domenica 5 luglio 2009

TUTTO QUELLO CHE IL GOVERNO NON HA MAI DETTO.


L’Italia di Berlusconi non è quella che vi stanno raccontando
Ritratto di un Paese che sta perdendo il suo futuro.
Il Governo Berlusconi ha compiuto un anno. Un anno che per l’Italia si è fatto sentire. Ma non nel modo in cui vi hanno raccontato, non per i successi che dicono di aver raggiunto. La realtà, quella della vita vera degli italiani, è molto diversa: il nostro è un Paese più povero, più ingiusto, più insicuro, più disinteressato all’ambiente e al futuro. La sua fotografia, che poteva essere anche peggiore senza l’impegno dell’opposizione in Parlamento, la trovate in queste pagine. Accompagnata dalle nostre idee, quelle per l’Italia che vogliamo.

... non dà risposte di fronte alla crisi
Di fronte alla crisi tutta l’Europa si è mossa. L’Italia no. Forse non tutti sanno che il governo Berlusconi è l’unico a non aver stanziato risorse vere per contrastarla. Lo dice il Fondo Monetario Internazionale: siamo fermi aColore testollo 0,2% del Pil contro il 2,3% della Spagna e l’1,6% della Germania, solo perfare due esempi. La realtà è che per sostenere salari e stipendi degli italiani, tra i più bassi d’Europa, le misure del governo sono state del tutto insufficienti.
E questo mentre l’UE stima il nostro tasso di disoccupazione, oggi al 6,8%, all’8,8% nel 2009, con previsioni del 9,4% per il prossimo anno. Vorrebbe dire 2 milioni e 300 mila disoccupati, 600 mila più di oggi.
Disoccupati
2.300.000 nel 2010
Pil
meno 5,9 %

... non è un Paese giusto e solidale
Forse non tutti sanno che nel nostro Paese gli ammortizzatori sociali non li hanno la metà dei dipendenti del settore privato, vale a dire 7 milioni e mezzo di lavoratori, e non li hanno 3 milioni di persone che lavorano con un contratto precario. Il governo ha ridotto le politiche sociali e la social card è stata un vero fallimento: doveva andare a 1 milione 300 mila cittadini, ma al 5 aprile scorso solo 517 mila carte erano cariche. Per non parlare dei disagi nel suo utilizzo e del fatto che alle risorse destinate alla carta, 450 milioni di cui solo 200 stanziati dal governo, è corrisposta una equivalente riduzione dei Colore testotrasferimenti per iservizi offerti dai Comuni. La realtà, così, resta quella descritta dall’Istat: a vivere in povertà oggi sono 2 milioni 653 mila famiglie e 7 milioni 542 mila individui. La realtà è quella di una sanità pubblica pesantemente colpita dai tagli: meno risorse per la manutenzione e la costruzione degli ospedali, meno posti letto, meno cura della salute dei cittadini. In compenso dal 1° maggio sono aumentati, anche del 20%, i pedaggi autostradali. Il governo ha regalato una concessione di trent’anni: le tariffe aumentano in base all’inflazione, non più tenendo conto degli investimenti e delle manutenzioni fatte, e cioè dell’attenzione per la sicurezza. Forse non tutti sanno che dietro tante belle parole sul Mezzogiorno, la realtà è che il governo lo colpisce con sistematici tagli agli investimenti infrastrutturali e con la cancellazione del credito d’imposta automatico per le imprese. Ed è realtà il fatto che il Fondo per le aree sottoutilizzate è stato usato come un “bancomat”, dal quale sono stati prelevati 17 miliardi di euro per fare altro, ad esempio per finanziare il taglio dell’Ici per i più ricchi.
Fondo politiche sociali
meno 660 milioni di euro
Mezzogiorno
meno 17 miliardi di euro
Sanità pubblica
meno 7 miliardi da qui al 2010
Pedaggi autostradali
aumenti fino al 20 %

... non è un Paese per i lavoratori e le famiglie
Forse non tutti sanno che in un Paese in cui un lavoratore su otto è precario, il governo introduce il divieto di reintegro in seguito a sentenza del tribunale e blocca la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni avviata a suo tempo dal Governo Prodi. E la realtà, così, è che entro luglio perderanno il posto, dopo aver lavorato per anni, più di 50 mila persone.
E se una donna lavoratrice vuole diventare madre, oggi più di ieri, rischia di essere licenziata: il governo ha deciso la soppressione della legge, introdotta dal centrosinistra, che evitava la piaga delle “dimissioni in bianco”, quelle pretese dal datore di lavoro al momento dell’assunzione. Forse non tutti sanno che questo è il governo che svuota e rinvia l’entrata in vigore delle norme e della legislazione sulla sicurezza del lavoro, vuole limitare i controlli degli ispettori e ridurre le sanzioni previste per i datori che non osservano la legge. L’Italia, così, continuerà ad avere il terribile record delle morti sul lavoro, le “morti bianche”. Forse non tutti sanno che a non beneficiare del bonus famiglia inserito dal governo nel decreto anticrisi sono proprio le famiglie numerose, quelle che hanno più figli e quindi più spese

... non è un Paese che riconosce l’onestà
Forse non tutti sanno che il governo ha smantellato le norme per contrastare l’evasione fiscale e ha dimezzato le sanzioni per chi evade. Le conseguenze reali? Le entrate dello Stato sono crollate, i disonesti continuano a non pagare le tasse e milioni di italiani perbene sono sempre più tartassati, visto che la pressione fiscale è al livello più alto degli ultimi dieci anni.
Pressione fiscale
più 0,7 %, pari al 43,5 %
(Previsione 2009 - Fonte Ministero Economia)
Entrate Iva
meno 10,6 %
(Primi tre mesi 2009 - Fonte Ministero Economia)
Entrate tributarie
meno 5,4 %
(Primi tre mesi 2009 - Fonte Banca d’Italia)


... non è un Paese per giovani
Il governo non vede una realtà che ogni paese europeo mette al primo posto: i giovani, con il loro sapere, sono la chiave per entrare nel futuro. In un settore decisivo come quello dell’istruzione taglia con l’accetta e alla cieca. Gli insegnanti e i professori sono un numero da far quadrare. Gli edifici scolastici un problema secondario. Il maestro unico e il voto in condotta uno specchietto per le allodole per nascondere che nella scuola e nel domani non si crede e non si investe. Forse non tutti sanno che le uniche misure riservate all’Università italiana sono stati i tagli per oltre un miliardo e mezzo e il blocco del turn over. La realtà continua ad essere quella di un Paese che è “maglia nera” per numero dei giovani laureati e che investe in ricerca e sviluppo la metà di quanto in media non si faccia nel resto d’Europa. (Tra i 24 e i 34 anni in media, in Europa, il 30% dei giovani è laureato. In Italia solo il 19%. In Europa in ricerca e sviluppo si investe in media il 2% del Pil. In Italia solo l’1,1%)
Istruzione e cultura
meno 7 miliardi e 832 milioni
entro il 2012
meno 2 miliardi nel 2009
Docenti
meno 87 mila posti entro
il 2012
42.100 posti già tagliati
Personale ausiliario
tecnico amministrativo

meno 43 mila posti
entro il 2012
15.300 posti già tagliati

... non è un Paese per l’ambiente
La realtà, nei grandi paesi d’Europa, è che l’ambiente è un bene da tutelare, non da saccheggiare. In Italia, e solo da noi, c’è invece un governo che promuove in materia urbanistica la deregulation, presenta un piano casa nato senza alcuna preoccupazione per la qualità del territorio e la sicurezza degli edifici, cerca di eliminare le agevolazioni per gli interventi sul risparmio energetico delle abitazioni. La realtà è che di fronte alla crisi, l’ambiente è un’opportunità per crescere e creare nuovi posti di lavoro, non un problema. Nel nostro Paese, invece, c’è un governo che non si preoccupa dei cambiamenti climatici, si avventura in un generico ritorno al nucleare, riduce gli incentivi per le fonti rinnovabili, deprime le piccole e medie imprese che operano nel campo dell’innovazione ambientale. (Rinviato l’obbligo per le nuove abitazioni di installare pannelli solari e fotovoltaici)

... non è autorevole agli occhi del mondo
L’Italia ha perso autorevolezza sulla scena internazionale e non rispetta gli impegni presi per gli aiuti allo sviluppo: i fondi ad essi destinati sono anzi stati tagliati del 50%. Freedom House, l’istituto di ricerca che studia il livello di libertà democratica nel mondo, ha collocato l’Italia di Berlusconi tra i paesi par-zialmente liberi. Il motivo? Innanzitutto la libertà di stampa, e cioè “l’uso crescente di tribunali e leggi sulla diffamazione per limitare la libera espressione” e “i timori relativi alla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati nelle mani di un unico leader”.
Libertà di stampa
Italia al 73° posto


... non è un Paese per la cultura
Forse non tutti sanno che in un anno sono stati chiusi più di quattrocento teatri, il cinema è stato lasciato senza ossigeno, sono state commissariate molte fondazioni liriche e sono a rischio di imminente smobilitazione strutture musicali e festival internazionali. Coerente con tutto questo, il taglio di 200 milioni di euro subito dal Fondo unico per lo spettacolo. La realtà è che uno dei nostri beni più preziosi, la cultura, per il governo è una cosa secondaria.
Spettacolo
meno 200 milioni di euro

... non è un Paese uguale per tutti
Lo si è visto subito: appena insediato, il governo ha varato, in tempo record e mortificando il Parlamento, il Lodo Alfano. Con un grave strappo al dettato costituzionale, è stata garantita l’immunità al Presidente del Consiglio e alle più alte cariche istituzionali. La realtà, per il governo, è racchiusa in un principio: alcuni cittadini, di fronte
alla legge, sono “più uguali” degli altri.

