. I prezzi dei prodotti petroliferi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nel mese di aprile i prezzi dei carburanti, per quanto in aumento rispetto al mese precedente, evidenziano ancora livelli ampiamente inferiori a quelli di un anno fa.&lt;br /&gt;Per la benzina la riduzione di prezzo su base annua è pari al -12,7%, mentre l'aumento rispetto al mese di marzo è stato del 2,5%. Il tasso tendenziale del gasolio per autotrazione sale dal -22,8% di marzo al -20,8% per il mese di aprile ed anche la sua variazione mensile è in aumento: +3%. In contro tendenza il GPL, il cui prezzo risulta ulteriormente in calo (-18,5% su base annua).&lt;br /&gt;Per quanto concerne la tariffa del gas di rete ad uso domestico, che non prevede più la distinzione in base all'uso (gas cottura/riscaldamento), il mese di aprile ha fatto registrano variazione rispetto a marzo del -7,2% ed il tasso tendenziale si riduce dal +13,8% di marzo al +1,5% nel mese di aprile.&lt;br /&gt;Sottolineiamo, infine, che il gasolio da riscaldamento ha fatto registrare una variazione tendenziale in aumento al -18,7% ed una variazione mensile del +1,4%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3. I beni e servizi con prezzi in diminuzione&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaR966tgqI/AAAAAAAAAN8/tVa2nE0CuQ4/s1600-h/pane.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338614901267858082" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 117px; CURSOR: hand; HEIGHT: 117px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaR966tgqI/AAAAAAAAAN8/tVa2nE0CuQ4/s320/pane.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'Osservatorio ha registrato anche prodotti i cui prezzi risultano in diminuzione rispetto ad aprile 2008. Dopo i prodotti energetici, che occupano ancora le prime sei posizioni della graduatoria e che si at&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaRxbZCbXI/AAAAAAAAAN0/rmQOqtdrlDM/s1600-h/latte1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338614686646693234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 127px; CURSOR: hand; HEIGHT: 127px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaRxbZCbXI/AAAAAAAAAN0/rmQOqtdrlDM/s320/latte1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;testano tra il -20,8% del gasolio ed il -12,7% delle benzine, troviamo altri prodotti: il latte fresco (-11,3%), e più distaccati il pane (-3,8%), lo stracchino (-3,7%), il burro (-3,6%), la mozzarella di mucca (-3%), l'accappatoio (-2,5%).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tutta la documentazione e le informazioni sui prezzi sono consultabili sul sito internet del Settore Programmazione, Controlli e Statistica del Comune di Bologna all'indirizzo:&lt;br /&gt;www.comune.bologna.it/iperbole/piancont/prezzi/indice_prezzi.html&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-4380615505931234280?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/4380615505931234280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/le-tendenze-dellinflazione-bologna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/4380615505931234280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/4380615505931234280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/le-tendenze-dellinflazione-bologna.html' title='LE TENDENZE DELL’INFLAZIONE A BOLOGNA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaRABxyBOI/AAAAAAAAANk/BAiHj63zo4g/s72-c/passata+di+pomodoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-6169195720916011922</id><published>2009-05-22T04:12:00.000-07:00</published><updated>2009-05-22T04:25:35.644-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mercato del lavoro a Bologna'/><title type='text'>I PRIMATI DI BOLOGNA NEL MERCATO DEL LAVORO NEL 2008</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338607253677801090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaLAxbJ_oI/AAAAAAAAANU/N4otUm7JIo8/s320/001.jpg" border="0" /&gt;Il Settore Programmazione, Controlli e Statistica ha redatto come ogni announ breve studio dal titolo "I primati di Bologna nel mercato del lavoronel 2008".La nota seguente esamina le tendenze del mercato del lavoro a livello locale sulla base di dati Istat aggiornati al 2008, con numerosi confronti a livello nazionale e con altre importantirealtà metropolitane.Si segnalano di seguito i principali risultati dello studio.Anche nel 2008 la regione Emilia-Romagna e la provincia di Bologna sidistinguono in ambito nazionale per gli ottimi livelli raggiunti negliindicatori sul mercato del lavoro.Per quanto concerne il tasso di attività nel 2008 in provincia di Bolognaesso risulta in aumento: 74,1% rispetto al 73,3% del 2007. Il dato èmigliore rispetto a quello regionale (72,6%), che colloca comunquel'Emilia-Romagna al primo posto fra le 20 regioni italiane. Sensibilmentepiù basso risulta invece il tasso di attività riferito all'ambito nazionale(63%).&lt;br /&gt;In particolare la provincia di Bologna risulta prima per tasso di attivitàtotale e femminile fra le province con un capoluo&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaJ8Fr998I/AAAAAAAAANE/Aa0LMa5VFxA/s1600-h/002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338606073706051522" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaJ8Fr998I/AAAAAAAAANE/Aa0LMa5VFxA/s320/002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;go al di sopra dei 250.000abitanti al Censimento del 2001, mentre per quanto riguarda il tasso diattività maschile si colloca al secondo posto dopo Verona.Se si passa ad analizzare il tasso di occupazione la situazione non cambia.Anche nel 2008 l'Emilia-Romagna è la regione con il più elevato tasso dioccupazione (70,2%) rispetto ad un dato medio nazionale del 58,7%. Questoprimato è sostenuto dall'ottima performance della componente femminile, ilcui tasso di occupazione nella nostra regione è pari al 62,1% rispetto al47,2% a livello nazionale.In particolare nella provincia di Bologna il tasso di occupazione (72,4%) èal top fra le grandi province italiane; seguono ad una certa distanza Firenze &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaKUhDSwQI/AAAAAAAAANM/RyNumjMd_kc/s1600-h/004.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338606493368500482" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaKUhDSwQI/AAAAAAAAANM/RyNumjMd_kc/s320/004.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(69%) e Milano (68,7%). La nostra provincia si caratterizzainoltre per il più elevato livello di occupazione sia maschile chefemminile. La maggior parte degli occupati (65,7%) lavora nel settore deiservizi; di questi 75 su 100 sono lavoratori dipendenti. Nell'industria èinvece occupato il 32,7% degli addetti e la quota dei lavoratori dipendentisale all'81,7%.Passando infine a trattare della disoccupazione, nel 2008 in provincia diBologna il tasso di disoccupazione scende ulteriormente al 2,2%, il livellopiù basso mai raggiunto dalla nostra provincia; a livello regionale ladisoccupazione sale invece al 3,2%, meno della metà di quella nazionale.Tra le grandi province italian&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaLLmj_67I/AAAAAAAAANc/tgNBLdaQrns/s1600-h/008.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338607439740660658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaLLmj_67I/AAAAAAAAANc/tgNBLdaQrns/s320/008.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e Bologna si colloca al vertice dellagraduatoria, seguita da Venezia (3,6%) e Verona (3,8%). Questo primato èconfermato sia a livello maschile (2%) che femminile (2,4%).Per ulteriori approfondimenti si rinvia allo studio I PRIMATI DI BOLOGNA NEL MERCATO DEL LAVORO 2008 redatto dal Settore Programmazione Controlli e Statistica del Comune di Bologna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-6169195720916011922?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/6169195720916011922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/i-primati-di-bologna-nel-mercato-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6169195720916011922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6169195720916011922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/i-primati-di-bologna-nel-mercato-del.html' title='I PRIMATI DI BOLOGNA NEL MERCATO DEL LAVORO NEL 2008'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShaLAxbJ_oI/AAAAAAAAANU/N4otUm7JIo8/s72-c/001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-7191656186923681014</id><published>2009-05-19T15:50:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T09:28:22.180-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa sparita'/><title type='text'>L'EUROPA SPARITA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM9xk_AfWI/AAAAAAAAAMk/yohKtTPiWso/s1600-h/EUP_Postcards_IT3.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337677905315003746" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM9xk_AfWI/AAAAAAAAAMk/yohKtTPiWso/s320/EUP_Postcards_IT3.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM895NXIxI/AAAAAAAAAMU/vWefUd8M2cI/s1600-h/EUP_Postcards_IT.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337677017390719762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM895NXIxI/AAAAAAAAAMU/vWefUd8M2cI/s320/EUP_Postcards_IT.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM-Io09-pI/AAAAAAAAAMs/y8p3u4a772U/s1600-h/EUP_Postcards_IT5.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337678301483629202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM-Io09-pI/AAAAAAAAAMs/y8p3u4a772U/s320/EUP_Postcards_IT5.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"L'Europa Sparita", titolava l'editoriale de "la Stampa" di domenica 10 maggio, a firma di Barbara Spinelli. Alle molteplici ragioni addotte, se ne aggiunge una, basilare e gravissima, che la maggior parte degli italiani ignora: e cioè che il Governo italiano ha rifiutato di diffondere nel nostro paese i manifesti della pubblicità che il Parlamento europeo ha preparato per tutta la comunità, affinchè i cittadini europei partecipino al voto del 6-7 giugno: in particolare l'eloquente manifesto che rappresenta da una parte un castello turrito e merlato e dall'altra una verde siepe domestica, con questa semplice domanda: "Quanto devono essere&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM8oI6ob1I/AAAAAAAAAMM/ue3gVXiWHzo/s1600-h/EUP_Postcards_IT4.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337676643650006866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM8oI6ob1I/AAAAAAAAAMM/ue3gVXiWHzo/s320/EUP_Postcards_IT4.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; aperte le nostre frontiere?" Qui ho riportato le immagini di alcuni di questi manifesti ma, a conferma di quanto dico, si veda il sito del parlamento europeo:www.elezioni2009.eu. In un paese che viola le convenzioni internazionali, rifiutando la possibilità stessa che stranieri tocchino il nostro suolo per deporre una eventuale domanda di richiesta di asilo politico, nulla deve trapelare di ciò che l'Europa chiede ai propri cittadini: libertà di circolazione, diritto d'asilo, integrazione. L'affermazione del Presidente del Consiglio che l'Italia non può essere "multietnica" è assolutamente coerente con quel rifiuto: si applica ormai sistematicamente da noi uno dei principi basilari del fascismo storico: e cioè l'autarchia, nella disinformazione, nel dileggio dello straniero. Alla "perfida Alcione" si sta sostituendo la "perfida Europa".&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM9f1odXEI/AAAAAAAAAMc/txwxCm_Wpuw/s1600-h/EUP_Postcards_IT2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337677600546184258" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM9f1odXEI/AAAAAAAAAMc/txwxCm_Wpuw/s320/EUP_Postcards_IT2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM-fkJPE_I/AAAAAAAAAM0/gUA9gfSDXjk/s1600-h/EUP_Postcards_IT6.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337678695363449842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM-fkJPE_I/AAAAAAAAAM0/gUA9gfSDXjk/s320/EUP_Postcards_IT6.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-7191656186923681014?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/7191656186923681014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/leuropa-sparita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/7191656186923681014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/7191656186923681014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/leuropa-sparita.html' title='L&apos;EUROPA SPARITA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShM9xk_AfWI/AAAAAAAAAMk/yohKtTPiWso/s72-c/EUP_Postcards_IT3.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-285632189613517860</id><published>2009-05-19T03:11:00.000-07:00</published><updated>2009-05-19T03:16:07.114-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Asppi: Piano nazionale per l&apos;affitto'/><title type='text'>ASPPI PROMUOVE UN PIANO NAZIONALE PER  L’AFFITTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShKGlqqlZHI/AAAAAAAAAME/xABTf9ugdf8/s1600-h/cartolina_affitto1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337476490053641330" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShKGlqqlZHI/AAAAAAAAAME/xABTf9ugdf8/s320/cartolina_affitto1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShKGemnuW5I/AAAAAAAAAL8/VnG6Z_v0KPw/s1600-h/cartolina_affitto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337476368708819858" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShKGemnuW5I/AAAAAAAAAL8/VnG6Z_v0KPw/s320/cartolina_affitto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Raccolta di adesioni per un piano nazionale della locazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ASPPI della Provincia di Bologna promuove un PIANO NAZIONALE PER L’AFFITTO, meglio se a canone concordato. Questa iniziativa si propone di chiedere al Governo nazionale un Piano nazionale per la locazione che preveda da un lato la tassazione separata del reddito da locazione per i proprietari e dall’altro detrazioni fiscali del canone per gli inquilini. “L’utilizzo della leva fiscale – ha dichiarato Luigi Tommasi, Presidente di ASPPI – è un buon modo per rilanciare un mercato in crisi anche a livello locale dove comunque la promozione del canone concordato sta funzionando grazie alla costituzione dell’Agenzia Metropolitana per l’affitto”(AMA). Per l’Asppi questa esperienza di incontro tra domanda e offerta di alloggi a canone contenuto promossa da soggetti pubblici e privati è molto positiva e va sostenuta perché rappresenta uno strumento efficace di calmierazione del mercato soprattutto. Tale proposta è appoggiata anche dal SUNIA, sindacato degli inquilini, perché accomuna gli interessi dei locatori con quello degli affittuari.&lt;br /&gt;L’Asppi si augura, in generale, un’attenzione alle questioni della casa e dell’abitare da parte di chi amministrerà la città nei prossimi anni.&lt;br /&gt;Per sostenere questa campagna, l’Asppi invita i cittadini interessati a spedire al Presidente del Consiglio la cartolina che qui vedete. E’ già compilata. Occorre solo affrancarla ed imbucarla.&lt;br /&gt;”Inondiamo” la Presidenza del Consiglio delle nostre cartoline. E’ un modo semplice per far sentire la nostra voce.&lt;br /&gt;Per informazioni: &lt;a href="mailto:redazione@asppi.bo.it"&gt;redazione@asppi.bo.it&lt;/a&gt;; 328.27.97.251&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-285632189613517860?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/285632189613517860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/asppi-promuove-un-piano-nazionale-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/285632189613517860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/285632189613517860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/asppi-promuove-un-piano-nazionale-per.html' title='ASPPI PROMUOVE UN PIANO NAZIONALE PER  L’AFFITTO'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShKGlqqlZHI/AAAAAAAAAME/xABTf9ugdf8/s72-c/cartolina_affitto1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-5223537518170285933</id><published>2009-05-17T13:58:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T01:57:23.399-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport a Bologna'/><title type='text'>QUALCHE IDEA PER LO SPORT A BOLOGNA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShB8K8WcPFI/AAAAAAAAALU/4kwqSOzj5YQ/s1600-h/fortitudo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336902085874826322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 276px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShB8K8WcPFI/AAAAAAAAALU/4kwqSOzj5YQ/s320/fortitudo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShB7_-eq2QI/AAAAAAAAALM/kPqTg2n1leo/s1600-h/Virtus+1980_81.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336901897467648258" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 97px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShB7_-eq2QI/AAAAAAAAALM/kPqTg2n1leo/s320/Virtus+1980_81.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShB72d98EMI/AAAAAAAAALE/0qKnsruaNb0/s1600-h/Bologna+scudetto+1963_64.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336901734121607362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShB72d98EMI/AAAAAAAAALE/0qKnsruaNb0/s320/Bologna+scudetto+1963_64.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiamiamola &lt;strong&gt;RETE DELLO SPORT&lt;/strong&gt;. Il termine figlio dei computer è abusato&lt;br /&gt;ma dà un’idea precisa quando si parla di amministrazione e della necessità di collegare le diversità, mantendole e insieme coinvolgendole in un programma unico. La Rete dello Sport può essere una grande opportunità per Bologna. Come realtà amministrativa ed esempio nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SITUAZIONE ATTUA&lt;/strong&gt;LE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Tutti gli operatori sportivi con ambizioni nazionali chiedono di costruire nuovi impianti nel territorio dove operano le loro squadre.&lt;br /&gt;2. Questa richiesta è sempre collegata a grandi progetti di urbanistica residenziale.&lt;br /&gt;3. Nei progetti, la valorizzazione di un territorio è complessiva: strutture, più edilizia privata e commerciale, più servizi, più infrastrutture, più trasporti, più traffico, più commerci eccetera. Ma riguarda solo una parte della città. Almeno direttamente: poi si può parlare di ricadute più generali, di immagine di Bologna e via di seguito. Ma è tutto indiretto e per certi versi ipotetico. Comunque tutto viene dopo l’opera principale. Non l’accompagna.&lt;br /&gt;4. Questo meccanismo è destinato a creare disequilibri nel territorio cittadino, malumori, sentimenti di ingiustizia negli esclusi, polemiche, tiramolla a non finire, contrattazioni, rischi.&lt;br /&gt;5. Non c’è nessun vero coinvolgimento della città nel suo complesso, nei suoi cittadini. Si guarda ai tifosi e alle strutture che di loro vivono. Ma la città nella sua totalità?&lt;br /&gt;6. Non esiste nessun collegamento fra il nuovo che si crea e i tanti impianti vecchi spesso lasciati a loro stessi, ristrutturati a forza di buona volontà individuale o al massimo per qualche accordo individuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA MIA PROPOSTA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VINCOLARE LA COSTRUZIONE DI QUALSIASI IMPIANTO SPORTIVO&lt;/strong&gt; (e di ogni progetto ad esso annesso) all’impegno legale da parte degli operatori di procedere &lt;strong&gt;ALLA MANUTENZIONE DI UNA SERIE DI STRUTTURE SPORTIVE ESISTENTI.&lt;/strong&gt; Vincolo con numero fissato di anni, da ridiscutere alla scadenza.&lt;br /&gt;Parlo di centri civici, campi da calcio e basket, di sport vari, piscine, palestre. Strutture comunali, ma anche altre strutture pubbliche o private che abbiano la destinazione per uso pubblico. Nel caso delle strutture sportive scolastiche non comunali è necessario un accordo con il Provveditorato agli Studi. In caso di strutture scolastiche private si analizzerà caso per caso attraverso una Commissione mista (pubblica e privata, con tutti gli interessati) e si studieranno accordi e possibilità.&lt;br /&gt;Lo stesso meccanismo deve riguardare qualsiasi ristrutturazione o amplimento o modifica delle strutture per gli sport di massa attualmente funzionanti: Stadio di calcio, palazzi per la pallacanestro, eccetera.&lt;br /&gt;Ovviamente a fatturati e guadagni diversi corrisponderanno impegni economici diversi.&lt;br /&gt;Indispensabile il &lt;strong&gt;COINVOLGIMENTO DEI COMUNI NELLA ZONA METROPOLITANA&lt;/strong&gt; di Bologna.&lt;br /&gt;Sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi del tipo prima si fanno gli impianti importanti, poi si discute su tutto quello che gira attorno e sulle altre strutture bisognose di recupero e manutenzione &lt;prima&gt;.&lt;br /&gt;Non esiste la strategia dei due tempi: si costruisce e si procede con manutenzione-restauro contemporaneamente.&lt;br /&gt;Persino in termini di budget, finanziamenti, programmazione.&lt;br /&gt;Anche perché i nuovi impianti non sono un obbligo né una necessità, ma UNA OPPORTUNITÀ. E devono esserlo PER TUTTA BOLOGNA. Per chi si interessa degli sport coinvolti e per chi no. Per chi abita nelle zone coinvolte e per chi sta lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;OBIETTIVI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non costruire se non si recupera l’esistente. E’ una vera strategia politica, economica, culturale, di educazione civica ed azione programmatica.&lt;br /&gt;1. Costringe a monitorare lo stato delle strutture sportive esistenti e a decidere cosa fare, fra degrado, restauro, abbattimento, nuova destinazione. E’ il punto più terra terra, ma costringe una città abbastanza immobile a vedere cosa ha, decidere in fretta cosa fare.&lt;br /&gt;2. Porta allo scoperto una storia di Bologna, fatta di muri e di nomi, con la possibilità di fare una vera storia dello sport, dei suoi campi e dei campioni: chi ricorda Cavicchi o Canè? Cosa hanno significato per la Bologna del boom o degli anni della paciosità finita tragicamente?&lt;br /&gt;3. Si dovrebbe creare un rapporto pubblico-privato non su UN AFFARE ma &lt;strong&gt;SULLA GESTIONE DELLA CITTÀ&lt;/strong&gt;, almeno di uno dei settori più importanti. Brutalmente, diventano anche PIÙ DIFFICILI GLI ACCORDI SOTTO BANCO, il do ut des fra singoli.&lt;br /&gt;Il privato diventa davvero IL SIGNORE DEL CALCIO, DEL BASKET,ecc... ma non per la squadra (non solo per lei) ma per quello che fa per la città. Ci si occupa di uno sport, non di una squadra.&lt;br /&gt;Tutta la città è coinvolta nel progetto, dove si costruisce e dove si restaura, si mantiene, ci guadagnano da una parte ma anche dall’altra i ragazzi che usano i campi, i genitori, le scuole, i quartieri&lt;br /&gt;4. Una politica nuova non è fatta di comparsate allo Stadio (meglio un sindaco in tribuna o in biblioteca, al palazzo o alla mostra? e si possono fare tutte due le cose? non esistono gerarchie? quante domande senza risposta si possono fare…). E’ costruita sulla capacità di gestire lo sport, di dettare per quanto possibile le sue regole in città. Di capire di cosa si sta parlando.&lt;br /&gt;Per i politici il tifo deve essere buona amministrazione, dello sport e non solo: così tutti stanno meglio, allo stadio e non solo. Il resto è demagogia. Andare allo Stadio, è questo. Così ha un senso sbracciarsi, dar di matto senza vergogna. Si può farlo se si lavora, non gratis. Per immagine.&lt;br /&gt;5. Questo potrebbe avere peso anche nella costruzione (senza illusioni) di una coscienza civica sia verso chi va allo Stadio sia verso chi non ci va. Di dividere Bologna fra sportivi (o tifosi, fan, fedeli, ultrà) e indifferenti, contrari, laici, atei.&lt;br /&gt;Si può provare a non far sentire lo sport alienazione, separazione, gioco consegnato agli altri (siano i professionisti o i tifosi). Si può provare a non pretendere da loro (i professionisti, i tifosi) risultati non umani, ma lavorare insieme per tramutare tutto in un operazione cittadina. Pretendendo poi gli stessi risultati, ma più come città e meno come ultrà isolati. Tutti ultrà, uguali pochi fanatici. In questo caso si può identificare una squadra con una città. Questo significa sport come politica, buona politica.&lt;br /&gt;Senza le ipocrisie di sport poveri contro sport ricchi, sport di massa e di elite. Costruiamo lo sport di Bologna, la cultura sportiva di Bologna. Fatta di mattoni e di partecipazione.&lt;br /&gt;Un ruolo importante potrebbe avere una presenza costante di sportivi e non sportivi nelle scuole: non a far lezioni, sermoni, ma a raccontare, a farsi vedere. A tramutare lo star system in un meccanismo di famiglia, più ricco, identico nella struttura, molto più forte nei risultati esterni e collettivi. Si fa più fatica insultare uno che poi ti ritrovi in cattedra, sul banco, al circolo, al bar.&lt;br /&gt;Lo sport a Bologna è ancora abbastanza umile – anche nel senso negativo del termine – da poter capire che ha bisogno di questi bagni di popolo e umità.&lt;br /&gt;6. Costruire e ristrutturare, curare l’esistente significa anche far sentire lo sport più vicino, quotidiano. La domenica è il GRANDE EVENTO, ma che per tutta la settimana ti permette di giocare decentemente le tue gare in ambienti decenti. L’amore, la partecipazione, il divertimento, l’attaccamento, l’appartenenza sono tutti doppi. Settimana da giocatore (in prima persona, per figli, nipoti ecc.), domenica da spettatore.&lt;br /&gt;Per il piccolo evento della vita di tutti, per il grande evento a cui assistere&lt;br /&gt;7. Così lo sport è davvero di massa anche quello di elite (dove sono ormai gli sport di elite? il polo, la formula uno, la vela….)&lt;br /&gt;8. Il tifo. Periodicamente si parla di accorpare in un’unica squadra le due società di basket, in altre città lo si fa per il calcio.&lt;br /&gt;Sbagliato, impossibile, a mio parere. Gli sportivi hanno diritto ad avere le proprie bandiere, le città hanno diritto ad avere le squadre che credono (e non solo le città più potenti). Giusto, utile è però trovare luoghi ed occasioni in cui le diverse squadre, ma anche di diversi sport si trovino impegnati nello stessa attività.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CUI CONVERGANO ANZICCHE’ AL SOLITO DIVERGERE&lt;/strong&gt;. Mantenere e curare gli impianti esistenti, mandare atleti a parlare con i ragazzi è un momento di unione. Gli affari, le ambizioni dentro e fuori il campo dividono e divideranno? Ma intanto cominciano a costruire delle camere di compensazione cittadine dove tutti quelli che lavorano, sperano, vivono, pensano nello stesso settore possano ragionare su azioni comuni. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-5223537518170285933?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/5223537518170285933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/qualche-idea-per-lo-sport-bologna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5223537518170285933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5223537518170285933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/qualche-idea-per-lo-sport-bologna.html' title='QUALCHE IDEA PER LO SPORT A BOLOGNA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/ShB8K8WcPFI/AAAAAAAAALU/4kwqSOzj5YQ/s72-c/fortitudo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-5126550656388663600</id><published>2009-05-15T05:35:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T09:38:33.086-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia in pericolo'/><title type='text'>GRAVISSIMO! ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA E ALLA RETE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Sg1n-EHuydI/AAAAAAAAAK0/03YFEjQlkZA/s1600-h/nero1.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336035449459624402" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Sg1n-EHuydI/AAAAAAAAAK0/03YFEjQlkZA/s320/nero1.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Sg1jyDWZv3I/AAAAAAAAAKk/XtdYt5qFGMM/s1600-h/nero.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336030845047783282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Sg1jyDWZv3I/AAAAAAAAAKk/XtdYt5qFGMM/s320/nero.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Sì della Camera al Ddl sicurezza&lt;b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L´attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l´obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D´Alia (UDC), appare la "repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l´articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D´Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta(ad esempio, quella di non curare in ospedale gli immigrati senza regolare permesso di soggiorno), i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all´estero. Il Ministro dell´interno, in seguito a comunicazione dell´autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l´interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L´attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l´istigazione a delinquere e per l´apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l´istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all´odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, e tutta l´informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l´unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l´unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l´ennesima volta, in una materia che vede un´impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d´interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l´istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l´Italia come la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata PuntoInformatico. Fate girare queste notizie il più possibile. E´ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E´ in gioco davvero la democrazia!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-5126550656388663600?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/5126550656388663600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/gravissimo-attacco-alla-democrazia-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5126550656388663600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5126550656388663600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/gravissimo-attacco-alla-democrazia-e.html' title='GRAVISSIMO! ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA E ALLA RETE'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/Sg1n-EHuydI/AAAAAAAAAK0/03YFEjQlkZA/s72-c/nero1.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-6585616814992306631</id><published>2009-05-10T12:28:00.001-07:00</published><updated>2009-05-10T12:28:57.664-07:00</updated><title type='text'>Domani 21 04 09 - Canzone per l'Abruzzo - ACQUISTIAMOLA</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/WaXlrF5pUqA' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/WaXlrF5pUqA'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;LA CANZONE CHE HA COINVOLTO 56 CANTANTI  ITALIANI IL CUI INCASSO ANDRA' DEVOLUTO AI TERREMOTATI D'ABRUZZO&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-6585616814992306631?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/6585616814992306631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/domani-21-04-09-canzone-per-l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6585616814992306631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/6585616814992306631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/domani-21-04-09-canzone-per-l.html' title='Domani 21 04 09 - Canzone per l&amp;#39;Abruzzo - ACQUISTIAMOLA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-1198042892197645253</id><published>2009-05-10T08:15:00.001-07:00</published><updated>2009-05-10T08:15:51.602-07:00</updated><title type='text'>Francesco Guccini - Bologna: UN INNO ALLA MIA CITTA'</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/-fikKFYDjoU' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/-fikKFYDjoU'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;...Bologna è una donna emiliana di zigomo forte,&lt;br /&gt;Bologna capace d' amore, capace di morte,&lt;br /&gt;che sa quel che conta e che vale, che sa dov' è il sugo del sale,&lt;br /&gt;che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-1198042892197645253?