... non assicura una giustizia efficiente
In un settore delicatissimo come la giustizia la durata dei processi è sempre più lunga e la certezza della pena è un miraggio. L’unica cosa certa sono i tagli del governo che colpiscono in particolare l’edilizia carceraria e il reclutamento di nuovi agenti di custodia. Forse non tutti sanno che il disegno di legge sulle intercettazioni dice di difendere la “privacy”, mentre in realtà indebolisce la ricerca della prova, strumento in questi anni indispensabile per risolvere casi di criminalità organizzata, terrorismo, estorsioni e pedofilia. Forse non tutti sanno che il governo continua a prorogare, mettendone anche in discussione la retroattività, l’entrata in vigore della legge sulla class action, fondamentale per tutelare migliaia di cittadini consumatori che hanno visto colpiti i loro diritti e chiedono giustizia.
Giustizia
meno 800 milioni di euro
Lentezza giustizia civile
2.269 milioni di euro persi
dalle imprese
Class Action
Rinviata l’entrata in vigore e cancellata la retroattività
Stop alle liberalizzazioni Assicurazioni, banche,
trasporti: penalizzati sempre i consumatori

... non è un Paese che investe sulla sicurezza
Parlano tanto di sicurezza, ma l’unica cosa reale sono i tagli alle risorse per le forze dell’ordine. Il resto sono parole, come la propaganda sull’impiego di soldati, peraltro in numero insufficiente e non appositamente addestrati, o peggio ancora misure come le ronde, che vanno contro la dignità e la professionalità delle forze di polizia e alimentano il pericoloso concetto della “giustizia privata”.
Sicurezza e difesa
meno 3 miliardi di euro
meno 40.000 addetti
Fonte: Sindacati e Cocer, 2008

... non ama il tuo Comune
Il governo è federalista a parole e centralista nei fatti. Forse non tutti sanno che in realtà ha sistematicamente colpito l’autonomia finanziaria dei comuni e delle province con l’abolizione completa dell’Ici sulla prima casa per i più ricchi senza compensare adeguatamente i comuni, con il blocco dell’autonomia impositiva degli enti locali, con il taglio dei trasferimenti e dei fondi per le politiche sociali e con un patto di stabilità molto restrittivo.

“ L’ITALIA CHE VOGLIAMO…

... è vicina alle persone e alle imprese
Se alla sua base c’è, a livello mondiale, l’enorme disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, la crisi può essere l’occasione, per l’Italia, di tornare a crescere in modo più giusto. Il Partito Democratico ha per questo proposto misure come il contributo di solidarietà e come l’assegno di disoccupazione per chi perde il lavoro e non può godere di ammortizzatori sociali. E alle imprese, lo Stato deve garantire un sostegno per accedere a tutto il credito di cui hanno bisogno e l’immediato pagamento da parte della Pubblica Amministrazione dei debiti per le forniture di beni e servizi.
Piccole e medie imprese: favorire l’accesso al credito
Assegno mensile ai disoccupati

il 60 % dell’ultimo stipendio
Contributo di solidarietà a favore dei poveri
2 % su redditi superiori a 120 mila euro

... è un Paese civile
Noi rifiutiamo l’equazione “immigrazione uguale insicurezza”. Le ronde, i medici e i presidi “spia” degli immigrati clandestini, proposte assurde come quella dei posti sulla metropolitana riservati ai residenti, conducono su una strada pericolosa, fatta di esclusione e di odio. L’Italia che vogliamo crede all’integrazione e su di essa punta per costruire la società del futuro. È il riconoscimento dei diritti, che porta al rispetto dei doveri e alla crescita della sicurezza e della convivenza civile.

... è un Paese unito
È grazie all’opposizione del Partito Democratico che l’originario disegno di legge “Calderoli” sul federalismo fiscale non esiste più e che le sue disposizioni iniziali, infarcite di egoismo territoriale, sono state sostituite da un testo più conforme al dettato costituzionale, più solidale e responsabile.

... è un Paese che non ha paura
Per noi la sicurezza non è solo contrasto all’“emergenza”. È affermazione quotidiana della legalità, è impegno per liberare intere aree del Paese dalla morsa della criminalità organizzata e per difendere i cittadini dai reati che rientrano nella cosiddetta “microcriminalità” ma che in realtà possono sconvolgere una vita. È così per la violenza alle donne, contro la quale abbiamo fatto approvare una legge, quella sullo stalking, sulle molestie, nata sulla base del lavoro del centrosinistra nella passata legislatura.

... ha una giustizia che funziona
Per riformare la giustizia italiana servono non i soliti annunci, ma fatti concreti. Quelli contenuti nelle proposte che il Partito Democratico non si è mai stancato di avanzare, tra le quali l’introduzione dell’ufficio del processo, la costituzione definitiva della Scuola della magistratura e il Centro unico nazionale di ascolto per le intercettazioni,
già previsto dall’ultimo governo di centrosinistra.

... non spreca i soldi degli italiani
La proposta del PD di votare nello stesso giorno per europee, referendum e amministrative avrebbe permesso di risparmiare 460 milioni
di euro. Nonostante la crisi il Governo ha detto no

... è un Paese che guarda ai giovani e al futuro
I giovani, la loro formazione, la loro professionalità, sono la vera risorsa di ogni Paese. L’Università e la ricerca hanno bisogno di più autonomia, più valutazione e riconoscimento del merito, più investimenti pubblici e privati, più concorsi aperti e trasparenti, senza nepotismi, localismi e lobbismi
Mezzogiorno
100 mila stage retribuiti per diplomati e laureati al Sud
Enti locali
allentamento del patto di stabilità per gli investimenti

... è un Paese che valorizza l’ambiente
L’ambiente, la green economy, per un Paese come il nostro sono la chiave per uscire dalla crisi e delineare un nuovo modello di sviluppo. L’Italia deve imboccare con decisione la strada dell’innovazione, della ricerca, della diffusione delle fonti rinnovabili. E quindi più veicoli elettrici e ibridi, più sistemi di mobilità alternativa, più norme e incentivi nel segno del risparmio e dell’efficienza energetica.


“ ... è di nuovo un bel Paese


Per 21 volte l’opposizione ha battuto l’ampia maggioranza alla Camera nelle votazioni su provvedimenti in materia economica, di sicurezza pubblica, lavoro e libertà personale

Percentuale di partecipazione alle votazioni in Aula alla Camera
Partito Democratico 80,03 %
Lega Nord 79,60 %
Popolo della Libertà 74,03 %
Unione di Centro 73,48 %
Italia dei Valori 69,78 %
Misto 65,91 %

Un Parlamento mortificato
Il Governo legifera con decreto, l’uso continuo del voto di fiducia (ben 18 volte) costringe il Parlamento a ratificare senza discutere:

75 Totale leggi approvate di cui
33 Decreti legge
35 Ratifiche trattati e ddl del governo
7 Leggi di iniziativa parlamentare

PER SAPERNE DI PIU’:
www.deputatipd.it PER SAPERNE DI PIÙ

giovedì 2 luglio 2009

La nuova Giunta comunale di Bologna

La squadra che governerà Bologna da oggi al 2014. Flavio Delbono manterrà le deleghe alla “città metropolitana”, alla sicurezza, ai rapporti con l'Università, ai rapporti Demanio-Stato, alla cooperazione internazionale e all'integrazione socio-sanitaria.
Il nuovo vicesindaco è Claudio Merighi: a lui il compito di gestire il coordinamento della Giunta, i lavori pubblici e la comunicazione. Assessorato alla Scuola, infanzia e pari opportunità affidato a Simona Lembi, mentre i rapporti con il mondo associativo, volontariato e anziani saranno competenza di Luisa Lazzaroni. Milena Naldi si occuperà di Quartieri e casa; Simonetta Saliera è il nuovo assessore al Traffico. Affidata a Nicoletta Mantovani la delega per la promozione culturale e le politiche giovanili. Maurizio Degli Esposti è il nuovo assessore all’Urbanistica e si occuperà anche di sport e ambiente, a Plinio Lenzi, invece, vengono assegnate le competenze relative a commercio, lavoro e protezione civile. Assessore al Bilancio, società partecipate e patrimonio è William Rossi, mentre le Attività produttive vanno a Luciano Sita che avrà anche la delega a turismo, “citta' storica”, patrimonio artistico e culturale.

martedì 16 giugno 2009

ANALISI DELL'ISTITUTO CATTANEO - ELEZIONI COMUNALI 2009 (La minore personalizzazione del voto in Emilia-Romagna)

L’Istituto Cattaneo di Bologna ha effettuato alcune elaborazioni sul voto che si è appena concluso per vagliare le tendenze legate al voto personale per i candidati sindaco.

Elezioni comunali 2009:
I candidati a sindaco non trascinano le liste collegate

Il voto personale per i candidati sindaci è stato inferiore rispetto a quello del 2004 nei capoluoghi dell’Emilia-Romagna