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/1198042892197645253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/francesco-guccini-bologna-un-inno-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1198042892197645253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/1198042892197645253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/francesco-guccini-bologna-un-inno-alla.html' title='Francesco Guccini - Bologna: UN INNO ALLA MIA CITTA&amp;#39;'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-5818546867853195587</id><published>2009-05-08T10:00:00.000-07:00</published><updated>2009-05-08T10:15:54.754-07:00</updated><title type='text'>Valore Paese: ecco le 12 aree ex Difesa da valorizzare a BOLOGNA</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(ANSA) - BOLOGNA - Ecco una descrizione particolareggiata delle dodici aree appartenute alla Difesa e che da oggi, attraverso &lt;a href="http://www.demaniore.com/opencms/opencms/demanioRe/homePageSezione/attualita/in-evidenza/home/DM05-1178365212480.html?breadCrumb=dettaglio"&gt;l'Agenzia del Demanio &lt;/a&gt;, entrano nelle disponibilita' del &lt;a href="http://www.demaniore.com/opencms/opencms/demanioRe/homePageSezione/attualita/spazio-enti-locali/home/1178374204819.html"&gt;Comune di &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.demaniore.com/opencms/opencms/demanioRe/homePageSezione/attualita/spazio-enti-locali/home/1178374204819.html"&gt;Bologna &lt;/a&gt;, per essere valorizzate ad uso civile.&lt;br /&gt;Caserma San Mamolo (5.250 metri &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRlraZ-s9I/AAAAAAAAAI4/76aGzYldy-U/s1600-h/untitled1.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333499655210578898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRlraZ-s9I/AAAAAAAAAI4/76aGzYldy-U/s320/untitled1.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;quadrati di superficie totale) L'immobile, che fa parte del piu' antico complesso del convento e della chiesa della SS. Annunziata, e' situato lungo i viali di circonvallazione sud, a ridosso del centro storico. Il complesso e' stato oggetto di lunghi restauri che hanno consentito di riportare alla luce l'elegante portico sulla via S. Mamolo e di restaurare le pitture che ne decorano le lunette. Il complesso presenta una solida struttura muraria in mattoni intonacata e tinteggiata esternamente nel caratteristico colore ''rosso bolognese''. Il ministero per i Beni e le Attivita' culturali ha riconosciuto il suo particolare interesse storico-artistico.&lt;br /&gt;Compendio Monte Paterno (9.396 metri quadrati di superficie totale) Complesso originariamente adibito a polveriera situato nella peroferia sud della citta' in una zona agricola collinare di tutela ambientale a circa 5 km dal centro di Bologna. La struttura di forma quadrata confina con terreni agricoli e con il Parco di Monte Paderno.&lt;br /&gt;Ex Polveriera Val d'Aposa (7.844 metri quadrati di superficie totale) Situato ai piedi della zona collinare a sud della citta' a circa 2 km dai viali di circonvallazione sud, il complesso insiste su un'area molto interessante dal punto di vista commerciale in quanto vicina al centro cittadino e con una rilevante presenza di verde. La struttura e' di interesse storico: uno dei magazzini, l'originaria polveriera, e' un raro esempio di architettura militare ottocentesca in Emilia-Romagna.&lt;br /&gt;Caserma Sani-Commissariato militare Casaralta (113.885 metri quadrati totali) La struttura si estende in una zona pianeggiante a nord della stazione e del centro di Bologna e prospiciente alla zona fieristica. Il complesso, il cui stato di conservazione e' buono, si compone di diversi edifici anche di notevoli dimensioni.&lt;br /&gt;Ex infermeria quadrupedi San Vittore (2.736 metri quadrati totali) Il complesso e' situato nella periferia sud di Bologna, in posizione collinare a circa 1,5 km dal perimetro esterno del centro, nei pressi dell'&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRl2Ra3YMI/AAAAAAAAAJA/4pgZqOKmGiw/s1600-h/untitled2.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333499841776935106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 167px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRl2Ra3YMI/AAAAAAAAAJA/4pgZqOKmGiw/s320/untitled2.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ex Seminario arcivescovile. La struttura, che si trova in buono stato di conservazione, si articola in due strutture con tettoia in parte chiusa, che in passato furono destinate prima a polveriera poi a stalla per la cura degli animali utilizzati per le attivita' militari. L'intera zona comprende aree di valore naturalistico.&lt;br /&gt;Caserma Mazzoni – Porzione Esercito (55.057 metri quadrati totali) La struttura, in passato denominata Forte di Beldiporto, si trova alla periferia est di Bologna, nella zona residenziale ''Murri''. Confina con l'ala della caserma in uso al 5° Battaglione Carabinieri. E' un complesso dalle forme squadrate costituito da un'ampia area di pertinenza e da una serie di palazzine adibite ad alloggi e prevalentemente costruite in muratura di mattoni. Ci sono inoltre locali di servizio, tettoie e capannoni per il ricovero degli automezzi. L'insieme si estende per circa due ettari e intorno al complesso si estendono alcune aree verdi.&lt;br /&gt;Area Ex Sta.Ve.Co (87.500 metri quadrati totali) Il complesso, situato in posizione collinare si sviluppa lungo i viali di circonvallazione sud, nella zona a ridosso del centro storico cittadino. Si tratta di un'area di particolare pregio sia per la presenza di spazi verdi sia per la qualita' delle abitazioni. Venne edificata a partire dall'unita' d'Italia e utilizzata prima come laboratorio pirotecnico, poi come arsenale militare, infine come officina per i mezzi pesanti. L'intero immo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRnBb9wBPI/AAAAAAAAAJI/2ETTXAMtba8/s1600-h/untitled4.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333501133097796850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRnBb9wBPI/AAAAAAAAAJI/2ETTXAMtba8/s320/untitled4.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;bile e' stato dichiarato di particolare interesse artistico e storico dal ministero per i Beni e le Attivita' culturali ''per le particolari costruzioni dei fabbricati che documentano l'evolversi della tecnologia edilizia tra otto-novecento''.&lt;br /&gt;Orti sociali per anziani Porzione Prati di Caprara Est (16.890 metri quadrati totali) - È situato nella prima periferia della citta', in una zona aperta e non edificata. L'area, di forma triangolare e pianeggiante, e' in parte occupata da una vasta struttura sanitaria dell'Ospedale Maggiore e in parte dall'amministrazione militare. L'appezzamento, il cui stato di conservazione e' buono, e' completamente recintato con una rete metallica e con un muretto di cemento armato. Su una parte di esso sorge una centrale termica.&lt;br /&gt;Caserma Chiarini (25.824 metri quadrati totali) L'imponente struttura e' situata nella periferia di Bologna, nella zona industriale che si estende in localita' Le Roveri. È composta da cinque costruzioni in buono stato di conservazione circondate da alcuni campetti sportivi e da una vasta area prevalentemente adibita a verde. Parte dei locali e' ora utilizzata dalla Prefettura.&lt;br /&gt;Ex Batteria Dat Alemanni (metri quadrati 2.237 totali) Il terreno si estende nella periferia della citta', in un'area agricola delimitata a nord dalla ferrovia, ad est dalla tangenziale e a sud dalla via del Terrapieno. Sugli altri lati confina con campi coltivati. Il bene era originariamente adibito a postazione di batteria contraerea poi, dal 1959, fu dato in concessione a privati per coltivazioni agricole. Il terreno e' pianeggiante e di forma trapezoidale.&lt;br /&gt;Ex Direzione Lavori (1.531 metri quadrati totali) Il complesso si estende a nordovest della citta', nei pressi della rete autostradale A14, all'aeroporto di Bologna ''Guglielmo Marconi'' e al fiume Reno. In mediocre stato di conservazione, la struttura, la cui superficie coperta e' minima rispetto a quella scoperta, e' costituita da un corpo di fabbrica a due piani e da un'area di pertinenza caratterizzata da una folta vegetazione spontanea. Area Prati di Caprara Est Ex Area Addestrativa (271.492 metri quadrati) Il complesso, insieme agli Orti sociali per anziani, costituisce l'Area Prati di Caprara Est. Si trova a nordovest di Bologna in Via dell'Ospedale nei pressi della rete ferroviaria. La struttura in passato era utilizzata per l'addestramento del corpo militare. E' articolata da una ventina di fabbricati, di cui sei utilizzati come ricoveri dei mezzi militari, e una serie di palazzine adibite ad alloggi&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-5818546867853195587?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/5818546867853195587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/valore-paese-ecco-le-12-aree-ex-difesa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5818546867853195587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5818546867853195587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/valore-paese-ecco-le-12-aree-ex-difesa.html' title='Valore Paese: ecco le 12 aree ex Difesa da valorizzare a BOLOGNA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRlraZ-s9I/AAAAAAAAAI4/76aGzYldy-U/s72-c/untitled1.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-3294431288128885517</id><published>2009-05-08T09:34:00.000-07:00</published><updated>2009-05-17T09:40:11.953-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aree demaniali'/><title type='text'>LE AREE DEMANIALI ACQUISITE DAL COMUNE DI BOLOGNA: RIFLESSIONI E PROPOSTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRfoo3ASMI/AAAAAAAAAIY/IlHpXpcrua8/s1600-h/IO+ABITO.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333493010481039554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 107px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRfoo3ASMI/AAAAAAAAAIY/IlHpXpcrua8/s320/IO+ABITO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;(Questo articolo uscirà nel numero di Maggio di “IO ABITO”, la rivista dell’ASPPI della Provincia di Bologna)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Comune di Bologna e l’Agenzia del Demanio hanno firmato recentemente una convenzione per la riqualificazione di 19 aree militari dismesse (come le ex Caserme Chiarini, Mazzoni, Sani, Masini, e parte delle d’Azeglio, S. Mamolo, Minghetti e Mameli, le aree di Prati di Caprara, l’area Staveco etc.), che riguardano complessivamente il recupero di 83 ettari e l’edificazione di circa 318.000 mq di superficie lorda edificabile.&lt;br /&gt;L’intesa definisce le modalità per il completamento del PUV – Programma Unitario di Valorizzazione – è rappresenta una straordinaria opportunità di trasformazione urbana di aree ed immobili della nostra città che andranno ad incrementare le dotazioni territoriali a servizio della cittadinanza: aree verdi, parchi, spazi culturali, scolastici, sociali e sportivi, oltre a servizi commerciali e residenze pubbliche e private, viabilità e reti infrastrutturali.&lt;br /&gt;La città cambierà volto nei prossimi anni, la cittadella pubblica per le attività scolastiche e sportive che verrà realizzata nell’area ex Staveco diverrà la nuova porta di accesso alla collina , la realizzazione del grande parco urbano dei Prati di Caprara (27 ettari), la nuova connessione ecologica tra Reno e centro città, nuove abitazioni sociali, importanti interventi di restauro e recupero di immobili di interesse storico e architettonico.&lt;br /&gt;E’ auspicabile che gli interventi edilizi di riqualificazione, che comporteranno una significativa ricaduta in termine di nuovi posti di lavoro, siano ispirati ai nuovi criteri di bioedilizia ad alta efficienza energetica che riducano l’inquinamento ed i consumi senza intaccare le comodità della vita moderna anzi migliorandone la qualità, che gli edifici sia privati che pubblici siano immersi nel verde e sfruttino l’illuminazione naturale, oltre che l’energia ricavata dal calore della terra (geotermia)per riscaldare e raffreddare, installando pannelli solari fotovoltaici e termici per produrre energia da trasferire con nuove reti di trasmissione.&lt;br /&gt;La sfida da vincere, la vecchia civiltà dei consumi che cambia volto e pelle perseguendo due obiettivi: minor consumo d’energia e produzione di energia rinnovabile.&lt;br /&gt;Cura dell’ambiente e nuovi materiali per andare oltre la crisi, considerando il fattore ambientale quale variabile dipendente della crisi economica che stiamo attraversando, quindi un opportunità e non un ostacolo alla ripresa .(Patrizia Beccari)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-3294431288128885517?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/3294431288128885517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/le-aree-demaniali-acquisite-dal-comune.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/3294431288128885517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/3294431288128885517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/le-aree-demaniali-acquisite-dal-comune.html' title='LE AREE DEMANIALI ACQUISITE DAL COMUNE DI BOLOGNA: RIFLESSIONI E PROPOSTE'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SgRfoo3ASMI/AAAAAAAAAIY/IlHpXpcrua8/s72-c/IO+ABITO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-5669973412159720570</id><published>2009-05-06T09:30:00.000-07:00</published><updated>2009-05-17T09:39:05.990-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni sulla comunicazione in Italia'/><title type='text'>PAROLE DI POLITICA da HOPE - n.15 - dicembre 2008</title><content type='html'>&lt;strong&gt;PUBBLICO QUESTO ARTICOLO SCRITTO DA ROMANO PRODI PERCHE' RITENGO AFFRONTI UNO DEI PRINCIPALI PROBLEMI DI QUESTI ANNI: LA COMUNICAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è stato chiesto di riflettere sul rapporto tra la parola e la politica, e cioè di dire la mia su un tema immenso e quasi smisurato. Confesso che non ce la faccio proprio ad affrontarlo tutto intero, con tutte le sue infinite implicazioni. Mi limiterò quindi a ragionare su un solo aspetto del rapporto fra la parola e la politica e cioè sulla parola come strumento di conquista del consenso politico. Per essere ancora più preciso sulla parola nella campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sotto molti aspetti si può affermare che, almeno negli ultimi duemila anni, nulla è cambiato nell’uso della parola per convincere gli elettori. Ma poi, guardando bene dentro alle cose, possiamo invece affermare che tutto è cambiato.&lt;br /&gt;Cerchiamo di divertirci un poco partendo da due documenti di duemila anni fa per poi passare direttamente a oggi.&lt;br /&gt;Il primo documento è un vero e proprio manuale scritto da Quinto Tullio Cicerone per aiutare il più illustre fratello Marco Tullio durante la campagna elettorale per il consolato nel 63 avanti Cristo. Un documento raffinato ma anche estremamente semplice su cosa bisogna fare ma, soprattutto, su cosa bisogna dire per conquistare la fiducia degli elettori (Quinto Tullio Cicerone, Manualetto di campagna elettorale, Ed. Salerno, Roma, 2006).Di insegnamenti che oggi potremmo chiamare “politicamente corretti” ne leggiamo ben pochi. La parola è ritenuta un semplice strumento per convincere gli elettori e, perciò, ogni parola, ogni promessa è lecita, purché raggiunga il suo scopo.La conquista del voto dipende dalla promessa di benefici, dalla speranza e, anche, dalla simpatia che si riesce a suscitare in coloro che debbono depositare il loro voto nelle urne. La parola deve perciò essere esclusivamente dedicata a raggiungere questi tre obiettivi.Tutto il manuale elettorale è perciò dedicato a come promettere, a come creare speranze e simpatia, con qualsiasi strumento. E per raggiungere questo obiettivo tutto è lecito, a partire dalla simulazione, per cui il candidato non dovrà limitarsi a pronunciare solo le parole gradite ai suoi interlocutori, ma dovrà anche accompagnare alle parole le espressioni del volto e gli atteggiamenti che più saranno in grado di costruire consenso attorno alla propria persona.Il raffinato manuale non si limita tuttavia a questo e, come succede nelle migliori famiglie, si dedica accuratamente ad elencare gli strumenti di denigrazione da usare nei confronti degli avversari politici.Antonio e Catilina debbono essere perciò attaccati nel modo più violento possibile, calcando la mano sui loro debiti, le amicizie dubbie, lo sperpero del denaro, il lusso, la lussuria e tutti i vizi di cui si può macchiare un essere umano. Si adombrano anche ipotesi (non ben confermate) di delitti e di nefandezze che, certamente, possono colpire l’immagine degli elettori.Un manuale completo, metodico e raffinato per un politico raffinato che, chiamandosi Cicerone sa, più di ogni altro, fare buon uso della parola.Il secondo documento a cui voglio riferirmi, ci porta di fronte ad una realtà radicalmente più popolare, riguardo alla quale vengono usate parole semplici, dirette al popolo minuto, per una gara elettorale di livello locale. Mi riferisco alle divertentissime e semplici scritture murali di propaganda elettorale che ancora oggi si possono leggere sui muri di Pompei. Parole che il Vesuvio ha portato direttamente a noi.