Ricordiamo che tale quota di voto personale scaturisce dal comportamento di elettori che hanno indicato il candidato sindaco senza scegliere uno dei partiti che lo appoggiano, oppure (fatto questo più raro) da elettori che scelgono un determinato candidato e nello stesso tempo una lista che appoggia un candidato diverso.
Si è riportata, nei cinque comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna in cui si è svolta la tornata amministrativa lo scorso 6-7 giugno, la differenza fra voti presi nel complesso dai candidati sindaci e voti presi dalle liste collegate, e si è calcolato il conseguente tasso di personalizzazione del voto (ossia l’incidenza, su 100 voti per il candidato sindaco, dei voti che gli sono arrivati senza “passare"dai partiti); si è poi confrontato questo tasso con quello osservato nella precedente elezione comunale.
Notiamo innanzitutto (si veda la tabella allegata) come questa differenza sia sempre positiva, il che sta a significare che i candidati sono sempre riusciti ad acquisire voti in più rispetto a quelli che arrivano loro in connessione al voto alle liste (si tratta di un fatto che in genere si verifica ma che non è scontato, in quanto a seguito del “voto disgiunto” è anche possibile che i candidati prendano meno voti delle liste collegate). Tale differenza, tuttavia, varia nel tempo (fra il 2004 e il 2009) e fra i candidati.
Varia nel tempo, in quanto il voto personale nel 2009 ha contato decisamente meno rispetto alle comunali del 2004. In 4 capoluoghi su 5 i candidati sindaci hanno nel complesso conquistato una percentuale minore di consensi personali. In particolare, a Bologna si è passati dai circa 35 mila voti personali ai candidati sindaci nel 2004 a meno della metà nel 2009 (14 mila). Lo stesso vale, più o meno nelle stesse proporzioni, per Ferrara, Forlì e Modena; fa eccezione solo Reggio, dove il voto personale ai candidati è invece salito fra il 2004 e il 2009 da 5 mila a circa 7 mila voti (per effetto del solo voto al candidato della Lega Angelo Alessandri, cha ha saputo catturare un consenso personale ben maggiore rispetto a quello del suo partito).
Il voto personale varia anche fra i candidati: i candidati del centro-destra ottengono quasi
sempre più consensi personali dei candidati del centro-sinistra (nel 2004 come nel 2009).
Come interpretare queste variazioni?
Ad esempio, a Bologna la perdita di importanza del voto personale è stata particolarmente
accentuata sia per il centro-sinistra (Flavio Delbono) che per il centro-destra (Alfredo Cazzola). Il primo ha preso circa 12 mila voti personali in meno rispetto a quelli conseguiti da Cofferati nel 2004; il secondo ne ha ottenuti 14 mila in meno rispetto ai voti personali di Guazzaloca sempre nel 2004. Per Delbono questo confronto negativo potrebbe derivare dall’elevata presenza nei media di un personaggio politico di caratura nazionale come Cofferati, che nel 2004 agì da traino rispetto al voto di lista. Per Cazzola si potrebbe sostenere che Guazzaloca, 5 anni prima, poteva vantare il fatto di essere il sindaco uscente, fatto questo che in genere rafforza la posizione personale del candidato.
Tuttavia dai dati qui presentati si inferisce che la diminuzione della personalizzazione del voto non può essere imputata (solo) alle caratteristiche personali di qualche specifico candidato (diciamo al suo scarso appeal), essendo generalizzata a tutti i comuni considerati.

Per spiegare la minore personalizzazione del voto avanziamo due interpretazioni:
1) Il richiamo dei partiti potrebbe essere cresciuto rispetto a 5 anni fa; dopo la prima fase a seguito dell’introduzione dell’elezione diretta del sindaco, nella quale l’elettore guardava alla personalità dei candidati, potrebbe essere in fase di ritorno il modello tradizionale del voto orientato in primo luogo dalle preferenze di partito. Si tratta di una tendenza antica e radicata nell’elettorato di centro-sinistra; quanto al centro-destra potrebbe essersi rafforzata a seguito del consolidamento dei partiti di questa area.
2) La seconda plausibile interpretazione fa riferimento alla partecipazione elettorale, che essendo diminuita tra il 2004 e il 2009, potrebbe segnalare che si siano astenuti principalmente gli elettori meno identificati con i partiti e che orientano di conseguenza il proprio voto prevalentemente sulla base dei candidati. In altre parole, si sarebbe rafforzata, in termini relativi, la componente di elettorato politicamente più motivata e più identificata con i partiti (insomma un calo degli elettori di “opinione” a vantaggio degli elettori di “appartenenza”).

Il fatto poi che i candidati a sindaco di centro-destra ottengano più voti personali dei candidati di centro-sinistra può essere ricondotto alla prima delle due precedenti spiegazioni, al fatto cioè che – almeno in Emilia-Romagna – le liste di centro-sinistra sono più espressione di partiti con strutture organizzative consolidate rispetto alle liste di centro-destra, il che agevola una maggiore identificazione dell’elettore con i partiti che sostengono il candidato.
A questo proposito possiamo notare come – sempre a Bologna – nel 2004 il tasso di voto personale a Guazzaloca sia stato nettamente superiore a quello del pur notissimo Cofferati (18,2% contro 11,3%). Anche nelle ultime elezioni, Guazzaloca ha dimostrato – col 9,6% di voti personali –il suo richiamo elettorale individuale, superando sia Cazzola (7,3%) che Delbono (3,9%).

Analisi a cura di Gianluca Passarelli e Dario Tuorto
Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo
Tel. 051235599 / 051239766
Sito web: www.cattaneo.org
Per eventuali approfondimenti:
Gianluca Passarelli: 333-9775111
Dario Tuorto: 340-3867528

venerdì 12 giugno 2009

Caro PD, ora hai l’ultima chance per rinnovarti davvero

Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 9 giugno 2009.


ROMA (9 giugno) -Due sono le lezioni che arrivano ai partiti di centrosinistra dalle recenti elezioni: una lezione per l’Europa ed una per l’Italia.
Riguardo all’Europa la batosta complessiva dei socialisti è stata troppo ampia e diffusa per non obbligare a ripensare al semplice interrogativo se essi siano in grado di fare avanzare da soli il complesso compito del riformismo europeo.
I dubbi nascono anche dal fatto che questa diffusa disfatta avviene in un momento di grave crisi economica con profondi disagi concentrati soprattutto nelle categorie tradizionalmente rappresentate dagli stessi partiti socialisti, a partire dai lavoratori di più basso livello e dai precari.
Qualche anno fa l’idea di pensare ad una nuova alleanza fra i progressisti (chiamata forse troppo pomposamente ulivo mondiale) era stata scartata come una proposta fuori dalla storia. Ho paura che quest’idea nella storia ci debba ritornare, almeno per aiutare a rielaborare le proposte che i diversi partiti socialisti hanno presentato ai loro elettori. E ci debba ritornare con una forte e coraggiosa politica europea. Abbiamo infatti assistito ad elezioni europee nelle quali le tesi degli euroscettici erano chiarissime, mentre le voci dei filo-europei erano flebili e non si concretizzavano in proposte precise.
La lezione per il centrosinistra italiano è altrettanto chiara, anche se maggiormente scontata in quanto i danni della frammentazione si erano già resi evidenti nelle precedenti contese elettorali.
Per il Partito Democratico in particolare il risultato, soprattutto mettendolo a confronto con le cattive previsioni e con il relativo flop del Pdl, è stato abbastanza buono da garantire la durata del partito stesso. Ma è stato abbastanza cattivo per obbligare a quel grande dibattito ideologico e programmatico di cui un nuovo partito ha assolutamente bisogno. E che è finora mancato. Insomma la lezione europea e la lezione italiana si intrecciano fra di loro e rendono necessario un rinnovamento radicale.

venerdì 5 giugno 2009

VOTA VOTA VOTA

NON LASCIARE CHE QUALCUN ALTRO DECIDA PER TE



ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO:
si possono dare fino a TRE preferenze










ELEZIONI COMUNALI, SINDACO E CONSIGLIO COMUNALE: si può dare solo UNA preferenza







ELEZIONI PROVINCIALI,
PRESIDENDE E CONSIGLIO PROVINCIALE:
il nome del candidato è già scritto sulla scheda elettorale
















ELEZIONI DEL PRESIDENTE E DEL CONSIGLIO DI QUARTIERE:
i nomi cambiano a seconda del quartiere di appartenenza

mercoledì 3 giugno 2009

VOTIAMO PARTITO DEMOCRATICO: E' IL MOMENTO DI DIMOSTRARE CHE L'ITALIA PUO' ESSERE DIVERSA



APPELLO DI ROMANO PRODI AD ANDARE A VOTARE il 6-7 Giugno.

Care amiche e cari amici,nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere aldi fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, comesemplice cittadino, di sottolineare l'importanza del voto a cui noiitaliani siamo chiamati.Anzitutto un voto per l'Europa . In questa linea richiamo la necessitàdi rafforzare il Partito democratico ricordando come esso abbia semprecon convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l'euro el'allargamento che , come si è dimostrato in questa fase di durissimacrisi , sono la principale difesa per l'Europa e l'Italia.La seconda ragione nasce dall'intensificarsi di numerosi segnali diallarme e di interrogativi da parte di tanti amici ed osservatoristranieri per la caduta di dignità e per la qualità democratica delnostro paese, segnali che ho colto con sofferenza nella mia attivitàinternazionale.Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facilecammino, è l'unica concreta risposta.Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni.È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa , che haprofonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire allacrescita democratica di una nuova Europa.Con amicizia-
Romano Prodi

venerdì 22 maggio 2009

LE TENDENZE DELL’INFLAZIONE A BOLOGNA

PREMESSA
Ad aprile 2009 a Bologna il tasso medio di inflazione (che misura l’inflazione di carattere strutturale con riferimento ad un periodo di 24 mesi) è risultato pari al +2,4% in calo rispetto a +2,6% registrato a marzo; lo stesso indicatore registra, a livello nazionale, un valore più alto (+2,8%).
Il tasso di inflazione tendenziale (che misura invece la variazione dei prezzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) a Bologna sale al +1,1%.
In Italia, ad aprile, il tasso tendenziale di inflazione (+1,2%) è leggermente più elevato rispetto alla nostra città, che si posiziona al sesto posto della graduatoria decrescente dei capoluoghi di regione a pari merito con Firenze e preceduta da Napoli (+2%), Trieste (+1,8%), Genova (+1,4%), Reggio Calabria (+1,3%) e Roma (+1,2%).
A livello europeo l'inflazione rimane stabile +0,6%.
L’attuale nota si propone di fornire alcuni elementi di conoscenza sul fenomeno delle variazioni più elevate registrate sia in senso positivo che negativo, analizzando i dati dell’Osservatorio prezzi Bologna riferiti al mese di aprile 2009.

OSSERVATORIO PREZZI BOLOGNA
(dati relativi al mese di aprile 2009)
L'Osservatorio contiene informazioni relative ai prezzi minimi, medi e massimi, nonché le variazioni mensili ed annue per circa 220 prodotti e servizi (78 prodotti alimentari, circa 50 prodotti ortofrutticoli, 23 prodotti per la cura della persona, 40 servizi, 20 beni di varia natura e 7 prodotti energetici). Il paniere, per l'anno 2009, è stato ampliato con alcuni prodotti, soprattutto nel comparto dei servizi, per fornire al consumatore un quadro informativo più ampio. Sulla base di questi dati è così possibile seguire mensilmente l'evoluzione dei livelli assoluti di prezzo di singoli prodotti e servizi (es.: pane, latte, carne, benzina, ecc.).
L'esame dei dati dell'Osservatorio Prezzi riferiti al mese di aprile 2009 evidenzia, rispetto a marzo, un aumento dei prezzi relativi a benzina e gasolio, mentre in consistente calo risulta la tariffa del gas ad uso domestico. Nel settore alimentare non si registrano particolari tensioni, anche se è da evidenziare che tra i primi 20 prodotti che registrano le variazioni maggiori rispetto ad aprile dello scorso anno ben 13 appartengono a questo comparto.

1. Gli andamenti dei prodotti alimentari
Ad aprile la variazione mensile del capitolo dell'alimentazione risulta pari al +0,2%; il tasso tendenziale è sceso ulteriormente portandosi al +2% rispetto al picco raggiunto nel mese di luglio del 2008 (+6%). Alcuni prodotti evidenziano ancora una certa tensione inflazionistica, come si evince dalla graduatoria delle prime 20 variazioni annue dei prezzi dei prodotti alimentari inseriti
nell'Osservatorio. Le tensioni manifestatesi sui prezzi della farina e dei suoi derivati risultano totalmente rientrate e molti prodotti registrano questo mese variazioni mensili di segno negativo.
Nel mese di aprile il primo posto nella graduatoria è occupato dalla passata di pomodoro (+20,7%), seguita dai pomodori pelati (+18,1%), dalla maionese (+11,7%), dall'olio di semi di girasole (+11,6%), dal riso (+10,5%) e dal tonno in olio d'oliva (+10,1%). Tutti gli altri prodotti registrano variazioni inferiori al 10%.
In particolare al decimo posto troviamo la pasta all'uovo (+8,1%), mentre tutti gli altri derivati della farina sono ormai usciti dall'elenco delle variazioni più elevate.

2. I prezzi dei prodotti petroliferi
Nel mese di aprile i prezzi dei carburanti, per quanto in aumento rispetto al mese precedente, evidenziano ancora livelli ampiamente inferiori a quelli di un anno fa.
Per la benzina la riduzione di prezzo su base annua è pari al -12,7%, mentre l'aumento rispetto al mese di marzo è stato del 2,5%. Il tasso tendenziale del gasolio per autotrazione sale dal -22,8% di marzo al -20,8% per il mese di aprile ed anche la sua variazione mensile è in aumento: +3%. In contro tendenza il GPL, il cui prezzo risulta ulteriormente in calo (-18,5% su base annua).
Per quanto concerne la tariffa del gas di rete ad uso domestico, che non prevede più la distinzione in base all'uso (gas cottura/riscaldamento), il mese di aprile ha fatto registrano variazione rispetto a marzo del -7,2% ed il tasso tendenziale si riduce dal +13,8% di marzo al +1,5% nel mese di aprile.
Sottolineiamo, infine, che il gasolio da riscaldamento ha fatto registrare una variazione tendenziale in aumento al -18,7% ed una variazione mensile del +1,4%.

3. I beni e servizi con prezzi in diminuzione
L'Osservatorio ha registrato anche prodotti i cui prezzi risultano in diminuzione rispetto ad aprile 2008. Dopo i prodotti energetici, che occupano ancora le prime sei posizioni della graduatoria e che si attestano tra il -20,8% del gasolio ed il -12,7% delle benzine, troviamo altri prodotti: il latte fresco (-11,3%), e più distaccati il pane (-3,8%), lo stracchino (-3,7%), il burro (-3,6%), la mozzarella di mucca (-3%), l'accappatoio (-2,5%).
Tutta la documentazione e le informazioni sui prezzi sono consultabili sul sito internet del Settore Programmazione, Controlli e Statistica del Comune di Bologna all'indirizzo:
www.comune.bologna.it/iperbole/piancont/prezzi/indice_prezzi.html

I PRIMATI DI BOLOGNA NEL MERCATO DEL LAVORO NEL 2008

Il Settore Programmazione, Controlli e Statistica ha redatto come ogni announ breve studio dal titolo "I primati di Bologna nel mercato del lavoronel 2008".La nota seguente esamina le tendenze del mercato del lavoro a livello locale sulla base di dati Istat aggiornati al 2008, con numerosi confronti a livello nazionale e con altre importantirealtà metropolitane.Si segnalano di seguito i principali risultati dello studio.Anche nel 2008 la regione Emilia-Romagna e la provincia di Bologna sidistinguono in ambito nazionale per gli ottimi livelli raggiunti negliindicatori sul mercato del lavoro.Per quanto concerne il tasso di attività nel 2008 in provincia di Bolognaesso risulta in aumento: 74,1% rispetto al 73,3% del 2007. Il dato èmigliore rispetto a quello regionale (72,6%), che colloca comunquel'Emilia-Romagna al primo posto fra le 20 regioni italiane. Sensibilmentepiù basso risulta invece il tasso di attività riferito all'ambito nazionale(63%).
In particolare la provincia di Bologna risulta prima per tasso di attivitàtotale e femminile fra le province con un capoluogo al di sopra dei 250.000abitanti al Censimento del 2001, mentre per quanto riguarda il tasso diattività maschile si colloca al secondo posto dopo Verona.Se si passa ad analizzare il tasso di occupazione la situazione non cambia.Anche nel 2008 l'Emilia-Romagna è la regione con il più elevato tasso dioccupazione (70,2%) rispetto ad un dato medio nazionale del 58,7%. Questoprimato è sostenuto dall'ottima performance della componente femminile, ilcui tasso di occupazione nella nostra regione è pari al 62,1% rispetto al47,2% a livello nazionale.In particolare nella provincia di Bologna il tasso di occupazione (72,4%) èal top fra le grandi province italiane; seguono ad una certa distanza Firenze (69%) e Milano (68,7%). La nostra provincia si caratterizzainoltre per il più elevato livello di occupazione sia maschile chefemminile. La maggior parte degli occupati (65,7%) lavora nel settore deiservizi; di questi 75 su 100 sono lavoratori dipendenti. Nell'industria èinvece occupato il 32,7% degli addetti e la quota dei lavoratori dipendentisale all'81,7%.Passando infine a trattare della disoccupazione, nel 2008 in provincia diBologna il tasso di disoccupazione scende ulteriormente al 2,2%, il livellopiù basso mai raggiunto dalla nostra provincia; a livello regionale ladisoccupazione sale invece al 3,2%, meno della metà di quella nazionale.Tra le grandi province italiane Bologna si colloca al vertice dellagraduatoria, seguita da Venezia (3,6%) e Verona (3,8%). Questo primato èconfermato sia a livello maschile (2%) che femminile (2,4%).Per ulteriori approfondimenti si rinvia allo studio I PRIMATI DI BOLOGNA NEL MERCATO DEL LAVORO 2008 redatto dal Settore Programmazione Controlli e Statistica del Comune di Bologna.

martedì 19 maggio 2009

L'EUROPA SPARITA


"L'Europa Sparita", titolava l'editoriale de "la Stampa" di domenica 10 maggio, a firma di Barbara Spinelli. Alle molteplici ragioni addotte, se ne aggiunge una, basilare e gravissima, che la maggior parte degli italiani ignora: e cioè che il Governo italiano ha rifiutato di diffondere nel nostro paese i manifesti della pubblicità che il Parlamento europeo ha preparato per tutta la comunità, affinchè i cittadini europei partecipino al voto del 6-7 giugno: in particolare l'eloquente manifesto che rappresenta da una parte un castello turrito e merlato e dall'altra una verde siepe domestica, con questa semplice domanda: "Quanto devono essere aperte le nostre frontiere?" Qui ho riportato le immagini di alcuni di questi manifesti ma, a conferma di quanto dico, si veda il sito del parlamento europeo:www.elezioni2009.eu. In un paese che viola le convenzioni internazionali, rifiutando la possibilità stessa che stranieri tocchino il nostro suolo per deporre una eventuale domanda di richiesta di asilo politico, nulla deve trapelare di ciò che l'Europa chiede ai propri cittadini: libertà di circolazione, diritto d'asilo, integrazione. L'affermazione del Presidente del Consiglio che l'Italia non può essere "multietnica" è assolutamente coerente con quel rifiuto: si applica ormai sistematicamente da noi uno dei principi basilari del fascismo storico: e cioè l'autarchia, nella disinformazione, nel dileggio dello straniero. Alla "perfida Alcione" si sta sostituendo la "perfida Europa".

ASPPI PROMUOVE UN PIANO NAZIONALE PER L’AFFITTO




Raccolta di adesioni per un piano nazionale della locazione




L’ASPPI della Provincia di Bologna promuove un PIANO NAZIONALE PER L’AFFITTO, meglio se a canone concordato. Questa iniziativa si propone di chiedere al Governo nazionale un Piano nazionale per la locazione che preveda da un lato la tassazione separata del reddito da locazione per i proprietari e dall’altro detrazioni fiscali del canone per gli inquilini. “L’utilizzo della leva fiscale – ha dichiarato Luigi Tommasi, Presidente di ASPPI – è un buon modo per rilanciare un mercato in crisi anche a livello locale dove comunque la promozione del canone concordato sta funzionando grazie alla costituzione dell’Agenzia Metropolitana per l’affitto”(AMA). Per l’Asppi questa esperienza di incontro tra domanda e offerta di alloggi a canone contenuto promossa da soggetti pubblici e privati è molto positiva e va sostenuta perché rappresenta uno strumento efficace di calmierazione del mercato soprattutto. Tale proposta è appoggiata anche dal SUNIA, sindacato degli inquilini, perché accomuna gli interessi dei locatori con quello degli affittuari.
L’Asppi si augura, in generale, un’attenzione alle questioni della casa e dell’abitare da parte di chi amministrerà la città nei prossimi anni.
Per sostenere questa campagna, l’Asppi invita i cittadini interessati a spedire al Presidente del Consiglio la cartolina che qui vedete. E’ già compilata. Occorre solo affrancarla ed imbucarla.
”Inondiamo” la Presidenza del Consiglio delle nostre cartoline. E’ un modo semplice per far sentire la nostra voce.
Per informazioni: redazione@asppi.bo.it; 328.27.97.251

domenica 17 maggio 2009

QUALCHE IDEA PER LO SPORT A BOLOGNA










Chiamiamola RETE DELLO SPORT. Il termine figlio dei computer è abusato
ma dà un’idea precisa quando si parla di amministrazione e della necessità di collegare le diversità, mantendole e insieme coinvolgendole in un programma unico. La Rete dello Sport può essere una grande opportunità per Bologna. Come realtà amministrativa ed esempio nazionale.