“I fruttivendoli chiedono di votare per Marco  Cerinio”. E tante altri scritti in favore del candidato degli osti, dei professori, dei mulattieri o degli abitanti dei diversi quartieri. Nessuna raffinata motivazione: al massimo il candidato viene definito virtuoso, meritevole e capace di interpretare gli interessi della collettività.Parole semplici, che vengono ripetute migliaia di volte sui muri di tutta Pompei: basta pensare che più di mille di questi “murales” ante-litteram sono arrivati fino a noi.&lt;br /&gt;In fondo analizzando questi due diversi esempi di espressione politica, si potrebbe concludere che, riguardo all’uso della parola, non vi è nulla di nuovo rispetto alle campagne elettorali di oggi: allora come oggi si usavano parole semplici per le persone semplici e parole raffinate per convincere gli elettori di livello più elevato.Le similitudini sono evidentemente molte perché anche oggi la parola nelle campagne elettorali è usata per creare promesse, speranze, simpatie e, soprattutto, per denigrare gli avversari. E, oggi come allora, non vengono dedicate molte energie perché queste parole siano fra di loro coerenti e, complessivamente veritiere.&lt;br /&gt;Le similitudini, però, si fermano qui perché la parola, nelle campagne elettorali moderne, viene accompagnata da strumenti che la rendono infinitamente più potente ed efficace rispetto a quanto avveniva in passato.Il primo strumento è la moltiplicazione in modo diretto ed indiretto della sua intensità attraverso i moderni canali di comunicazione.Ed in questi canali il modo indiretto prevale ormai sulla parola stessa.Un moderno manuale di campagna elettorale non solo non potrebbe mai contenere le scritte ingenue e dirette dei muri di Pompei ma non potrebbe nemmeno accontentarsi dei complessi insegnamenti del fratello minore di Cicerone.L’attacco diretto all’avversario si rivolgerebbe facilmente contro a chi lo pronuncia. Occorre qualcosa di più complesso: uno screditamento generale dell’avversario e di tutto quello che gli sta attorno. Una demolizione progressiva della sua personalità, un feroce uso del ridicolo: il tutto possibilmente in modo obliquo, nel quale il linguaggio del candidato è sempre accompagnato dagli echi presunti o reali degli effetti delle sue parole sugli elettori.Non basta la parola ma occorre dimostrare che essa ha prodotto effetti devastanti sugli avversari.Alla parola si accompagnano perciò le indagini demoscopiche e gli “opinion polls”. Essi non servono solo a mettere in luce la forza del “nostro candidato”, ma ci abituano a modificare e ad adattare le parole che verranno pronunciate successivamente agli effetti delle parole precedenti, che appunto emergono dalle indagini e dagli “opinion polls”.La parola diventa quindi non solo strumentale ma sempre più provvisoria, in attesa di essere modificata a seconda delle reazioni che la parola precedente ha provocato. Viviamo cioè nel continuo inseguimento fra la parola ed il suo eco. E l’eco diventa più importante della parola stessa.Questo gioco fra la parola e il suo eco diventa così rapido che il cittadino, cioè l’elettore finisce con l’essere così stordito, da non capire più il significato delle parole stesse.Lo stordimento è tale che si perde una condizione indispensabile perché la parola sia efficace, e cioè la memoria. E senza la memoria diventa impossibile giudicare l’aspetto più importante della parola, e cioè la sua coerenza.Il martellamento diretto ed indiretto dei media raggiunge infatti dimensioni e ritmi tali per cui diventa sempre più difficile costruire i legami e i collegamenti che permettono alla parola di conservare il suo contenuto espressivo.Se è quindi vero che l’uso della parola nella campagna elettorale non sembra offrire novità radicali rispetto a duemila anni fa, esso è oggi totalmente diverso per effetto della presenza sempre più pervasiva del sistema dei media.L’eccesso di parole e il modo con cui questo eccesso viene gestito rende incomprensibile la realtà sottostante e rende sempre più difficile distinguere questa realtà dalla mistificazione.Il processo è andato così avanti per cui molti si chiedono se questo non mette addirittura a rischio la vita della democrazia stessa.Io credo che questo processo di deterioramento stia procedendo in modo quasi inarrestabile e che sia perciò necessario ed urgente adottare importanti misure correttive.La democrazia, per funzionare, richiede infatti una presenza equilibrata della parola e dell’ascolto.Questo obiettivo non è però raggiungibile senza un uso misurato ed equilibrato dei media che trasportano ed amplificano la parola fino a falsarne completamente l’ascolto.Senza equilibrio e senza misura la parola non può arrivare né al cuore né al cervello. E se non vi arriva non dobbiamo stupirci se la democrazia si inaridisce e i cittadini diventano sempre più scettici e rabbiosi.&lt;br /&gt;Romano Prodi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-5669973412159720570?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/5669973412159720570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/parole-di-politica-da-hope-n15-dicembre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5669973412159720570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/5669973412159720570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/parole-di-politica-da-hope-n15-dicembre.html' title='PAROLE DI POLITICA da HOPE - n.15 - dicembre 2008'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-7610012936712885440</id><published>2009-05-03T12:20:00.001-07:00</published><updated>2009-05-03T12:20:30.930-07:00</updated><title type='text'>Bologna The Magic City</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/coIk0vLxrlk' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/coIk0vLxrlk'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-7610012936712885440?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/7610012936712885440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/bologna-magic-city.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/7610012936712885440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/7610012936712885440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/bologna-magic-city.html' title='Bologna The Magic City'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-4817947323368945444</id><published>2009-05-03T11:59:00.001-07:00</published><updated>2009-05-03T11:59:49.075-07:00</updated><title type='text'>Guccini: "Su per la collina"</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/ULRyQKR6gDs' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/ULRyQKR6gDs'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da una poesia scritta in Bolognese, tradotta da Guccini.  Parla dei partigiani&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-4817947323368945444?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/4817947323368945444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/guccini-per-la-collina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/4817947323368945444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/4817947323368945444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/guccini-per-la-collina.html' title='Guccini: &amp;quot;Su per la collina&amp;quot;'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-2742199790892420478</id><published>2009-05-03T11:46:00.001-07:00</published><updated>2009-05-03T11:46:27.910-07:00</updated><title type='text'>Lucio Dalla E Gianni Morandi (+ F.Guccini) - Æmilia (1988)</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/F2K141Yhwrk' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/F2K141Yhwrk'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;TRE GRANDI CANTANTI DELLA NOSTRA CITTA'&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-2742199790892420478?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/2742199790892420478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/lucio-dalla-e-gianni-morandi-fguccini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2742199790892420478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/2742199790892420478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/lucio-dalla-e-gianni-morandi-fguccini.html' title='Lucio Dalla E Gianni Morandi (+ F.Guccini) - Æmilia (1988)'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-8721671014913937451</id><published>2009-05-02T12:24:00.000-07:00</published><updated>2009-05-26T08:38:13.826-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La cultura a Bologna'/><title type='text'>RIFLESSIONI SULLA CULTURA A BOLOGNA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfylhHVTNrI/AAAAAAAAAEI/l0H6IYmnPyw/s1600-h/Bologna3.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331318047222478514" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfylhHVTNrI/AAAAAAAAAEI/l0H6IYmnPyw/s320/Bologna3.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfylO4VGDII/AAAAAAAAAEA/6xjOwOjd4hQ/s1600-h/Bologna1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331317733957438594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfylO4VGDII/AAAAAAAAAEA/6xjOwOjd4hQ/s320/Bologna1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Costruire qualcosa, per costruire qualcosa, per costruire qualcosa… Fare cultura è una lunga strada senza fine. E’ la politica. Bisogna averlo ben presente in una città che ha il proprio futuro nella capacità di distinguersi da un appiattimento generale e nel saper gestire l’unione fra una nobile tradizione e un avvenire spinoso da rendere intrigante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;LA CULTURA DEI CENTO FIORI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cultura sono tanti piccoli fiori. Pirro Cuniberti ha dipinto un bellissimo quadro per la strage della stazione: 85 fiori che si staccano da terra verso il cielo. Sono le vittime della strage, 85 esistenze. Bene, noi i fiori dobbiamo richiamarli verso la terra. Far discendere la poesia. Fare arte dell’esistenza dei bolognesi. L’esistenza come arte. Dobbiamo far bella la quotidianità, oltre che mettere in piedi eventi e cartelloni di manifestazioni.&lt;br /&gt;Questo è il futuro vero di Bologna. Poesia senza fare tanta poesia, concreti. E bisogna trovare come riempire questo proposito con fatti reali.&lt;br /&gt;Per far funzionare la cultura di questi tempi bisogna farla tutti i giorni. Con i cittadini e con gli esperti. Senza la presunzione di nessuno.&lt;br /&gt;La sconfitta se andiamo avanti così è solo rimandata, mentre un certo modo di vivere a Bologna e di vivere Bologna si frantuma sempre più. Il rischio è di ritrovarsi ad inseguire la destra su terreni dove lei è più esperta, dove gioca in casa. Dai divertimenti ai comportamenti ai modi di stare insieme.&lt;br /&gt;Non è vero che la sicurezza non sia né di destra né di sinistra, come non è vero che la cultura non sia né di destra né di sinistra. Però in una città la cultura non è figlia (solo figlia) dei Grandi Eventi che è in grado di mettere in piedi (importanti, attenti, ma non isolabili da un contesto: se no tutto è senza colori, non hanno il segno di chi lo fa: guardate Roma). E’ frutto dei comportamenti, scelte, creazioni, rifiuti che si riescono a costruire e far costruire in mezzo alla gente comune. La cultura è più che scegliere Mussolini o Gramsci. E’ un atteggiamento collettivo (e i referenti diversi si sentono).&lt;br /&gt;Su questo dobbiamo lavorare, per costruire un &lt;atteggiamento&gt;. Si chiama antropologia culturale, noi diciamo modo di vivere la città e i rapporti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;FRA DEGRADO E RIVOLUZIONE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il degrado nasce dal distacco fra una città e i suoi abitanti. Quelli nati qui, quelli che vi arrivano per studiare e lavorare o solo per sfangare la vita. Gli immigrati necessari, cercati, temuti, non sopportati, utili, pericolosi, integrati, orgogliosi, dannosi. Folla composita. E da analizzare anche lei nella sua composizione, non come un tutto unico: razziale, razzista.&lt;br /&gt;Quindi d’accordo gli eventi, I Grandi Eventi, i cartelloni, le estati e le inverni, le stagioni e le mezze stagioni. Ma soprattutto serve il giorno per giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esempi, buttati lì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VITA IN PERIFERIA&lt;br /&gt;Avete presente la gentilezza, la disponibilità, l’arguzia che si porta dietro un sacco di gente che vive nei quartieri tradizionali di Bologna? I pensionati, certo, i mitici anziani di Bologna che parlano in dialetto e ragionano alla grande. Ma anche gli sforzi di tanti immigrati di mostrarsi conoscitori della loro nuova città.&lt;br /&gt;Tutto questo è cultura. E allora perchè fermare l’attività di tanta gente ai controlli davanti alle scuole? Perché non fare funzionare quei cervelli? Sapendo che sono diversi dai nostri.&lt;br /&gt;Si possono creare (autocreare, promuovere, proporre…) squadre di persone che uno volta alla settimana, al mese, quando credono passano in rassegna il quartiere, segnano tutto quello che secondo loro non va: bidoni della spazzatura, scritte, sporcizia e via di seguito. E segnano anche cosa si può fare. Far funzionare il cervello oltre che le gambe. Bar disposti ad organizzare tornei, mini feste di strada, parrocchie da collegare, negozi da salvare, tanto si può escogitare, fare. Far funzionare la fantasia. Per obbligo, in partenza. Poi si spera per piacere.&lt;br /&gt;Questa è appartenenza, spirito civico, anima di Bologna messa in movimento dai bolognesi doc e da quelli futuri.&lt;br /&gt;Una volta al mese o con altra periodicità riunirsi per decidere il da fare. Al Comune può costare qualche barattolo di vernice, qualche bidone, qualche poster. Il lavoro dovrà essere ripetuto, ma in questa ripetitività, voglia di miglioramento sta la chiave dei rapporti di unità, condivisione, affetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;VIGILANZA NON VIGILANTES&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa attività un tempo si chiamava vigilanza democratica, poi si è parlato di vigilantes. Noi diciamo che è partecipazione alla vita del quartiere.&lt;br /&gt;C’è già, ma deve essere pensata come se si fosse in un paese, poco demandata, Se non nelle decisioni finali, che chiamano in gioco la struttura istituzionale. Il rapporto con i vicini va aiutato in base ai progetti comuni, ma anche in un rapporto concorrenziale.&lt;br /&gt;La ronde (francese voluto, significa amore non poliziotti) nel quartiere deve essere un gioco. Non è controllo, è cultura del vedere e del pensare.&lt;br /&gt;In un meccanismo collettivo. Nonni con i nipoti. Fidanzati, amici, clan, gruppi&lt;br /&gt;Servono tutti quelli che devono e hanno voglia di leggere la città.&lt;br /&gt;L’attività, proprio perchè &lt;gioco&gt;, deve essere non stancante, non opprimente, ritmo lento. I risultati sono anche nella mescolanza di età, visioni, approcci, letture, soluzioni&lt;br /&gt;I risultati almeno all’inizio sono quasi solo di coinvolgimento&lt;br /&gt;Un quartiere si arricchisce così.&lt;br /&gt;Scusate ma è il vecchio meccanismo delle Feste dell’Unità: partecipazione, politica, divertimento, mugugni che diventano decisioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;FINE DELLO SVILUPPO OLTRE GLI ATTUALI SPAZI?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La densità degli insediamenti è la chiave di volta per la realizzazione di nuovi equilibri abitativi dentro i contesti metropolitani. Differenti modelli tipologici si offrono, da quelli che vogliono uno sviluppo verticale a quelli che indicano morfologie orizzontali. Ma in entrambi i casi per Mario Botta sembra ormai consolidata l’indicazione che le città non dovrebbero espandersi oltre gli attuali limiti urbanizzati. Lo sviluppo all’interno di aree divenute obsolete (ex-industriali, ex-militari, ecc.) è un altro gran tema, come quello dei possibili vantaggi derivanti dalle infrastrutture e dai servizi già esistenti ed il conseguente contenimento dei costi sociali.