SITUAZIONE ATTUALE

1. Tutti gli operatori sportivi con ambizioni nazionali chiedono di costruire nuovi impianti nel territorio dove operano le loro squadre.
2. Questa richiesta è sempre collegata a grandi progetti di urbanistica residenziale.
3. Nei progetti, la valorizzazione di un territorio è complessiva: strutture, più edilizia privata e commerciale, più servizi, più infrastrutture, più trasporti, più traffico, più commerci eccetera. Ma riguarda solo una parte della città. Almeno direttamente: poi si può parlare di ricadute più generali, di immagine di Bologna e via di seguito. Ma è tutto indiretto e per certi versi ipotetico. Comunque tutto viene dopo l’opera principale. Non l’accompagna.
4. Questo meccanismo è destinato a creare disequilibri nel territorio cittadino, malumori, sentimenti di ingiustizia negli esclusi, polemiche, tiramolla a non finire, contrattazioni, rischi.
5. Non c’è nessun vero coinvolgimento della città nel suo complesso, nei suoi cittadini. Si guarda ai tifosi e alle strutture che di loro vivono. Ma la città nella sua totalità?
6. Non esiste nessun collegamento fra il nuovo che si crea e i tanti impianti vecchi spesso lasciati a loro stessi, ristrutturati a forza di buona volontà individuale o al massimo per qualche accordo individuale.

LA MIA PROPOSTA

VINCOLARE LA COSTRUZIONE DI QUALSIASI IMPIANTO SPORTIVO (e di ogni progetto ad esso annesso) all’impegno legale da parte degli operatori di procedere ALLA MANUTENZIONE DI UNA SERIE DI STRUTTURE SPORTIVE ESISTENTI. Vincolo con numero fissato di anni, da ridiscutere alla scadenza.
Parlo di centri civici, campi da calcio e basket, di sport vari, piscine, palestre. Strutture comunali, ma anche altre strutture pubbliche o private che abbiano la destinazione per uso pubblico. Nel caso delle strutture sportive scolastiche non comunali è necessario un accordo con il Provveditorato agli Studi. In caso di strutture scolastiche private si analizzerà caso per caso attraverso una Commissione mista (pubblica e privata, con tutti gli interessati) e si studieranno accordi e possibilità.
Lo stesso meccanismo deve riguardare qualsiasi ristrutturazione o amplimento o modifica delle strutture per gli sport di massa attualmente funzionanti: Stadio di calcio, palazzi per la pallacanestro, eccetera.
Ovviamente a fatturati e guadagni diversi corrisponderanno impegni economici diversi.
Indispensabile il COINVOLGIMENTO DEI COMUNI NELLA ZONA METROPOLITANA di Bologna.
Sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi del tipo prima si fanno gli impianti importanti, poi si discute su tutto quello che gira attorno e sulle altre strutture bisognose di recupero e manutenzione .
Non esiste la strategia dei due tempi: si costruisce e si procede con manutenzione-restauro contemporaneamente.
Persino in termini di budget, finanziamenti, programmazione.
Anche perché i nuovi impianti non sono un obbligo né una necessità, ma UNA OPPORTUNITÀ. E devono esserlo PER TUTTA BOLOGNA. Per chi si interessa degli sport coinvolti e per chi no. Per chi abita nelle zone coinvolte e per chi sta lontano.

OBIETTIVI

Non costruire se non si recupera l’esistente. E’ una vera strategia politica, economica, culturale, di educazione civica ed azione programmatica.
1. Costringe a monitorare lo stato delle strutture sportive esistenti e a decidere cosa fare, fra degrado, restauro, abbattimento, nuova destinazione. E’ il punto più terra terra, ma costringe una città abbastanza immobile a vedere cosa ha, decidere in fretta cosa fare.
2. Porta allo scoperto una storia di Bologna, fatta di muri e di nomi, con la possibilità di fare una vera storia dello sport, dei suoi campi e dei campioni: chi ricorda Cavicchi o Canè? Cosa hanno significato per la Bologna del boom o degli anni della paciosità finita tragicamente?
3. Si dovrebbe creare un rapporto pubblico-privato non su UN AFFARE ma SULLA GESTIONE DELLA CITTÀ, almeno di uno dei settori più importanti. Brutalmente, diventano anche PIÙ DIFFICILI GLI ACCORDI SOTTO BANCO, il do ut des fra singoli.
Il privato diventa davvero IL SIGNORE DEL CALCIO, DEL BASKET,ecc... ma non per la squadra (non solo per lei) ma per quello che fa per la città. Ci si occupa di uno sport, non di una squadra.
Tutta la città è coinvolta nel progetto, dove si costruisce e dove si restaura, si mantiene, ci guadagnano da una parte ma anche dall’altra i ragazzi che usano i campi, i genitori, le scuole, i quartieri
4. Una politica nuova non è fatta di comparsate allo Stadio (meglio un sindaco in tribuna o in biblioteca, al palazzo o alla mostra? e si possono fare tutte due le cose? non esistono gerarchie? quante domande senza risposta si possono fare…). E’ costruita sulla capacità di gestire lo sport, di dettare per quanto possibile le sue regole in città. Di capire di cosa si sta parlando.
Per i politici il tifo deve essere buona amministrazione, dello sport e non solo: così tutti stanno meglio, allo stadio e non solo. Il resto è demagogia. Andare allo Stadio, è questo. Così ha un senso sbracciarsi, dar di matto senza vergogna. Si può farlo se si lavora, non gratis. Per immagine.
5. Questo potrebbe avere peso anche nella costruzione (senza illusioni) di una coscienza civica sia verso chi va allo Stadio sia verso chi non ci va. Di dividere Bologna fra sportivi (o tifosi, fan, fedeli, ultrà) e indifferenti, contrari, laici, atei.
Si può provare a non far sentire lo sport alienazione, separazione, gioco consegnato agli altri (siano i professionisti o i tifosi). Si può provare a non pretendere da loro (i professionisti, i tifosi) risultati non umani, ma lavorare insieme per tramutare tutto in un operazione cittadina. Pretendendo poi gli stessi risultati, ma più come città e meno come ultrà isolati. Tutti ultrà, uguali pochi fanatici. In questo caso si può identificare una squadra con una città. Questo significa sport come politica, buona politica.
Senza le ipocrisie di sport poveri contro sport ricchi, sport di massa e di elite. Costruiamo lo sport di Bologna, la cultura sportiva di Bologna. Fatta di mattoni e di partecipazione.
Un ruolo importante potrebbe avere una presenza costante di sportivi e non sportivi nelle scuole: non a far lezioni, sermoni, ma a raccontare, a farsi vedere. A tramutare lo star system in un meccanismo di famiglia, più ricco, identico nella struttura, molto più forte nei risultati esterni e collettivi. Si fa più fatica insultare uno che poi ti ritrovi in cattedra, sul banco, al circolo, al bar.
Lo sport a Bologna è ancora abbastanza umile – anche nel senso negativo del termine – da poter capire che ha bisogno di questi bagni di popolo e umità.
6. Costruire e ristrutturare, curare l’esistente significa anche far sentire lo sport più vicino, quotidiano. La domenica è il GRANDE EVENTO, ma che per tutta la settimana ti permette di giocare decentemente le tue gare in ambienti decenti. L’amore, la partecipazione, il divertimento, l’attaccamento, l’appartenenza sono tutti doppi. Settimana da giocatore (in prima persona, per figli, nipoti ecc.), domenica da spettatore.
Per il piccolo evento della vita di tutti, per il grande evento a cui assistere
7. Così lo sport è davvero di massa anche quello di elite (dove sono ormai gli sport di elite? il polo, la formula uno, la vela….)
8. Il tifo. Periodicamente si parla di accorpare in un’unica squadra le due società di basket, in altre città lo si fa per il calcio.
Sbagliato, impossibile, a mio parere. Gli sportivi hanno diritto ad avere le proprie bandiere, le città hanno diritto ad avere le squadre che credono (e non solo le città più potenti). Giusto, utile è però trovare luoghi ed occasioni in cui le diverse squadre, ma anche di diversi sport si trovino impegnati nello stessa attività.
IN CUI CONVERGANO ANZICCHE’ AL SOLITO DIVERGERE. Mantenere e curare gli impianti esistenti, mandare atleti a parlare con i ragazzi è un momento di unione. Gli affari, le ambizioni dentro e fuori il campo dividono e divideranno? Ma intanto cominciano a costruire delle camere di compensazione cittadine dove tutti quelli che lavorano, sperano, vivono, pensano nello stesso settore possano ragionare su azioni comuni.

venerdì 15 maggio 2009

GRAVISSIMO! ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA E ALLA RETE




Sì della Camera al Ddl sicurezza


L´attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l´obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D´Alia (UDC), appare la "repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l´articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D´Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta(ad esempio, quella di non curare in ospedale gli immigrati senza regolare permesso di soggiorno), i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all´estero. Il Ministro dell´interno, in seguito a comunicazione dell´autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l´interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L´attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l´istigazione a delinquere e per l´apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l´istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all´odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, e tutta l´informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l´unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l´unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l´ennesima volta, in una materia che vede un´impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d´interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l´istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l´Italia come la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata PuntoInformatico. Fate girare queste notizie il più possibile. E´ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E´ in gioco davvero la democrazia!!!

domenica 10 maggio 2009

Domani 21 04 09 - Canzone per l'Abruzzo - ACQUISTIAMOLA

LA CANZONE CHE HA COINVOLTO 56 CANTANTI ITALIANI IL CUI INCASSO ANDRA' DEVOLUTO AI TERREMOTATI D'ABRUZZO

Francesco Guccini - Bologna: UN INNO ALLA MIA CITTA'

...Bologna è una donna emiliana di zigomo forte,
Bologna capace d' amore, capace di morte,
che sa quel che conta e che vale, che sa dov' è il sugo del sale,
che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...

venerdì 8 maggio 2009

Valore Paese: ecco le 12 aree ex Difesa da valorizzare a BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA - Ecco una descrizione particolareggiata delle dodici aree appartenute alla Difesa e che da oggi, attraverso l'Agenzia del Demanio , entrano nelle disponibilita' del Comune di Bologna , per essere valorizzate ad uso civile.
Caserma San Mamolo (5.250 metri quadrati di superficie totale) L'immobile, che fa parte del piu' antico complesso del convento e della chiesa della SS. Annunziata, e' situato lungo i viali di circonvallazione sud, a ridosso del centro storico. Il complesso e' stato oggetto di lunghi restauri che hanno consentito di riportare alla luce l'elegante portico sulla via S. Mamolo e di restaurare le pitture che ne decorano le lunette. Il complesso presenta una solida struttura muraria in mattoni intonacata e tinteggiata esternamente nel caratteristico colore ''rosso bolognese''. Il ministero per i Beni e le Attivita' culturali ha riconosciuto il suo particolare interesse storico-artistico.
Compendio Monte Paterno (9.396 metri quadrati di superficie totale) Complesso originariamente adibito a polveriera situato nella peroferia sud della citta' in una zona agricola collinare di tutela ambientale a circa 5 km dal centro di Bologna. La struttura di forma quadrata confina con terreni agricoli e con il Parco di Monte Paderno.
Ex Polveriera Val d'Aposa (7.844 metri quadrati di superficie totale) Situato ai piedi della zona collinare a sud della citta' a circa 2 km dai viali di circonvallazione sud, il complesso insiste su un'area molto interessante dal punto di vista commerciale in quanto vicina al centro cittadino e con una rilevante presenza di verde. La struttura e' di interesse storico: uno dei magazzini, l'originaria polveriera, e' un raro esempio di architettura militare ottocentesca in Emilia-Romagna.
Caserma Sani-Commissariato militare Casaralta (113.885 metri quadrati totali) La struttura si estende in una zona pianeggiante a nord della stazione e del centro di Bologna e prospiciente alla zona fieristica. Il complesso, il cui stato di conservazione e' buono, si compone di diversi edifici anche di notevoli dimensioni.
Ex infermeria quadrupedi San Vittore (2.736 metri quadrati totali) Il complesso e' situato nella periferia sud di Bologna, in posizione collinare a circa 1,5 km dal perimetro esterno del centro, nei pressi dell'ex Seminario arcivescovile. La struttura, che si trova in buono stato di conservazione, si articola in due strutture con tettoia in parte chiusa, che in passato furono destinate prima a polveriera poi a stalla per la cura degli animali utilizzati per le attivita' militari. L'intera zona comprende aree di valore naturalistico.
Caserma Mazzoni – Porzione Esercito (55.057 metri quadrati totali) La struttura, in passato denominata Forte di Beldiporto, si trova alla periferia est di Bologna, nella zona residenziale ''Murri''. Confina con l'ala della caserma in uso al 5° Battaglione Carabinieri. E' un complesso dalle forme squadrate costituito da un'ampia area di pertinenza e da una serie di palazzine adibite ad alloggi e prevalentemente costruite in muratura di mattoni. Ci sono inoltre locali di servizio, tettoie e capannoni per il ricovero degli automezzi. L'insieme si estende per circa due ettari e intorno al complesso si estendono alcune aree verdi.
Area Ex Sta.Ve.Co (87.500 metri quadrati totali) Il complesso, situato in posizione collinare si sviluppa lungo i viali di circonvallazione sud, nella zona a ridosso del centro storico cittadino. Si tratta di un'area di particolare pregio sia per la presenza di spazi verdi sia per la qualita' delle abitazioni. Venne edificata a partire dall'unita' d'Italia e utilizzata prima come laboratorio pirotecnico, poi come arsenale militare, infine come officina per i mezzi pesanti. L'intero immobile e' stato dichiarato di particolare interesse artistico e storico dal ministero per i Beni e le Attivita' culturali ''per le particolari costruzioni dei fabbricati che documentano l'evolversi della tecnologia edilizia tra otto-novecento''.
Orti sociali per anziani Porzione Prati di Caprara Est (16.890 metri quadrati totali) - È situato nella prima periferia della citta', in una zona aperta e non edificata. L'area, di forma triangolare e pianeggiante, e' in parte occupata da una vasta struttura sanitaria dell'Ospedale Maggiore e in parte dall'amministrazione militare. L'appezzamento, il cui stato di conservazione e' buono, e' completamente recintato con una rete metallica e con un muretto di cemento armato. Su una parte di esso sorge una centrale termica.
Caserma Chiarini (25.824 metri quadrati totali) L'imponente struttura e' situata nella periferia di Bologna, nella zona industriale che si estende in localita' Le Roveri. È composta da cinque costruzioni in buono stato di conservazione circondate da alcuni campetti sportivi e da una vasta area prevalentemente adibita a verde. Parte dei locali e' ora utilizzata dalla Prefettura.
Ex Batteria Dat Alemanni (metri quadrati 2.237 totali) Il terreno si estende nella periferia della citta', in un'area agricola delimitata a nord dalla ferrovia, ad est dalla tangenziale e a sud dalla via del Terrapieno. Sugli altri lati confina con campi coltivati. Il bene era originariamente adibito a postazione di batteria contraerea poi, dal 1959, fu dato in concessione a privati per coltivazioni agricole. Il terreno e' pianeggiante e di forma trapezoidale.
Ex Direzione Lavori (1.531 metri quadrati totali) Il complesso si estende a nordovest della citta', nei pressi della rete autostradale A14, all'aeroporto di Bologna ''Guglielmo Marconi'' e al fiume Reno. In mediocre stato di conservazione, la struttura, la cui superficie coperta e' minima rispetto a quella scoperta, e' costituita da un corpo di fabbrica a due piani e da un'area di pertinenza caratterizzata da una folta vegetazione spontanea. Area Prati di Caprara Est Ex Area Addestrativa (271.492 metri quadrati) Il complesso, insieme agli Orti sociali per anziani, costituisce l'Area Prati di Caprara Est. Si trova a nordovest di Bologna in Via dell'Ospedale nei pressi della rete ferroviaria. La struttura in passato era utilizzata per l'addestramento del corpo militare. E' articolata da una ventina di fabbricati, di cui sei utilizzati come ricoveri dei mezzi militari, e una serie di palazzine adibite ad alloggi

LE AREE DEMANIALI ACQUISITE DAL COMUNE DI BOLOGNA: RIFLESSIONI E PROPOSTE


(Questo articolo uscirà nel numero di Maggio di “IO ABITO”, la rivista dell’ASPPI della Provincia di Bologna)
Il Comune di Bologna e l’Agenzia del Demanio hanno firmato recentemente una convenzione per la riqualificazione di 19 aree militari dismesse (come le ex Caserme Chiarini, Mazzoni, Sani, Masini, e parte delle d’Azeglio, S. Mamolo, Minghetti e Mameli, le aree di Prati di Caprara, l’area Staveco etc.), che riguardano complessivamente il recupero di 83 ettari e l’edificazione di circa 318.000 mq di superficie lorda edificabile.
L’intesa definisce le modalità per il completamento del PUV – Programma Unitario di Valorizzazione – è rappresenta una straordinaria opportunità di trasformazione urbana di aree ed immobili della nostra città che andranno ad incrementare le dotazioni territoriali a servizio della cittadinanza: aree verdi, parchi, spazi culturali, scolastici, sociali e sportivi, oltre a servizi commerciali e residenze pubbliche e private, viabilità e reti infrastrutturali.
La città cambierà volto nei prossimi anni, la cittadella pubblica per le attività scolastiche e sportive che verrà realizzata nell’area ex Staveco diverrà la nuova porta di accesso alla collina , la realizzazione del grande parco urbano dei Prati di Caprara (27 ettari), la nuova connessione ecologica tra Reno e centro città, nuove abitazioni sociali, importanti interventi di restauro e recupero di immobili di interesse storico e architettonico.
E’ auspicabile che gli interventi edilizi di riqualificazione, che comporteranno una significativa ricaduta in termine di nuovi posti di lavoro, siano ispirati ai nuovi criteri di bioedilizia ad alta efficienza energetica che riducano l’inquinamento ed i consumi senza intaccare le comodità della vita moderna anzi migliorandone la qualità, che gli edifici sia privati che pubblici siano immersi nel verde e sfruttino l’illuminazione naturale, oltre che l’energia ricavata dal calore della terra (geotermia)per riscaldare e raffreddare, installando pannelli solari fotovoltaici e termici per produrre energia da trasferire con nuove reti di trasmissione.
La sfida da vincere, la vecchia civiltà dei consumi che cambia volto e pelle perseguendo due obiettivi: minor consumo d’energia e produzione di energia rinnovabile.
Cura dell’ambiente e nuovi materiali per andare oltre la crisi, considerando il fattore ambientale quale variabile dipendente della crisi economica che stiamo attraversando, quindi un opportunità e non un ostacolo alla ripresa .(Patrizia Beccari)

mercoledì 6 maggio 2009

PAROLE DI POLITICA da HOPE - n.15 - dicembre 2008

PUBBLICO QUESTO ARTICOLO SCRITTO DA ROMANO PRODI PERCHE' RITENGO AFFRONTI UNO DEI PRINCIPALI PROBLEMI DI QUESTI ANNI: LA COMUNICAZIONE