&lt;br /&gt;La città mi pare destinata, anche nelle sue nuove dimensioni, a crescere su se stessa, a consolidare il processo di continua stratificazione storica che è stato una sua costante peculiarità.&lt;br /&gt;Per questo la periferia va considerata come una città nella città con i suoi valori e il legame che lo lega al resto.&lt;br /&gt;Ormai non è più serie B, ammesso lo sia mai stato.&lt;br /&gt;E’ CITTA’ a tutti gli effetti&lt;br /&gt;E come tale va trattata dalla CULTURA Organizzata e dalla Cultura pensata&lt;br /&gt;Se fosse possibile andrebbero aiutati salotti radical-chic in periferia e feste popolari in centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;CENTRO CITTADINO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La zona universitaria e il centro in genere sono un disastro, ora. Se repressione ci deve essere, sia affidata al controllo notturno di pattuglie di vigili urbani che controllino devastazioni, scritte, porcherie varie. Non fernandosi al centro ma estendendosi a tutta Bologna. In contatto con Ps e Cc.&lt;br /&gt;Non ci saremo abituati, fa molto inglese, ma il poliziotto di quartiere è uno dei meccanismi più forti per far sentire le persone parte di una città, per coinvolgerle anche nel pensarla quella città senza affidarsi alle gonne dei politici o dei poliziotti.&lt;br /&gt;Per cambiare la situazione si può procedere con squadre di negozianti, ma è rischioso. Molto rischioso. Per i negozianti e i rapporti in città.&lt;br /&gt;Bisogna coinvolgere i giovani, gli studenti. Per segnalare, non reprimere, per pensare, proporre. Magari partendo dalla voglia di scarabocchiare un muro. Cercare di portare i writer, i graffitari, gli stessi vandali con la bomboletta a ragionare su cosa farebbero se potessero pensare un pezzo di strada, Cosa programmerebbero, invece di rubare una scritta, di scappare dopo il bel gesto. Tramutare i nuovi barbari in nuovi cittadini di Roma. Senza rinnegare la loro cultura. Mica va seguito il loro consiglio (ammesso che non spacchino tutto), ma almeno va tenuto da conto, mediato, discusso.&lt;br /&gt;Già si fa qualcosa (ad esempio, l’attività della Fondazione Don Paolo Serra Zanetti)&lt;br /&gt;Bisogna allargare la rete. Trovare ragazzi, cercarli, coinvolgerli. Già la ricerca è azione. Si cerca ciò che si desidera trovare. Non criminalizzare, almeno all’inizio.&lt;br /&gt;Il termine Pianificazione a proposito dell’intervento risparmiamocelo.&lt;br /&gt;L’azione poi spetta a chi di dovere, sia pubblico che privato.&lt;br /&gt;Chiarissime alcune cose:&lt;br /&gt;- Bologna non può andare avanti tutta scarabocchiata&lt;br /&gt;- lo scarabocchio può essere un fatto particolare, in nessuna altra città ce ne è tanto&lt;br /&gt;- cow boy e indiani devono trovare non un accordo, ma confini e pascoli&lt;br /&gt;- la bellezza non va però tutelata a senso unico. Bologna città bottegaia fattasi boutiquiera (economista Carlo Dadda) non può permettersi le vetrine brutte che segnano il suo centro: alluminio, brutte insegne, brutti banconi, negozi storici massacrati&lt;br /&gt;- Il problema è della Sovrintendenza, ma le associazioni dei commercianti non possono non vedere, ragionare sul &lt;bel&gt;, sul rapporto fra negozi, mercanzia, serrande, insegne per fare di Bologna una città con un richiamo ad hoc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;IL CENTRO STORICO E’ SENSO DI PIETRE ED UMANI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella città storica, pur nata per far fronte ad esigenze lontane dalla nostra sensibilità, l’impianto urbano con la sua rete distributiva e funzionale risponde concretamente ai bisogni ATTUALI spesso attraverso una qualità di spazi che i cittadini sentono superiore rispetto a quella offerta dai nuovi insediamenti (Mario Botta).&lt;br /&gt;Il tessuto urbano invecchiando migliora. Non sono gli aspetti tecnicofunzionali - lo ammettono architetti ed urbanisti - ad offrire una migliore qualità della vita, ma la ricchezza della stratificazione. In definitiva le memorie che riaffiorano dal tracciato della città.&lt;br /&gt;I centri storici, disegnati e consolidati attraverso il lavoro continuo delle generazioni estinte, sono valori, qualità, non solo storia.&lt;br /&gt;La città offre l’insegnamento semplice e disarmante che non è possibile vivere senza passato. Il territorio della memoria rappresenta una condizione altrettanto indispensabile della misura del vivere presente. Pur all'interno di dure contraddizioni - inquinamento, traffico, approvvigionamento energetico, aree pregiate consegnate ai commerci con la conseguente espulsione di interi settori abitativi - il contesto urbano offre valori che appagano per mezzo di realizzazioni di uomini scomparsi, frutto di fatiche di comunità disperse, lontane nel tempo dalle ansie e dalle preoccupazioni del nostro vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riemerge forte allora il bisogno di storia dato dal contesto costruito, continuamente modificato e ridisegnato. La città storica come richiamo per il vivere collettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Città viva e non di pietre morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;LINGUAGGI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il linguaggio non deve essere quello dell’ente pubblico. Nemmeno quello della politica. Deve essere quello delle tribù che operano sui vari territori. Cultura è la visione che raccontano, come le soluzioni che propongono.&lt;br /&gt;Sarebbe bello organizzare eventi in cui culture diversissime raccontano&lt;br /&gt;come vedono Bologna. Umberto Eco lo fece venti anni fa portando un bardo etiope che raccontò Bologna come la vedeva lui, in una straordinaria narrazione orale&lt;br /&gt;Modo per avvicinare le genti&lt;br /&gt;OCCHI CHE SI INCONTRANO, VISIONI CHE SI AFFASCINANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mostre, gli eventi, le grandi manifestazioni possono nascere anche dalla capacità del Comune (o chi per lui) di tramutare in arte quel che bolle nella sua pancia, nel suo cervello, nel suo cuore.&lt;br /&gt;Certo, anche nella sua storia.&lt;br /&gt;Ma cultura non è fatta solo di artisti.&lt;br /&gt;E’ espressività da scoprire, musica da inventare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difficile, ma cosa è facile per mantenere e innovare Bologna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa ottica i giovani, gli studenti, i guastatori possibili vanno coinvolti prima. Non invitati dopo. COINVOLTI NELLA ORGANIZZAZIONE. Sono un terzo dei bolognesi, il clima reciproco al di là delle chiacchiere non è amichevole.&lt;br /&gt;Bisogna trovare il modo di coinvolgerli nell’amministrare, sapendo che vengono e vanno.&lt;br /&gt;La cultura è un buon veicolo, il tram chiamato desiderio.&lt;br /&gt;Per ora il tram è solo imbrattato, vediamo se (John Cage docet) riusciamo a farci costruire qualcosa sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la creatività non deve essere solo finalizzata al rapporto con il sistema produttivo ne ai concertini doc, alla poesia, a piazza S. Stefano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensare in grande: la zona universitaria, interi quartieri sono imbrattati. Perchè non fare una grande rassegna di murales? Sugli stessi muri. Poi vedere se tenerli o cancellarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso vale per tutta la città, per bolognesi e forestieri, ricchi e poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;AGIRE SU UNA CITTA’ E’ AGIRE SUI SUOI CITTADINI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C’è un senso civico (altrocchè l’appartenenza) che va inventato, non ricostruito. Inventato ex novo. Ogni occasione deve essere pensata in questa ottica.&lt;br /&gt;Le strade sono questo.&lt;br /&gt;I portici sono questo: il restauro non riguarda il pezzetto privato, ma deve coinvolgere tutto il percorso.&lt;br /&gt;La concorrenza qui è particolare. Bologna non ha davvero grandi opere da esporre, ma un tessuto urbano. Questo è il vero monumento di Bologna, su questo bisogna agire.&lt;br /&gt;COMPLESSIVAMENTE&lt;br /&gt;L’immagine della città è il riferimento essenziale (e naturale) per la ricerca di una possibile identità. Identità non solo collettiva, anche individuale. Tanto più in un contesto caratterizzato dal rapido espandersi della globalizzazione. L'identità passa attraverso il senso di appartenenza ad un territorio.&lt;br /&gt;La città ritorna come nel grande passato ad essere baluardo verso il quale i cittadini si rivolgono naturalmente ogniqualvolta avvertono la necessità di recuperare risorse per resistere all’appiattimento ed alla banalizzazione. Per ancorarsi ad una realtà territoriale sentita come amica.&lt;br /&gt;Per questo alla cultura urbana viene riconosciuta una forza espressiva forte, autentica e significativa della storia umana, con una pluralità di testimonianze aperte a molteplici letture.&lt;br /&gt;Nella maggior parte dei contesti urbani sono presenti e percepibili:&lt;br /&gt;- il concetto di CENTRO che raccoglie storia e memoria, dove le stratificazioni urbane si sono accumulate e densificate;&lt;br /&gt;- la condizione altrettanto precisa di LIMITE, di territorio che è altro rispetto alla polis.&lt;br /&gt;Il fascino è dato dalla sensazione che dentro la complessità della trama urbana e della sua stratificazione edilizia è possibile leggere come in uno specchio dilatato la condizione stessa della vita. Con speranze e contraddizioni che si trasformano in immagini e figure reali.&lt;br /&gt;La nostra stessa personalità si arricchisce attraverso le testimonianze e le esperienze di altri uomini. Nel contesto COSTRUITO (differenza con la campagna) non siamo mai abbandonati, non siamo soli, lo spazio che ci circonda è un territorio di memoria con una sua storia che ci appartiene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso il territorio fisico interpretiamo un tessuto mentale capace di filtrare i dubbi e le speranze del nostro operare. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;A BOLOGNA NON SI E' COSTRUITO QUASI NIENTE DI NUOVO E di BELLO. PERCHE'?&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scarsità dei fondi, la crisi anche psicologica, è una cappa oggettiva-soggettiva su pensare il nuovo. Ma anche dal punto di vista culturale, l’unica uscita è pensare al nuovo. Non regaliamo lo scettro al Berlusconi d’Abruzzo.&lt;br /&gt;Si aprono prospettive di confronto fra le nuove architetture e l’intorno già consolidato dalla storia. Con un tessuto urbano forte, consapevole del proprio passato e del valore della propria immagine, anche la tipologia edilizia delle singole architetture non potrà fare altro che concorrere a rafforzare il disegno d’insieme. Passato e futuro costruiscono INSIEME&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRAN COMPITO PER AMMINISTRAZIONE CIVICA, Università, musei, Fondazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia e le trasformazioni dei contesti urbani sono realtà VICINE. Hanno condizionato i nostri stili di vita e hanno di fatto modellato i nostri comportamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;STORIA E MITO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città è storia e mito: tanto più una città come Bologna in cui le due strade si intrecciano continuamente, con una storia che se non si avvolgesse nel mito non sarebbe neppure troppo ricca rispetto ad altre (molte) città d'Italia e d'Europa.&lt;br /&gt;Che cosa si è fatto per le celebrazioni - lunghissime - del Nono centenario dell'università? L'unica manifestazione mondiale che Bologna ha visto negli ultimi decenni. Impugnare la storia, valorizzarla e tramutarla in MITO. E viceversa avvolgere il mito - la più antica università. - nella storia. E' la ricchezza di Bologna. Direbbe Giovanni Tamburini, per altro uno dei pochi bolognesi finiti su Time Magazine: «E' più buona la mortadella o la crescenta?». Dentro e fuori, crudo e cotto. Pardon. Ma Levi Strauss qui è Camporesi, Rabelais è G.C. Croce. RICORDARLO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Bologna è anche - e forse in buona parte - storia del suo mito. E di cosa si forma il mito? Parole e sensi. Simboli, fin feticci. E’ la storia di una città che non è Firenze, Roma, Venezia, nemmeno Verona o Mantova.&lt;br /&gt;Bologna è non solo la propria storia, quanto soprattutto l'importanza della propria storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa abbiamo?&lt;br /&gt;- Contenitori recuperati, a cui dare un senso. Contenitori intriganti che possono dare un senso a ciò che contengono e persino a ciò che li circonda.&lt;br /&gt;- La volontà di raccontare la città.&lt;br /&gt;- L'ambizione di creare una struttura in progress, che non si fermi ma sia capace nel corso del tempo di mutare, di adeguarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna è famosa per le tre T. E' un approccio che va tenuto in considerazione. Come il cibo: la Madonna Grassa. La storia non può dimenticarlo, chi racconta una città nemmeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna può diventare la CAPITALE SIMBOLICA di una storia cittadina che diventa storia nazionale. Percorsi fondanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Citiamo Les Annales? Marc Bloch &amp;amp; C? Bene, allora il particolare diventa generale. Siamo pieni di storici e di studiosi dei segni, della realtà e dei feticci. Da Eco ai giorni nostri, da Anceschi ai suoi allievi, dagli Arcangeli in qua, e Raimondi e Ginsburg.&lt;br /&gt;Lasciamo perdere i padri, ma avranno seminato intelligenze? Usiamole&lt;br /&gt;Abbiamo una straordinaria tradizione di interpreti e valorizzatori delle opere altrui. E alcuni sono diventati autori in proprio.&lt;br /&gt;Coinvolgiamoli, così si sentono partecipi del progetto in una città che se non sei nel salotto crede di non esistere. In questo modo l’amministrazione comunale diverrebbe - potrebbe puntare a cercare di diventare - anche un ammortizzare culturale, sociale, politico. Che è il suo compito. Almeno come ambizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;VIVERE IL 2.000 PER CONOSCERE IL '900&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Altra via che si &lt;img class="gl_size" alt="Dimensione carattere" src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" border="0" /&gt;potrebbe tentare, non antagonista al precedente, è inquadrare i bisogni, le ambizioni, le rose e le spine di una città (e di una nazione). E da lì ricostruire i percorsi storici. Non una storia a ritroso, ma una storia sociale. Per trovare le radici, le origini, le cause. «Vivere il 2.000 per conoscere il '900». Attenti: è anche una scelta vendibile sul mercato della comunicazione, oltre che della lettura culturale. FA NOTIZIA. Quindi richiama.&lt;br /&gt;I temi possono essere gli stessi già accennati. O puntare sui valori. Formazione della città, dello Stato. Commerci. Integrazione. Giovani e vecchi. Cittadinanza. Cittadini e forestieri. Ospitalità. Guerra. Pace, Fede. Epoche. Valori. E' una storia in divenire, non ancora una volta un monumento. E anche le opere con cui raccontarla possono cambiare, facendo del museo una struttura non statica, ma discussa, parlata, ragionata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che a Bologna non c'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attorno a queste scelte si potrebbe creare un meccanismo vivo. Fatto banalmente di incontri, conferenze, spettacoli. Ma anche di coinvolgimenti delle realtà locali. Università in testa, ma non solo. Artisti, musicisti. Modo per istituzionalizzare la contestazione, anche lei. Per tramutarla in una riflessione collettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche così si può tentare di recuperare, contattare i senza memoria. Parti non da una memoria che non hanno, ma da LORO. Dai loro linguaggi, bisogni, incubi ecc. E da lì, insieme a loro, ricostruisci la storia.