Mi è stato chiesto di riflettere sul rapporto tra la parola e la politica, e cioè di dire la mia su un tema immenso e quasi smisurato. Confesso che non ce la faccio proprio ad affrontarlo tutto intero, con tutte le sue infinite implicazioni. Mi limiterò quindi a ragionare su un solo aspetto del rapporto fra la parola e la politica e cioè sulla parola come strumento di conquista del consenso politico. Per essere ancora più preciso sulla parola nella campagna elettorale.
Sotto molti aspetti si può affermare che, almeno negli ultimi duemila anni, nulla è cambiato nell’uso della parola per convincere gli elettori. Ma poi, guardando bene dentro alle cose, possiamo invece affermare che tutto è cambiato.
Cerchiamo di divertirci un poco partendo da due documenti di duemila anni fa per poi passare direttamente a oggi.
Il primo documento è un vero e proprio manuale scritto da Quinto Tullio Cicerone per aiutare il più illustre fratello Marco Tullio durante la campagna elettorale per il consolato nel 63 avanti Cristo. Un documento raffinato ma anche estremamente semplice su cosa bisogna fare ma, soprattutto, su cosa bisogna dire per conquistare la fiducia degli elettori (Quinto Tullio Cicerone, Manualetto di campagna elettorale, Ed. Salerno, Roma, 2006).Di insegnamenti che oggi potremmo chiamare “politicamente corretti” ne leggiamo ben pochi. La parola è ritenuta un semplice strumento per convincere gli elettori e, perciò, ogni parola, ogni promessa è lecita, purché raggiunga il suo scopo.La conquista del voto dipende dalla promessa di benefici, dalla speranza e, anche, dalla simpatia che si riesce a suscitare in coloro che debbono depositare il loro voto nelle urne. La parola deve perciò essere esclusivamente dedicata a raggiungere questi tre obiettivi.Tutto il manuale elettorale è perciò dedicato a come promettere, a come creare speranze e simpatia, con qualsiasi strumento. E per raggiungere questo obiettivo tutto è lecito, a partire dalla simulazione, per cui il candidato non dovrà limitarsi a pronunciare solo le parole gradite ai suoi interlocutori, ma dovrà anche accompagnare alle parole le espressioni del volto e gli atteggiamenti che più saranno in grado di costruire consenso attorno alla propria persona.Il raffinato manuale non si limita tuttavia a questo e, come succede nelle migliori famiglie, si dedica accuratamente ad elencare gli strumenti di denigrazione da usare nei confronti degli avversari politici.Antonio e Catilina debbono essere perciò attaccati nel modo più violento possibile, calcando la mano sui loro debiti, le amicizie dubbie, lo sperpero del denaro, il lusso, la lussuria e tutti i vizi di cui si può macchiare un essere umano. Si adombrano anche ipotesi (non ben confermate) di delitti e di nefandezze che, certamente, possono colpire l’immagine degli elettori.Un manuale completo, metodico e raffinato per un politico raffinato che, chiamandosi Cicerone sa, più di ogni altro, fare buon uso della parola.Il secondo documento a cui voglio riferirmi, ci porta di fronte ad una realtà radicalmente più popolare, riguardo alla quale vengono usate parole semplici, dirette al popolo minuto, per una gara elettorale di livello locale. Mi riferisco alle divertentissime e semplici scritture murali di propaganda elettorale che ancora oggi si possono leggere sui muri di Pompei. Parole che il Vesuvio ha portato direttamente a noi.“I fruttivendoli chiedono di votare per Marco Cerinio”. E tante altri scritti in favore del candidato degli osti, dei professori, dei mulattieri o degli abitanti dei diversi quartieri. Nessuna raffinata motivazione: al massimo il candidato viene definito virtuoso, meritevole e capace di interpretare gli interessi della collettività.Parole semplici, che vengono ripetute migliaia di volte sui muri di tutta Pompei: basta pensare che più di mille di questi “murales” ante-litteram sono arrivati fino a noi.
In fondo analizzando questi due diversi esempi di espressione politica, si potrebbe concludere che, riguardo all’uso della parola, non vi è nulla di nuovo rispetto alle campagne elettorali di oggi: allora come oggi si usavano parole semplici per le persone semplici e parole raffinate per convincere gli elettori di livello più elevato.Le similitudini sono evidentemente molte perché anche oggi la parola nelle campagne elettorali è usata per creare promesse, speranze, simpatie e, soprattutto, per denigrare gli avversari. E, oggi come allora, non vengono dedicate molte energie perché queste parole siano fra di loro coerenti e, complessivamente veritiere.
Le similitudini, però, si fermano qui perché la parola, nelle campagne elettorali moderne, viene accompagnata da strumenti che la rendono infinitamente più potente ed efficace rispetto a quanto avveniva in passato.Il primo strumento è la moltiplicazione in modo diretto ed indiretto della sua intensità attraverso i moderni canali di comunicazione.Ed in questi canali il modo indiretto prevale ormai sulla parola stessa.Un moderno manuale di campagna elettorale non solo non potrebbe mai contenere le scritte ingenue e dirette dei muri di Pompei ma non potrebbe nemmeno accontentarsi dei complessi insegnamenti del fratello minore di Cicerone.L’attacco diretto all’avversario si rivolgerebbe facilmente contro a chi lo pronuncia. Occorre qualcosa di più complesso: uno screditamento generale dell’avversario e di tutto quello che gli sta attorno. Una demolizione progressiva della sua personalità, un feroce uso del ridicolo: il tutto possibilmente in modo obliquo, nel quale il linguaggio del candidato è sempre accompagnato dagli echi presunti o reali degli effetti delle sue parole sugli elettori.Non basta la parola ma occorre dimostrare che essa ha prodotto effetti devastanti sugli avversari.Alla parola si accompagnano perciò le indagini demoscopiche e gli “opinion polls”. Essi non servono solo a mettere in luce la forza del “nostro candidato”, ma ci abituano a modificare e ad adattare le parole che verranno pronunciate successivamente agli effetti delle parole precedenti, che appunto emergono dalle indagini e dagli “opinion polls”.La parola diventa quindi non solo strumentale ma sempre più provvisoria, in attesa di essere modificata a seconda delle reazioni che la parola precedente ha provocato. Viviamo cioè nel continuo inseguimento fra la parola ed il suo eco. E l’eco diventa più importante della parola stessa.Questo gioco fra la parola e il suo eco diventa così rapido che il cittadino, cioè l’elettore finisce con l’essere così stordito, da non capire più il significato delle parole stesse.Lo stordimento è tale che si perde una condizione indispensabile perché la parola sia efficace, e cioè la memoria. E senza la memoria diventa impossibile giudicare l’aspetto più importante della parola, e cioè la sua coerenza.Il martellamento diretto ed indiretto dei media raggiunge infatti dimensioni e ritmi tali per cui diventa sempre più difficile costruire i legami e i collegamenti che permettono alla parola di conservare il suo contenuto espressivo.Se è quindi vero che l’uso della parola nella campagna elettorale non sembra offrire novità radicali rispetto a duemila anni fa, esso è oggi totalmente diverso per effetto della presenza sempre più pervasiva del sistema dei media.L’eccesso di parole e il modo con cui questo eccesso viene gestito rende incomprensibile la realtà sottostante e rende sempre più difficile distinguere questa realtà dalla mistificazione.Il processo è andato così avanti per cui molti si chiedono se questo non mette addirittura a rischio la vita della democrazia stessa.Io credo che questo processo di deterioramento stia procedendo in modo quasi inarrestabile e che sia perciò necessario ed urgente adottare importanti misure correttive.La democrazia, per funzionare, richiede infatti una presenza equilibrata della parola e dell’ascolto.Questo obiettivo non è però raggiungibile senza un uso misurato ed equilibrato dei media che trasportano ed amplificano la parola fino a falsarne completamente l’ascolto.Senza equilibrio e senza misura la parola non può arrivare né al cuore né al cervello. E se non vi arriva non dobbiamo stupirci se la democrazia si inaridisce e i cittadini diventano sempre più scettici e rabbiosi.
Romano Prodi

domenica 3 maggio 2009

Bologna The Magic City

Guccini: "Su per la collina"

Da una poesia scritta in Bolognese, tradotta da Guccini. Parla dei partigiani

Sono candidata al consiglio comunale di Bologna con il Partito Democratico per Delbono sindaco

LE RAGIONI DEL MIO IMPEGNO
Mi sono iscritta al PD a Roma, dove lavoro spesso. Bologna e l’Emilia mi fanno da scuola. Non c’è buon governo senza buona sanità. Bologna lo ha insegnato con assessori come Eustachio Loperfido. Per questo la lotta qui è più importante. Ho chiesto di candidarmi per lottare insieme a chi sa unire, armonizzare stato sociale, conti economici, sviluppo. Lottare comunque, insieme. Ognuno portando il proprio cuore e il proprio cervello per difendere e migliorare una cultura, un ambiente, rapporti fra persone, sicurezze, tollerenze, bellezze da condividere. Voglio una Bologna, un’Italia che siano governate da donne e uomini. Non da Re Guaritori grandi e piccoli.

LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE
Mancano i soldi, il governo Berlusconi taglia i finanziamenti ai Comuni. La crisi, l’attacco della destra devono farci tirar fuori tutta la nostra fantasia e la bellezza del lottare. Con concretezza, convinzione, umiltà. Questo credo sia il compito di un consigliere comunale: facendo funzionare al massimo la testa senza montarsi la testa.
Ancora più nella situazione attuale, dobbiamo far bella Bologna nella sua quotidianità. Nei quartieri e nel centro, nel traffico, nei portici, nei muri, nelle vetrine. Nei servizi sociali e sanitari, nella casa. Agire con i soldi che abbiamo, cambiare abitudini sbagliate, studiare insieme soluzioni. Inventarsi una partecipazione per il nuovo Millennio. Creare la Bologna dei cittadini. E’ la nostra proposta a un’Italia che vogliamo cambiare.