&lt;br /&gt;Idem sulla possibilità di coinvolgere, attrarre le energia attive. E i gruppi che le possiedono, le rappresentano, le gestiscono. Si possono coinvolgere le istituzioni economiche, culturali. Anche dal punto di vista, se si ritiene e si trovano le forme, finanziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Bologna è anche una città inventata. Da Rubbiani, nostrano Violet Le Duc, a Cervellati. Il passato che diventa presente, senza paura di contaminare ma avendo ben presente che la via da percorrere è quella dell'ANIMA DELLA CITTA'. Questi sono i fili del percorso da seguire, disseminare, costruire.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;CITTA' DI LUOGHI PARLANTI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un contenitore, una parola-chiave. Per ogni contenitore si sceglie una parola attorno a cui costruire il senso dell'intervento. Una specie di vocabolario cittadino (anche questo può essere valido dal punto di vista anche comunicativo).&lt;br /&gt;Bisogna collegare i contenitori non solo in un progetto, ma con parole ed opere. Ed ecco la proposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un percorso fondato sulle PAROLE che costruiscono una città. La convivenza e la storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio per partire.&lt;br /&gt;via Fondazza. Ovvio il riferimento a Giorgio Morandi. Ma piuttosto si potrebbe innalzare in quel luogo il discorso sulle ombre. Ombre di Morandi, ombre dei portici, convivenza, socialità dei portici, passeggio, pioggia combattuta. Se uno vuole pure OMBRE di Bologna: i suoi misteri, le sue lotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ex convento: si può ragionare sugli ORDINI RELIGIOSI, le loro ricchiezze, le loro opere d'arte, la carità. Sulla Chiesa e la città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni contenitore va inquadrato nel contesto in cui si trova. Per raccontare pezzi, anime, incroci della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via Galliera, i canali, i traffici. In questo modo attorno ad ogni realtà puoi anche tentare di creare una &lt;vita&gt;, coinvolgere le strutture culturali e commerciali. Creare angoli che diventano appuntamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contenitore diventa il volano di un ragionamento sulla città. Con le parole a fare da pietre miliari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali parole? Di nuovo possiamo proporle noi. Carità, solidarietà, lotta, denaro.&lt;br /&gt;Ci si può rivolgere anche alla letteratura, alla poesia. Un verso per un senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'importante è creare un UNICO. Termine di nuovo orrido, da marketing. Ma un evento continuo è la storia che si snocciola, Presente, passato, futuro. Nessun culto del progresso, né del passato. Nemmeno paure. Contatti che trasformano. Recuperare dalla storia azioni, emozioni per imporle come rilevanti, esemplari per il presente. Si recupera il passato, conquistando il presente. E viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è questa la storia, la storia di una città?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo Michelangelo dappertutto, le opere devono diventare eventi. Quelle che ci sono, quelle che si vanno ad acquisire.&lt;br /&gt;Si può anche partire dalle opere per costruire le parole. Il discorso vale persino per le fotografie. Le raccolte fotografiche devono mostrare il senso della città, possono servire da archivio storico, ma per farne arte sarebbe il caso di scorporare alcune opere, farne magari riproduzioni grandi da unire a dipinti, sculture, architetture. Commistioni, per una città che delle commistioni è la capitale. Brutta parola COMMISTIONI, ma potrebbe essere una delle parole-simbolo.&lt;br /&gt;E su ogni parola poggerei un'opera. Un'opera a rappresentare una parola-senso. Opere antiche e moderne, da cui partire per un percorso fatto di commistioni.&lt;br /&gt;Questo ragionamento coinvolge non solo gli artisti attuali, ma gli stessi artisti bolognesi. Per la prima volta Bologna potrebbe essere raccontata anche dai suoi artisti. Singole opere, &lt;strong&gt;poche&lt;/strong&gt;, ma che possono diventare importanti. Con reciproco vantaggio.&lt;br /&gt;Per quel che riguarda la scelta delle opere-perno che rappresentano le parole-chiave l'attinenza può essere reale o simbolica. Affidiamoci alla filologia o alla semiotica. Ogni opera parla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è quindi creare un'armonia complessiva e collettiva. Un discorso unico in cui Bologna diventa immagine e mito. Dell'Italia, dell'arte, del dinamismo di una e dell'altra. Compito faticosissimo, ma sfida anche politica decisiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;UN VOCABOLARIO CITTADINO, UN VOCABOLARIO DI VITA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ecco allora l'idea-cardine di trovare parole-guida per le singole strutture museali che facciano da percorso, vocabolario, discorso politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla, proprio nulla deve essere preso come monumento, piccolo o grande, ricco o povero, racconto del passato, raccolta per quanto bella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto, proprio tutto deve essere un Magazzino di Idee. E tirar fuori dai magazzini le idee: in questo sta la ricchezza delle acquisizioni, qualsiasi siano. Tirar fuori idee e possibilità dai magazzini, costruire un magazzino collettivo di idee, o un magazzino di idee collettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi è importantissimo, vitale, che si ragioni non solo sui contenitori ma su quello che sta loro intorno. Sulla struttura - anche economica -, sulle infrastrutture. Su questa strada si trova un collegamento con gli amministratori locali e magari nazionali. Le sedi dei vari musei devono diventare magazzini in cui la vita entra, esce, si espande intorno. Come vie, traffico, arredo urbano, per quanto possibile negozi. Va cercato un rapporto con le associazioni di categoria, con le strutture culturali delle zone coinvolte.&lt;br /&gt;Unicum in Italia, con spesa relativa e molta fatica intellettuale. Ma anche la fatica intellettuale è un modo per mostrare cosa significa APERTURA non provinciale, dinamicità, capacità di recuperare il locale ed estrarne il senso che va oltre. Fare dell'anima di una città la foto, luci ed ombre, dell'anima di una nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il Bel Borgo, il Beaubourg in cui presenze diventano tendenze. Stando con i piedi per terra, ma sapendo che la fortuna, il futuro di un museo sono nel modificarlo continuamente. Partendo da valori forti iniziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;MUSICA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certo i cantanti. Ne abbiamo tanti, abbiamo tanta storia.&lt;br /&gt;Ma si racconti pure la musica della meccanica. Contaminazioni fra musicisti, antropologi, imprenditori. Tutti vanno coinvolti nelle scelte che di volta in volta si faranno. Incontri, mostre, kermesse. Corsi di studio, ricerche, università con facoltà in teoria diverse, lontane fra loro. Una egemonia culturale che a Bologna (e in Italia?) non esiste più. Fra Gramsci e Montezemolo.&lt;br /&gt;Rappresentazioni teatrali, musicali, di conversazioni, letture: Da Benigni a Guccini, dalla Fondazione Seragnoli - le macchine automatiche - alla cibernetica. Cosa sono gli organetti se non gli avi dei cyborg?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;CONTENITORI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di qualsiasi sia la proprietà, si possono proporre idee per valorizzarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BARACCANO. Il tempio, cristiano, dell'amore, del matrimonio, della coppia. Possibile un rapporto con la Curia e con chi si occupa di tutto-quanto-fa-famiglia. La storia della famiglia, i suoi problemi, le sue possibilità, il valore e i vincoli per la vita civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SAN MICHELE IN BOSCO. La città dall'alto. Il paesaggio. Il villeggiare, lo spostarsi all'interno di una città per trovare aria diversa. Poi l'Istituto Rizzoli. Le terapie, la salute, il rigenerarsi del corpo e dell'anima. La resurrezione e le piccole resurrezioni quotidiane. L'ARIA. La VISTA. LA SALUTE.&lt;br /&gt;Idem i rapporti con l'università. Gli studenti che vengono mostrati come risorsa per una città che vuole celebrare la sua storia e si pone come modello di innovazione (booom, ma sappiamo in quale panorama agiamo). Rapporti con gli imprenditori e le associazioni commerciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAFFE' LETTERARIO sotto il Palazzo Comunale&lt;br /&gt;A Bologna mancano anche questi, a parte alcune enclave come D’Azeglio, la Galleria della Morte e Piazza Aldrovandi e per altri versi la Piazza delle Erbe dietro il Mercato di via Ugo Bassi e il Bar Ciccio in via San Mamolo. Pieni di ragazzi, luoghi di creazione di &lt;massa&gt;anche dal punto di vista dei meccanismi di appartenenza. Ci si va, ci si vede per stare in compagnia, per apparire e per sentirsi (così) di essere. Antropologia culturale. C'è sempre un richiamo caratterizzante: i negozi accanto, il sentirsi di sinistra, di destra, di niente, il nazionalpopolare inventato e coltivato. Il Caffè deve essere questo. Le pietre antiche come richiamo moderno.&lt;br /&gt;Qualche rimando, ma guai affidarsi alla memoria, al Bar Centrale dove si trovavano i venditori di animali, case, di tutto, al Roxi, al Mocambo, al bar dei Commercianti. Pure l'Osteria del Sole. Professori, ricchi, professionisti, pittori, musicisti, ragazzi in crescita. Credo che ora bisogna puntare molto sui giovani: sono loro a frequentare i bar, happy hour e via di seguito. Bisogna essere capaci della commistione con gli altri generi di clientela. Non schiacciare l'una su l'altra. Tutti devono sentirsi protagonisti, meccanismo da Grande Fratello ma si tratta di saperlo usare. Di nuovo: fascinazione, finzione, fatturato. Il Modello può essere il vecchio, defunto Caffè del Teatro. Da ragionare, confrontarsi..&lt;br /&gt;Invece di andare apertamente in concorrenza, si può tentare un rapporto con la Bologna commerciale. Cercare di portare nel Caffè la storia commerciale di Bologna. O meglio, farne un punto di partenza. Ricette, guide turistiche (come Bologna è vista dagli altri nel corso dei secoli, come è mutata la percezione: non solo Goethe &amp;amp; C.), mappe, piani urbanistici. Persino elenchi telefonici. Pubblicità, botteghe e boutique. Qualche quadro, magari cambiandolo. Qualche scultura, qualche opera, qualche reperto. La città che muta. Coinvolgere i commercianti.&lt;br /&gt;Se c'è spazio si può pensare a giochi antichi - biliardo - e soprattutto inserire - anche solo come esempio di quello che si può trovare altrove - &lt;giochi&gt;con cui dipingere passato, presente, futuro. Iperspazi, Bologna reale e virtuale. Internet Cafè colto. Second life. La città che vorrei, il museo che vorrei... Tecnicamente molto facile.&lt;br /&gt;Secondo me di straordinario richiamo. Ed evento nazionale almeno. Sapendo benissimo che ci sono anche rischi: di riprodurre sui computer (il Caffè avvia, insegna, se la moda funziona la gente poi prosegue a casa propria...) i graffiti che riempiono Bologna.&lt;br /&gt;Inutile però nascondere la testa sotto la sabbia. La faccenda va affrontata, non è solo questione di controllo (giusto) più o meno poliziesco. La discriminante intanto è dividere la sozzura dalla voglia di esprimersi. Quindi entra in gioco - per vincere o perdere la sfida - l'Amministrazione, qualunque sia. I ribelli puoi demonizzarli, massacrarli, subirli. O cercare di vincerli perchè sei più bravo. Anche arrivando a patti. Cosa è successo all'Ateneo quando funzionava?&lt;br /&gt;E questa è Storia di Bologna, quando era vetrina. Polis, poli-tica. Con questo dobbiamo confrontarci.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;SECOND LIFE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Second Life significa anche permettere di giocare con i Se. Dare l'occasione di viaggiare attraverso le svolte di Bologna, le Apocalissi. Facendo capire - anzi, siamo al bar, sentire - cosa sono le svolte e le Apocalissi. Permettere ai clienti di cercare di capire-dipingere cosa sarebbe successo se quell'anno, quel giorno, quel momento le cose fossero andate in un modo invece che in un altro. Possibile, osservate cosa fanno i siti, quanti siti ruotano attorno a confronti apparentemente demenziali, ma se gestiti capaci di fare la rassegna dei sogni, delle speranze, delle delusioni. Anche di una città. Museo in progress, virtuale e virtuoso.&lt;br /&gt;Una parte &lt;alta&gt;dovrebbe poi funzionare come Caffè Letterario classico, giocando proprio su questa classicità. Chiacchiere e non ammucchiata, qualche lezione ad hoc, qualche incontro, stanza per fumatori, se possibile. Separè, mancano anche questi a Bologna (pure per amorazzi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;APOCALISSI – FINI E RINASCITE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il discorso delle Apocalissi, delle svolte si può dilatare alla città. Sul modello della città che si illumina. Si può studiare un percorso, anzi un insieme di percorsi, magari diversi per datazione, ambientazione, rimandi, sulle svolte, le catastrofi e le resurrezioni (ci stanno Renè Thom e la Teoria dei Giochi, Eco, l'università, gli economisti coinvolgibili), di Bologna. Eventi ed ambienti, fatti e rappresentazioni. San Luca e l'epidemia, il Conservatorio e Mozart, il Comunale e Wagner, Carlo V... cito per l'inclita, ma il colto sa trovare tanto e meglio. Opere d'arte da valorizzare, ma anche musiche da far suonare, teatranti da coinvolgere (lo fece Picchi) in una città che nessuno lo sa ma è piena di gruppi che hanno successo spesso altrove, quadri e sculture antiche e moderne più o meno ad hoc. Cinema, fotografie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italo Calvino nelle Città invisibili (1972), fa coesistere nella città di Marozia sia l’area dei topi, cioè degli ultimi, dei sommersi, degli uomini sotterranei e votati ai bassifondi sociali, sia l’area delle rondini, cioè di coloro che veleggiano liberamente nei cieli della globalità e della rete o della prosperità e della cultura. Analoga è la rappresentazione di un sociologo come Michael Walzer che nel suo saggio Sfere di giustizia (1987) introduce il simbolo dell’antica Atene ove s’incrociano gli ateniesi veri e propri, cittadini a pieno titolo, dotati di autonomia e libertà, e i meteci, cioè gli stranieri o i 'misti', attivi ma solo tollerati, privi di cittadinanza piena, figli di un dio minore. La città costituisce, quindi, una realtà che raggruma in sé divaricazioni e divergenze, splendori e miserie, duetti e duelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;RAPPORTO CON LA CHIESA. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;CITTA' TERRENA E CITTA' CELESTE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Su questo si può trovare un rapporto forte con la Chiesa.&lt;br /&gt;Da parte nostra in questa raffigurazione vediamo delinearsi la città ideale, la meta verso la quale tendere la speranza. È la nuova Gerusalemme dipinta dall’Apocalisse come l’approdo della storia e come il sogno e il progetto di Dio e dell’umanità rinnovata.&lt;br /&gt;La città-Emanuele del «Dio-con-loro» (21, 4), la città delle Beatitudini evangeliche, la vera città dell’utopia, non nel senso evanescente di questo termine, ma nel suo valore pieno di progettualità trascendente, di orizzonte elevato e luminoso, di idealità e moralità, di ricerca e verità, di dignità e bellezza, di giustizia e di amore (Giancarlo Ravasi).&lt;br /&gt;Essa è un monito per chi nella polis del presente si accontenta della navigazione a vista, del realismo rinunciatario, del respiro corto, della mera gestione o degli interessi solo contingenti. Sono coloro che si identificano nella città «tiepida» della Laodicea dell’Apocalisse (3, 15-16). Il grande moralista francese François de la Rochefoucauld osservava che «chi si applica troppo alle piccole cose diventa incapace delle grandi». È in questa luce, che coniuga concretezza e speranza, storia ed escatologia, che Gerusalemme si erge come città simbolica della pace, sulla quale si devono modellare le città storiche col loro travaglio di sviluppo e di fatica, di splendori e di miserie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;ALLEGATO 1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;(Lavoro che sto facendo con Renato Villalta e che sarà presentato in modo più completo)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;RETE DELLO SPORT&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Rete dello Sport può essere una grande opportunità per Bologna. Come realtà amministrativa ed esempio nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia proposta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincolare la costruzione di qualsiasi impianto sportivo (e di ogni progetto ad esso annesso) all’impegno legale da parte degli operatori di procedere alla manutenzione di una serie di strutture sportive esistenti.&lt;br /&gt;Strutture comunali, ma anche altre strutture pubbliche o private che abbiano la destinazione per uso pubblico. Nel caso delle strutture sportive scolastiche non comunali è necessario un accordo con il Provveditorato agli Studi. In caso di strutture scolastiche private si analizzerà caso per caso attraverso una Commissione mista (pubblica e privata, con tutti gli interessati) e si studieranno accordi e possibilità.&lt;br /&gt;Indispensabile il coinvolgimento dei Comuni nella zona metropolitana di Bologna.&lt;br /&gt;I nuovi impianti non sono un obbligo né una necessità, ma una Opportunità. E devono esserlo per tutta Bologna. Per chi si interessa degli sport coinvolti e per chi no. Per chi abita nelle zone coinvolte e per chi sta lontano.&lt;br /&gt;Il privato diventa davvero IL SIGNORE DEL CALCIO, DEL BASKET, ma non per la squadra (non solo per lei) ma per quello che fa per la città. Si occupa di uno sport, non di una squadra.&lt;br /&gt;Se vuole studiare da sindaco non lo fa in mutande da calciatore, ciclista, cestista, canoista. Ma da uomo completo, politico completo.&lt;br /&gt;Tutta la città è coinvolta nel progetto, dove si costruisce e dove si restaura, si mantiene, ci guadagnano da una parte ma – anche se meno – in un’altra, i ragazzi che usano i campi, i genitori, le scuole, i quartieri&lt;br /&gt;Una politica nuova non è fatta di comparsate allo Stadio (meglio un sindaco in tribuna o in biblioteca, al palazzo o alla mostra? e si possono fare tutte due le cose? non esistono gerarchie? quante domande senza risposta si possono fare…). E’ costruita sulla capacità di gestire lo sport, di dettare per quanto possibile le sue regole in città. Di capire di cosa si sta parlando.&lt;br /&gt;Questo potrebbe avere peso anche nella costruzione (senza illusioni) di una coscienza civica sia verso chi va allo Stadio sia verso chi non ci va. Di dividere Bologna fra sportivi (o tifosi, fan, fedeli, ultrà) e indifferenti, contrari, laici, atei.&lt;br /&gt;Costruiamo lo sport di Bologna, la cultura sportiva di Bologna. Fatta di mattoni e di partecipazione.&lt;br /&gt;Così lo sport è davvero di massa&lt;br /&gt;anche quello di elite (dove sono ormai gli sport di elite? il polo, la formula uno, la vela….)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;RETE DEI TRASPORTI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La rete deve essere davvero una cultura di governo. La cultura deve portare alla rete. Fra la gente, le strutture, i progetti. Vale per lo sport, vale per i trasporti&lt;br /&gt;Vale per altro ancora&lt;br /&gt;Non sta a me prolungarmi: ma su questa possibilità si gioca il futuro di Bologna-città di individui solidali, nonostante tutto e tutti. Con molti guai, qualche speranza, abbastanza certezze.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Scritto da Patrizia Beccari)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-8721671014913937451?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/8721671014913937451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/riflessioni-sulla-cultura-bologna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8721671014913937451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8721671014913937451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/riflessioni-sulla-cultura-bologna.html' title='RIFLESSIONI SULLA CULTURA A BOLOGNA'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfylhHVTNrI/AAAAAAAAAEI/l0H6IYmnPyw/s72-c/Bologna3.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5912576834130433096.post-8010923960413722148</id><published>2009-05-02T11:32:00.000-07:00</published><updated>2009-05-17T09:36:02.867-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia sanitaria'/><title type='text'>Prospettive strategiche e linee di proposta per il settore delle scienze della vita e delle applicazioni sanitarie</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfypVex2qXI/AAAAAAAAAEQ/7RY-CkB_j08/s1600-h/farmaci.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331322245404338546" style="WIDTH: 144px; CURSOR: hand; HEIGHT: 98px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfypVex2qXI/AAAAAAAAAEQ/7RY-CkB_j08/s320/farmaci.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Introduzione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E’ veramente difficile sopravvalutare il ruolo che le scienze della vita avranno negli scenari futuri dell’economia mondiale e dei nuovi sistemi di salute.&lt;br /&gt;Le scienze della vita costituiscono la più importante e completa piattaforma di convergenza fra scienza fondamentale, aggregazione tecnologica (sono trainano anche di grandi sviluppi scientifici e tecnologici dell’informatica, della chimica, dell’automazione, della fisica e così via), organizzazione dei sistemi di cura e personalizzazione dell’assistenza.&lt;br /&gt;Se si esamina il dibattito internazionale l’Italia appare in grave ritardo.&lt;br /&gt;La questione più importante è che tale ritardo non deriva principalmente dalla “normale medietà” di risorse umane scientifiche, tecnologiche e produttive, che possono essere disponibili per un paese di media taglia come l’Italia: è cioè normale che l’Italia non sia sulla frontiera più avanzata in qualcuno dei molti segmenti della filiera che va dalla scienza fondamentale alle terapie, se non in casi episodici. E questo benchè anche piccoli paesi come quelli scandinavi o l’Irlanda possano vantare prestazioni di assoluta eccellenza in qualche segmento.&lt;br /&gt;La gravità del ritardo riguarda in primo luogo l’attenzione politico-istituzionale e le strategie di governance.&lt;br /&gt;Per comprendere questo punto è sufficiente una succinta comparazione con un paese molto affine all’Italia come la Francia.&lt;br /&gt;Tale paese è dotato di un certo vantaggio strutturale sull’Italia soprattutto sui segmenti della catena del valore che vanno dalla ricerca fondamentale, allo sviluppo (sperimentazione clinica), alla produzione, in particolare dei farmaci.&lt;br /&gt;Per esempio, la Francia è leader mondiale della ricerca oncologica, ha un “campione nazionale” come Sanofi-Aventis (fra le più importanti multinazionali della farmaceutica mondiale) nella produzione di farmaci, è certamente messa meglio dell’Italia nelle biotecnologie.&lt;br /&gt;Ma il punto chiave è che a partire almeno dal 2004 la Francia è impegnata in una riflessione strategica ai massimi livelli di governo e in interventi strutturali per riattivare la capacità attrattiva di investimenti, se non altro per non perdere terreno in comparti chiave della filiera.&lt;br /&gt;In Italia invece si assiste ad una specie di deriva inconsapevole in cui gli attori della filiera (sanità, produzione, ricerca) continuano a viaggiare per conto proprio e in cui l’unico strumento vero di convergenza coatta è il taglio della spesa sanitaria.&lt;br /&gt;Il rischio di entrare in circoli viziosi a medio e lungo periodo sono molto elevati.&lt;br /&gt;Alcuni elementi di analisi sono necessari per dare corpo a queste considerazioni e per fornire una guida sia pure minima in questa materia straordinariamente complessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le grandi componenti delle “life sciences”: la farmaceutica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tradizionalmente si potevano riassumere le “life sciences” e i loro impieghi diretti per la terapia umana (a cui aggiungere gli impieghi nell’alimentazione e nell’ecologia) in due comparti principali: la produzione, articolata in farmaceutica e biomedicale; la diagnostica, la cura, la riabilitazione organizzata dalle istituzioni sanitarie.&lt;br /&gt;A tutt’oggi, gli attori in gioco appaiono ancora modellati secondo questa articolazione, in quanto soggetti autonomi dotati di logiche indipendenti.&lt;br /&gt;Le cose sono tuttavia molto cambiate e richiedono una riarticolazione fine delle catene relazionali, soprattutto in vista dei loro profondi mutamenti.&lt;br /&gt;Data la complessità della questione e la multipolarità dei “focus” innovativi conviene costruire delle sottocatene componenti.&lt;br /&gt;Cominciamo dal rapporto fra ricerca e produzione, prendendo come esempio la farmaceutica.&lt;br /&gt;Fino a non molti anni fa si era consolidato un sistema di rapporti centrato sulla grande impresa (le cosiddette “big pharma”).&lt;br /&gt;La ricerca di base era essenzialmente di tipo “chimico” e consisteva per lo più in una immane quantità di esperimenti in cui si cercava alla cieca di accoppiare molecole chimiche e bersagli patologici.&lt;br /&gt;In queste condizioni erano necessarie grandi economie di scala nella ricerca perché si trattava di metodi di massa alla cieca: una specie di fordismo della ricerca.&lt;br /&gt;In particolare, non era necessario per tale tipo di ricerca avvalersi della ricerca accademica.&lt;br /&gt;Questa condizione fordista era ulteriormente corroborata dalle economie di scala necessarie alle altre fasi che portavano alla produzione.&lt;br /&gt;A valle della ricerca di base sta infatti lo sviluppo, che nella farmaceutica consiste in una serie di operazioni di sviluppo preclinico e di sviluppo clinico (4 fasi di sviluppo clinico).&lt;br /&gt;Si tratta in sostanza di sottoporre molecole promettenti a sperimentazioni di laboratorio e poi, via via, ad esperimenti sugli animali e a vari tipi di esperimenti su campioni umani.&lt;br /&gt;La fase di sperimentazione clinica è assolutamente cruciale soprattutto perché mette in contatto le imprese farmaceutiche con gli ospedali che partecipano alla sperimentazione.&lt;br /&gt;Anche la fase di sviluppo richiedeva (e richiede) ingenti mezzi finanziari e organizzativi.&lt;br /&gt;Una volta ottenuta l’approvazione alla messa sul mercato del farmaco, la produzione si effettua in alcune fasi principali.&lt;br /&gt;Innanzitutto la produzione del principio attivo. Si tratta di una operazione ad alto livello tecnologico e con relativamente pochi impianti a livello mondiale.&lt;br /&gt;In secondo luogo la formulazione del farmaco, cioè la sua costruzione in quanto somministrabile all’uomo e il suo confezionamento. Poi la logistica distributiva.&lt;br /&gt;Man mano che si va dalla fabbricazione del principio attivo al confezionamento, i vincoli di localizzazione degli impianti (prossimità a risorse critiche) tendono ad allentarsi.&lt;br /&gt;Tuttavia il vincolo di prossimità ai mercati importanti rimane comunque alto per quanto riguarda lo sviluppo clinico e l’accessibilità alle reti distributive capillari.&lt;br /&gt;In particolare lo sviluppo clinico richiede che il farmaco sia sperimentato in rete anche nei luoghi che sono mercati promettenti: si tratta insomma anche di una sorta di marketing, dato che i clinici che vi partecipano con risultati positivi diventano automaticamente testimonials cruciali.&lt;br /&gt;Questo modello da qualche tempo ha cominciato ad essere sconvolto a partire dalla fase di ricerca.&lt;br /&gt;Già negli ultimi decenni si assisteva ad una produttività decrescente nella scoperta di nuove molecole: sempre meno molecole, con costi di sviluppo sempre più elevati, anche in ragione del rigore crescente richiesto nelle sperimentazioni.&lt;br /&gt;Inoltre emergeva un altro problema per le “big pharma”: la diminuzione delle nuove molecole brevettabili faceva sì che non si potesse più compensare la perdita del controllo sui farmaci dovuta alla scadenza dei brevetti, con la conseguente apparizione di sempre più importati mercati dei “generici” (e di produttori anche di paesi non occidentali, come l’India).&lt;br /&gt;Contemporaneamente, si assisteva all’avvento delle biotecnologie, sia pure con fasi di grandi speranze e di parziali delusioni.&lt;br /&gt;Il problema è che i modelli di ricerca biotecnologici sono molto diversi dai modelli classici.&lt;br /&gt;Innanzitutto si parte dalla scienza fondamentale e perciò la ricerca universitaria ha un ruolo dominante.&lt;br /&gt;In secondo luogo i laboratori di ricerca possono essere anche di piccola taglia, sia pure con un tasso di fallimento molto elevato.&lt;br /&gt;Tutto ciò deriva dalla sostituzione del “paradigma di ricerca chimico” con il “paradigma di ricerca biotecnologico”.&lt;br /&gt;Quest’ultimo paradigma non sperimenta alla cieca una enorme quantità di combinazioni fra molecole e bersagli.&lt;br /&gt;Esso si struttura come “rational drug design”:&lt;br /&gt;· si costituiscono, in base alle conoscenze scientifiche di biologia molecolare e cellulare, insiemi di possibili bersagli (per esempio, proteine responsabili di malfunzionamenti patologici);&lt;br /&gt;· in base ai bersagli si progettano famiglie di molecole promettenti (tramite la chimica combinatoria) e le si fa interagire con i bersagli (tramite la selezione ad alta capacità, attuata con robot).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aggregazione di competenze biologiche, di bioingegneria, di chimica, di trattamento dei dati e delle immagini, supportata da macchinari sofisticati, diviene lo strumento chiave.&lt;br /&gt;Partendo da basi genetiche, le biotecnologie offrono infine un panorama applicativo molto più ampio (oggi si stima che su 18.000 patologie conosciute, 12.000 non abbiano antidoti adeguati) e che presenta prospettive di crescente personalizzazione delle cure.&lt;br /&gt;La reazione delle big pharma si è sviluppata in diverse direzioni.&lt;br /&gt;Da un lato si è assistito a un processo di concentrazione “classica”: di dimensioni gigantesche appaiono, ad esempio, l’acquisizione della svedese Pharmacia da parte dell’americana Pfizer e le fusioni che hanno creato l’anglo-svedese AstraZeneca, la svizzera Novartis, la francese Sanofi-Aventis.&lt;br /&gt;D’altro lato, si è aperto un processo marcatamente postfordista di creazioni di reti estese e complesse di relazioni, in particolare fra big pharma e imprese biotech: acquisizioni, cooperazioni, finanziamenti a rischio, licenze e così via.&lt;br /&gt;Tali reti hanno interessato in modo cruciale anche centri di ricerca, università, ospedali …&lt;br /&gt;Il caso più appariscente è stato quello della svizzera Roche, che ha acquisito la numero due mondiale del biotech, l’americana Genentech.&lt;br /&gt;In Italia la Novartis, acquistando la californiana Chiron, ha acquisito l’importante centro di ricerca sui vaccini localizzato a Siena, attorno al quale si è costituito recentemente il polo biotech sostenuto dal Monte dei Paschi.&lt;br /&gt;Uno dei motori fondamentali dello sviluppo a rete è che, tipicamente, le imprese biotech non riescono ancora a raggiungere una dimensione sufficiente per controllare gli altri anelli della catena e quindi una qualche forma di partnership è comunque necessaria nello sviluppo clinico, nella produzione, nella commercializzazione.&lt;br /&gt;Tuttavia anche queste fasi dovrebbero conoscere rivolgimenti profondi, in particolare per quanto riguarda i nuovi vantaggi competitivi delle localizzazioni.&lt;br /&gt;Infatti in un contesto di strategia-paese è importante distinguere le diverse fasi, perché ciascuna di esse è sottoposta a vantaggi localizzativi differenti.&lt;br /&gt;Un altro aspetto cruciale del cambiamento del paradigma è dato dal rapporto fra sperimentazione, produzione farmacologica e modelli terapeutici.&lt;br /&gt;A partire dalla sperimentazione clinica effettuata negli ospedali (per iniziativa propria o su richiesta delle imprese), si entra più strutturalmente nel mondo sanitario.&lt;br /&gt;E’ plausibile ritenere che il cambiamento di paradigma inciderà profondamente sugli assetti attuali, che prevedono la giustapposizione fra mondo delle imprese e mondo sanitario.