VIVA I QUARTIERI
Bisogna far cultura tutti i giorni, in tutti gli ambiti. Il degrado nasce dal distacco fra una città e i suoi abitanti. Quelli nati qui, quelli che vi arrivano per studiare e lavorare o solo per sfangare la vita. Gli immigrati. Folla composita. Non un tutto unico da incontrare in modo razziale, razzista.
Avete presente la gentilezza, la disponibilità, l’arguzia che si porta dietro un sacco di gente di Bologna? Si possono promuovere gruppi che passano in rassegna il proprio quartiere, segnano quello che non va: bidoni della spazzatura, scritte, sporcizia e via di seguito. E segnalano cosa si può fare. Riunirsi per decidere il da fare. Il Consiglio di quartiere diviene strumento di partecipazione quotidiana. Nessun miracolo, nessun paradiso, miglioramenti giorno per giorno. Bisogna inventarsi un modo di stare insieme. Bar disposti ad organizzare tornei, mini feste di strada, parrocchie da collegare, negozi da salvare, tanto si può escogitare, fare.

PITTORE TI VOGLIO PARLARE
La zona universitaria e il centro in genere sono l’immagine di Bologna. La sua difesa sia affidata al controllo notturno di pattuglie di vigili urbani che segnalino e impediscano devastazioni, scritte, porcherie varie. Non fermandosi al centro ma estendendosi a tutta Bologna. In contatto con Ps e Cc.
Bisogna coinvolgere i giovani, gli studenti. Cercare di portare i writer, i graffitari della bomboletta a ragionare su cosa farebbero se potessero pensare un pezzo di strada. Cosa programmerebbero, invece di scarabocchiare una scritta e scappare. Tramutare i nuovi barbari in nuovi cittadini. Senza rinnegare la loro cultura. I vandali veri possono essere isolati solo dagli altri giovani, in un confronto continuo, programmato, fin istituzionale.

NEGOZI, PORTICI, TRAFFICO
La bellezza non va però tutelata a senso unico. Bologna non può permettersi vetrine brutte. Il problema è della Sovrintendenza, ma le associazioni dei commercianti non possono non ragionare sul , sul rapporto fra negozi, mercanzia, serrande, insegne, interni per fare di Bologna una città con un richiamo ad hoc. Le strade di Bologna sono questo. Monumenti.
I portici sono questo: monumenti. La manutenzione non riguarda il pezzetto privato, ma deve coinvolgere tutto il percorso. Bisogna inventarsi strutture anche istituzuonali ad hoc.
Il traffico e la sua regolamentazione devono essere inseriti in questa visione di città bella, da godere. La mobilità è decisiva, ma lo è anche liberare il più possibile strade che sono il racconto di Bologna. Bologna non ha grandi monumenti, ma è un monumento come città. su questo bisogna ragionare. in tutte le città del mondo i centri che hanno risolto il problema del traffico (con garage, parcheggi, anche divieti) si sono arricchiti e hanno arricchito chi ci lavora. Punto spinoso da sempre, ma da affrontare a Bologna una volta per sempre.

DALLA VIA EMILIA AL WEST
La città è storia e mito: tanto più una città come Bologna. Bologna può diventare la CAPITALE SIMBOLICA di una storia cittadina che si fa storia nazionale. Formazione della città, dello Stato. Commerci. Integrazione. Giovani e vecchi. Cittadinanza. Cittadini e forestieri. Ospitalità. Guerra. Pace, Fede. Epoche. Valori. E' una storia in divenire.
Attorno si può creare un meccanismo vivo. Incontri, conferenze, spettacoli. Coinvolgimenti delle realtà locali. Università in testa, artisti, musicisti. Anche così si può tentare di recuperare, contattare i . I giovani. Insieme a loro, ricostruisci la storia.
Usare i contenitori esistenti, trovarne altri, come per il Museo della Memoria. Per ogni contenitore, una parola-chiave attorno a cui costruire il senso dell'intervento. Una specie di vocabolario cittadino. Un percorso fondato sulle PAROLE che costruiscono una città. Un esempio: via Fondazza. Ovvio il riferimento a Giorgio Morandi. Ma si potrebbe innalzare in quel luogo il discorso sulle ombre. Ombre di Morandi, ombre dei portici, convivenza, socialità dei portici, passeggio, pioggia combattuta. Se uno vuole pure OMBRE di Bologna: i suoi misteri, le sue lotte.

SCUOLE E MUSEI PER DIVERTIRSI
Il Comune di Bologna deve aprire uno “Sportello della Cultura” per tutti quelli che nella nostra città si occupano di cultura per ascoltare le loro richieste, iniziative. Per coordinarle in modo che la comunicazione sia univoca, faccia sistema.
Quasi ogni facoltà universitaria ha un suo museo, una sua biblioteca. Sono luoghi da vivere per la città. Creando uno scambio cittadini-ateneo con cui si combatte anche il degrado. Nella zona universitaria c’è anche il Teatro Comunale. Inventrasi eventi aperti al pubblico gratis in occasioni di grandi opere liriche o grandi concerti usando i musicisti, i cantanti. Abbinando il tradizionale al moderno.
Il Comune non ha finanziamenti sufficienti per l’estate. Teniamo aperti i musei alla sera. E’ anche il modo per creare un filo rosso, mostrare davvero che i musei sono Bologna.Quasi tutti i musei hanno un giardino interno. Animiamolo con musica, bar ed arrichiamolo con esposizioni estemporanee di artisti bolognesi. Oppure organizziamo in una piazza o in un cortile una sorta di gara tra scuole di ballo (a Bologna ne abbiamo tantissime), magari con i ballerini che trascinano gli spettatori.
L’abbiamo già fatto, rifacciamolo.
Oltre ai presidi delle facoltà universitarie occorre avvicinare i presidi delle scuole medie inferiori e superiori. Già esiste una sorta di esibizione teatrale tra le varie scuole superiori di Bologna. Occorre incrementare queste iniziative. Perché non rimangano di nicchia (solo parenti ed amici degli attori in miniatura) BISOGNA COINVOLGERE QUALCHE ATTORE PROFESSIONISTA, bolognese o di passaggio, allargare il discorso sul teatro, la vita di un attore, i grandi che hanno fatto il teatro….
Altro punto focale da valorizzare è l’Accademia di Belle arti, anch’essa nella “famigerata” zona universitaria. In quella sede già si tengono corsi sulla comunicazione dell’arte ed altro ancora. Già fanno qualcosa, ma per il momento è tutto a spot. Il cittadino passa per caso ad esempio in via Guerrazzi e trova sotto il portico un laboratorio di avvicinamento all’arte dedicato ai bambini della scuola materna ed elementare. Questi eventi non devono più essere casuale.

LA RETE DELLO SPORT
Chiamiamola RETE DELLO SPORT. Il termine figlio dei computer è abusato ma dà un’idea precisa quando si parla di amministrazione e della necessità di collegare le diversità, mantendole e insieme coinvolgendole in un programma unico. La Rete dello Sport può essere una grande opportunità per Bologna. Come realtà amministrativa ed esempio nazionale. La mia proposta è Vincolare la costruzione di qualsiasi impianto sportivo (e di ogni progetto ad esso annesso) all’impegno legale da parte degli operatori di procedere alla manutenzione di una serie di strutture sportive esistenti(centri civici, campi da calcio e basket, di sport vari, piscine, palestre). Vincolo con numero fissato di anni, da ridiscutere alla scadenza. Indispensabileun accordo con il Provveditorato agli studi ed il coinvolgimento dei Comuni nella zona metropolitana di Bologna. L’obiettivo è: Non costruire se non si recupera l’esistente. E’ una vera strategia politica, economica, culturale, di educazione civica ed azione programmatica

PROGETTO PROSPERITA’
Prospettive strategiche e linee di proposta per il settore delle scienze della vita e delle applicazioni sanitarie
Le scienze della vita costituiscono la più importante e completa piattaforma di convergenza fra scienza fondamentale, aggregazione tecnologica, organizzazione dei sistemi di cura e personalizzazione dell’assistenza. Per questo è importante governare il complesso della catena del valore dalla ricerca fondamentale alle organizzazioni diagnostico-terapeutico-riabilitative territoriali. Lo sviluppo clinico è il perno tra ricerca, applicazione e diffusione di conoscenza. Tra apprendimento e momento organizzativo anche terapeutico. Soprattutto in relazione alle possibilità aperte dalle biotecnologie e anche all’integrazione, nel settore biomedicale, con le esigenze tecnologiche che si profilano all’orizzonte. L’obiettivo è lavorare sulla sanità territoriale affinchè entri nel grande circuito della ricerca clinica, snellendo le procedure, coinvolgendo i medici di medicina generale, gli infermieri dell’assistenza domiciliare, i poliambulatori. Si otterrano, aggiornamenti professionali, cure più avanzate, entrate economiche, utili alla sanità in questo momento di grandi tagli agli enti locali.

QUESTA E’ LA CITTA’ DOVE VOGLIAMO VIVERE

"Io sospiro per Bologna... dove i forestieri non trovano riposo per le gran carezze che ricevono... in Bologna, nel materiale e nel morale, tutto è bello... gli uomini sono vespe senza pungolo; e, credilo a me, la bontà di cuore vi si trova effettivamente, anzi vi è comunissima, e che la razza umana vi è differente da quella di cui tu ed io avevamo idea". (Giacomo Leopardi)


IL 21 e 22 GIUGNO VAI A VOTARE AL BALLOTTAGGIO

IL 21 e 22 GIUGNO VAI A VOTARE AL BALLOTTAGGIO
ORA FACCIAMO VINCERE DELBONO


ELEZIONI PER IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA

ELEZIONI PER IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA
VOTA BECCARI - PER LA CITTA' DOVE VOGLIAMO VIVERE

Elezioni al Parlamento europeo del giugno 2009