&lt;br /&gt;Si può ipotizzare intanto che verrà rafforzata la tendenza all’emergere di reti di ospedali di eccellenza ad alto contenuto di ricerca e connesse a livello mondiale.&lt;br /&gt;Ciò metterà in movimento l’architettura generale della rete ospedaliera.&lt;br /&gt;In secondo luogo è possibile che le applicazioni estratte dal nuovo paradigma trainato dal biotech, possano interessare anche la sanità territoriale (ambulatori specialistici, home care,) e il ruolo del medico di base.&lt;br /&gt;In terzo luogo le stesse strutture che supportano le terapie saranno interessate da profondi cambiamenti organizzativi e professionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le grandi componenti delle “life sciences”: il biomedicale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riferimento alle strutture ospedale/sanità territoriale e all’organizzazione terapeutica ricongiunge il settore farmaceutico al settore biomedicale.&lt;br /&gt;Sotto il profilo politico le associazioni del settore biomedicale marcano la loro differenza con il settore farmaceutico, sia in Italia che in Europa.&lt;br /&gt;Un elemento chiave di distinzione riguarda la sperimentazione: rigorosamente formulata per il farmaco, opaca per il biomedicale.&lt;br /&gt;Il problema non è la brevettazione o la certificazione di qualità (con i relativi aspetti clinici) dei dispositivi biomedicali. La questione riguarda semmai l’ammissibilità al rimborso da parte del sistema di assicurazione sanitaria pubblica.&lt;br /&gt;E qui le cose prendono una piega per così dire “pragmatica”.&lt;br /&gt;Mentre per quanto riguarda dispositivi di grande impatto innovativo, come per esempio gli ecografi, i servizi sanitari nazionali concedono senza dubbi l’acquisto pubblico, più incerta è la situazione per dispositivi a contenuto innovativo di tipo incrementale.&lt;br /&gt;Ne risulta una grande frammentazione dei mercati sia fra i 25 paesi dell’Unione, che a livello regionale.&lt;br /&gt;Peraltro le imprese biomedicali temono una regolamentazione rigida perché quella esistente in campo farmaceutico è minuziosissima e si basa su sperimentazioni cliniche che possono durare più di 10 anni.&lt;br /&gt;Naturalmente non sarebbe comunque questo il caso per i prodotti biomedicali che, a differenza dei farmaci, interferiscono con la fisiologia umana in modo per lo più (non sempre) trascurabile.&lt;br /&gt;Il settore biomedicale è vastissimo e con tecnologie molto differenziate (dai cerotti alla telemedicina) e quindi è più difficile rintracciarne logiche di trasformazione comparabili con quelle farmaceutiche.&lt;br /&gt;Peraltro il biomedicale è pervasivo e onnipresente in ogni microsegmento del ciclo.&lt;br /&gt;Non è dunque possibile darne qui una illustrazione.&lt;br /&gt;Si può accennare alle questioni di maggiore impatto sociale.&lt;br /&gt;L’invecchiamento della popolazione cambia i pesi relativi delle patologie e apre spazi crescenti di mercato anche al biomedicale. In certi stati europei la spesa per dispositivi sorpassa quella per i farmaci.&lt;br /&gt;Per esempio, riguardo alle malattie cardiovascolari, una importante innovazione è stata quella degli Stent coronarici, dispositivi impiantabili che allargano le arterie del muscolo cardiaco ostruite.&lt;br /&gt;Un altro esempio è la pompa a insulina: un minuscolo apparecchio portatile che somministra continuamente insulina ai diabetici secondo un programma prestabilito.&lt;br /&gt;Funzionante 24 ore su 24, essa richiede una ricarica che può durare fino a tre giorni e sostituisce le iniezioni praticate parecchie volte al giorno, con benefici aggiuntivi in termini di prevenzione di complicazioni a lungo termine della malattia.&lt;br /&gt;Al polo opposto, un esempio può riguardare la profilassi per Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), ancora oggi causa principale di mortalità infantile per patologie respiratorie nei paesi occidentali, nei bambini prematuri, da 0 a 2 anni cardiopatici o broncodisplasici.&lt;br /&gt;Di natura “sistemica” è invece l’immenso comparto in evoluzione della telemedicina.&lt;br /&gt;Essa spazia dalla telesorveglianza alla telechirurgia e alle operazioni medico-chirurgiche assistite da computers, ai dossiers medici condivisi.&lt;br /&gt;La telemedicina offre grandi prospettive in particolare per i servizi di mantenimento a domicilio di persone anziane o di persone affette da malattie croniche con un bisogno importante di attività logistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa breve panoramica degli aspetti economici e scientifico-tecnologici che ruotano intorno alle prestazioni di salute porta a una conclusione chiara: è in atto una gigantesca convergenza scientifico-tecnologica (farmaceutica, biotech, biomedicale) su piattaforme aperte in infinite direzioni evolutive che combinano i saperi più disparati e ricreano nicchie di mercato.&lt;br /&gt;Del resto molte delle principali multinazionali del farmaco, come soprattutto le americane Abbott e Jhonson &amp;amp; Jhonson, ma anche Pfizer e così via, sono ampiamente presenti nel biomedicale, oltre che nel biotech.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo breve tratteggio dell’universo delle “life sciences” si può trarre una morale.&lt;br /&gt;Si tratta del più importante ed esteso capitolo dell’economia della conoscenza, sia dal punto di vista delle scienze e delle tecnologie implicate, sia da quello del fine, cioè la salute umana.&lt;br /&gt;Non solo, ma il cambiamento è su un fronte vastissimo, è profondo e avviene a velocità impressionante.&lt;br /&gt;Che fare di fronte a ciò?&lt;br /&gt;La reazione più semplice potrebbe essere quella di individuare politiche che incentivino la rincorsa in ciascun segmento separatamente inteso.&lt;br /&gt;Ciò non è possibile. Per esempio le fabbriche dei principi attivi farmacologici sono poche, richiedono la prossimità di centri di ricerca specializzati e vengono disegnate e localizzate con anni di anticipo rispetto alla stessa approvazione per la commercializzazione.&lt;br /&gt;Attualmente, la riduzione di molecole approvate negli ultimi anni comporta un forte sottoutilizzo degli impianti.&lt;br /&gt;L’unica prospettiva promettente, ma anche necessitata, è quella di presidiare il complesso della catena del valore dalla ricerca fondamentale alle organizzazioni diagnostico-terapeutico-riabilitative territoriali.&lt;br /&gt;Si tratta cioè di mantenere in piedi intanto un intero sistema di apprendimento, anche se in gran parte si tratta di semplice assorbimento di risultati altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cenni sul posizionamento dell’Italia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In estrema sintesi si può intanto osservare che l’Italia è un mercato di taglia media, ma evoluto e appetibile.&lt;br /&gt;Liquidiamo subito una fonte di infinite polemiche: in Italia il consumo pro-capite di farmaci e la loro quota sulla spesa sanitaria sono fra i più bassi in Europa.&lt;br /&gt;La sanità italiana, almeno nel centro-nord, è di notevole livello.&lt;br /&gt;La situazione peggiora sul versante ricerca-produzione.&lt;br /&gt;La bilancia commerciale è negativa intorno ai 4 miliardi di Euro, equamente ripartiti fra farmaceutica e biomedicale.&lt;br /&gt;Per di più questo sbilancio deriva interamente dai comparti a maggior contenuto tecnologico, come la produzione dei principi attivi e il macchinario biomedicale, essendo gli altri comparti eccedentari.&lt;br /&gt;Manca un campione nazionale della farmaceutica, anche se è decisamente importante la presenza di medie e piccole multinazionali italiane di alta qualità e di sedi e impianti delle maggiori multinazionali estere.&lt;br /&gt;Infine è nota la presenza di uno dei più consistenti cluster biomedicali mondiali nel mirandolese ed importante la presenza di imprese di apparecchiature come la genovese Esaote.&lt;br /&gt;Il settore biotecnologico è ancora quasi inesistente.&lt;br /&gt;E’ improponibile per un paese come l’Italia rimanere tagliata fuori da qualche segmento della catena del valore farmaceutica, biotecnologica, biomedicale.&lt;br /&gt;Non è solo questione di vantaggio competitivo, ma è questione di costruzione e acquisizione di conoscenze che mantengano l’Italia ad un alto livello di prestazioni di salute.&lt;br /&gt;E’ impensabile che possiamo cavarcela con i vantaggi comparati: vendiamo Armani e compriamo terapie biotech.&lt;br /&gt;Stare dentro a tutta la catena vuol dire avere tutti i canali di apprendimento: saper parlare il linguaggio delle scienze fondamentali, giù giù fino alla prevenzione e alla cura ambulatoriale e casalinga dei malati in ogni parte del territorio.&lt;br /&gt;A parte questa esigenza di base e a parte la possibilità di eccellere in qualche segmento, la competitività italiana va coltivata secondo le linee che sono emerse negli ultimi 40 anni.&lt;br /&gt;L’esempio dei distretti industriali è importante, anche se non ci si può attendere una normale evoluzione.&lt;br /&gt;Le fortune dei distretti si sono basate sulla capacità di autorganizzazione di sistemi imprenditoriali localizzati, che acquisivano e rigeneravano per lo più tecnologie importate.&lt;br /&gt;Questo è il luogo primario della specialità italiana.&lt;br /&gt;Il campo delle “life sciences” è infinito: ibridare conoscenze anche importate (ciò che comunque richiede un ambiente capace di esplorare, leggere e capire), generare nicchie di mercato.&lt;br /&gt;Il terreno delle conoscenze da ibridare non si limita alle competenze biologiche, ma investe ogni campo del sapere tecnico (informatica, elettronica, meccanica, chimica, ecc).&lt;br /&gt;A questo punto è necessario fare un po’ di ordine e strutturare una gerarchia di potenzialità di intervento che sia politicamente spendibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una piattaforma solida e nevralgica: la sperimentazione clinica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è detto della centralità dello sviluppo clinico.&lt;br /&gt;Del suo essere perno tra ricerca, applicazione e diffusione di conoscenza.&lt;br /&gt;Tra apprendimento e momento organizzativo anche terapeutico. Soprattutto in relazione alle possibilità aperte dalle biotecnologie e, come si è accennato, anche all’integrazione, nel settore biomedicale, con le esigenze tecnologiche che si profilano all’orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, lo sviluppo clinico segue la progressiva rarefazione della nascita di nuove molecole. Si svolgono per la gran parte studi di fase III e IIIb, relative a farmaci comunque già noti o a loro varianti. Anche se si stanno comunque svolgendo studi di grande importanza relativi a nuovi farmaci di natura biotech, soprattutto nel settore oncologico.&lt;br /&gt;La persistenza, già sottolineata, di segmenti di eccellenza nella ricerca e in molte strutture ospedaliere, dotate anche di buone infrastrutture, fornisce una piattaforma iniziale da sfruttare per costruire e sostenere reti di poli di eccellenza per lo sviluppo clinico legato alle nuove tecnologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei primi, necessari passi da affrontare consisterà nell’indispensabile snellimento degli ostacoli burocratici che ancora appesantiscono i percorsi della sperimentazione clinica nel nostro paese, soprattutto a livello amministrativo. E nell’osservazione e registrazione meticolosa di tutto quanto ne ostacola il percorso di applicazione: dai tempi della stesura dei contratti alle risorse da fornire per accrescere le sperimentazioni spontanee.&lt;br /&gt;Come peraltro già richiesto e promosso sia dall’AIFA (Agenzia Italiana del farmaco) sia dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto detto fin qui riguarda le fasi che portano alla registrazione del farmaco e dispositivi e alla loro eventuale ammissibilità al rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.&lt;br /&gt;Esistono però altre fasi di sperimentazione, che coinvolgono principalmente le Regioni, in particolare per quanto riguarda l’analisi costi/benefici nella prescrizione di farmaci, dispositivi biomedicali, profilassi, nuove modalità di cura, etc.&lt;br /&gt;Questa situazione attualmente produce una disparità di scelte da Regione a Regione.&lt;br /&gt;E’ opportuno dunque valutare la possibilità di incentivare specificamente queste fasi e di approntare i canali per la diffusione dei best practices.&lt;br /&gt;L’eccellenza dello sviluppo clinico in Italia deve quindi diventare un momento di maggiore e qualificata visibilità internazionale ed europea.&lt;br /&gt;Senza un suo potenziamento al massimo livello sarà molto difficile operare le integrazioni di conoscenza, di promozione e sostegno allo sviluppo tecnologico e produttivo di cui si è parlato in questo documento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aprire altri varchi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, non è pensabile di potere ottenere successi significativi puntando sulla sola sperimentazione clinica.&lt;br /&gt;Oggi in Italia negli ospedali prevale l’incentivo derivante dall’acquisizione di risorse finanziarie di cui la sanità ha una autentica fame ed eventualmente dalla crescita dei guadagni personali dei clinici.&lt;br /&gt;Bisogna aprire altri fronti che facciano capire che, oltre ai benefici finanziari al sistema sanitario e alla possibilità di curare i malati in modo più aggiornato, qui si tratta di politica industriale strategica, indispensabile anche per la prevenzione e la migliore cura dei malati.&lt;br /&gt;Si può qui accennare ad altri punti di attacco, tenendo conto che il pacchetto di interventi deve anche contenere proposte rapidamente attuabili.&lt;br /&gt;Elencando in ordine decrescente di complessità realizzativa:&lt;br /&gt;· seguire la linea dei poli di competitività francesi, applicata a partire dal 2006. Rimandando alla nota specifica sul tema, qui si sottolinea come l’idea di lavorare alla costruzione di clusters territoriali (impresa, ricerca, enti pubblici) abbia una particolare pertinenza al caso italiano, alla sua capacità di autoorganizzazione e si presta anche a sperimentazioni nel Meridione;&lt;br /&gt;· incentivare la costruzione di segmenti di filiera. Esistono potenziali di connessione fra competenze anche prossime territorialmente, ma che spesso senza un importante intervento esterno non sono in grado di connettersi in termini di autoorganizzazione;&lt;br /&gt;· incentivare la collaborazione scientifico-tecnologica fra imprese, anche piccole, e centri di ricerca. Normalmente questi due mondi sono separati da abissi di linguaggio e interesse, ma nelle “life sciences” queste distanze si riducono drasticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavorare sul territorio, immettere enzimi che facilitino le ibridazioni di conoscenza consente altresì di generare informazione rilevante (ed eventualmente da organizzare) anche per settori apparentemente distanti: meccanica, tessile, arredamento, agroalimentare e quant’altro.&lt;br /&gt;Non bisogna infatti trascurare che i processi di ibridazione avvengono continuamente e quindi già oggi ci troviamo grandi cambiamenti negli assetti cognitivi che originarono i distretti “classici”. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;(Ricerca fatta da Patrizia Beccari; Alberto Corazza, Tito Casali)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5912576834130433096-8010923960413722148?l=patriziabeccari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/feeds/8010923960413722148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/prospettive-strategiche-e-linee-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8010923960413722148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5912576834130433096/posts/default/8010923960413722148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://patriziabeccari.blogspot.com/2009/05/prospettive-strategiche-e-linee-di.html' title='Prospettive strategiche e linee di proposta per il settore delle scienze della vita e delle applicazioni sanitarie'/><author><name>Patrizia Beccari</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00459785643258527958</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SftwlupP7nI/AAAAAAAAAAM/gSx01ZGDdo0/S220/patrizia1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_gjQkg_H1TOE/SfypVex2qXI/AAAAAAAAAEQ/7RY-CkB_j08/s72-c/farmaci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
